Totò, Peppino e… la malafemmina, recensione

di Pietro Ferraro 2

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Antonio Caponi (Totò) e suo fratello Peppino (Peppino De Filippo) sono due contadinotti di poca cultura e dal carattere opposto, il primo è spendaccione, truffaldino e donnaiolo, il secondo avarissimo e alquanto ingenuo, entrambi mantengono il nipote Gianni (Teddy Reno), studente di medicina, ma quest’ultimo invaghitosi di una ballerina lascia Napoli per seguirla nella tentacolare Milano.

La bellerina in questione, la bellissima Marisa (Dorian Gray), al contrario di quello che si potrebbe pensare è molto innamorata di Gianni e non gli permetterebbe mai di abbandonare gli studi, di altro avviso sono gli agguerritissimi fratelli Caponi che giunti a Milano hanno intenzione di convincere a suon di soldoni la bella Marisa a farsi da parte.

Così assisteremo al viaggio in terra straniera della coppia di fratelli, che sbarcati a Milano si infileranno in una sequela di spassosi equivoci che li porteranno a conoscenza della vera natura dell’amore che lega il nipote alla sensuale ballerina.

Camillo mastrocinque torna a dirigere Totò in un’annata d’oro per l’attore napolateno, è il 1956 e l’attore gira con il regista altri tre classici, Totò, Peppino e i fuorilegge, Totò, lascia o raddoppia? e lo strepitoso La banda degli onesti.

In Totò, Peppino e…la malafemmina l’accoppiata Totò/De Filippo sfoggia il top  del loro repertorio, alchimia a livelli epocali, uno script carico di verve, dialoghi spassosi, e sequenze da antologia del genere, su tutti la sequenza del vigile milanese e la mitica scena della dettatura della lettera ripresa e omaggiata molti anni dopo, da Massimo Troisi e Roberto Benigni nel classico Non ci resta che piangere.

Un vero classico senza tempo, protagonisti irresistibili, voglia di divertire e divertirsi, tanta esperienza da avanspettacolo che si trasforma in un’esilarante sequela di trovate e tormentoni indimenticabili ormai parte della storia della commedia all’italiana.

Di seguito tre link  per rivivere alcune memorabili sequenze cult del film.

La lettera

In piazza a Milano

La lettera versione Benigni/Troisi

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