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  • giu

Breach-L’infiltrato: recensione

Di Pietro Ferraro, in Americana, Anni 2000, Drammatico, Spionaggio.

breachPer oltre vent’anni l’agente dell’FBI Robert Hanssen (Chris Cooper) ha passato documenti e informazioni all’ex-Unione Sovietica, migliaia di pagine e informazioni hanno transitato dalle mani di questo agente doppiogiochista, ma i tempi sono maturi per bloccare la sua attività.

L’FBI nei panni dell’ agente Kate Burroghs (Laura Linney) ha instituito una sezione che si occupa di scovare eventuali talpe e fughe di informazioni, e l’agente Hanssen è nel mirino della task force già da qualche tempo, si organizza così una missione sotto copertura per smascherare e arrestare l’agente deviato.

Sarà il giovane agente sotto copertura Eric O’Neill (Ryan Phillippe) a stringere amicizia con Hanssen, amicizia che non gli impedirà di incastrare l’agente e regalargli una bella accusa per alto tradimento.

Seconda regia per lo sceneggiatore Billy Ray che dopo il convincente L’inventore di favole con Hayden Christensen, sceglie un’atra storia vera e punta su un’altro giovane di belle speranze, il Ryan Philippe del recente Franklyn, affiancandogli un premio Oscar del calibro di Chris Cooper e lasciando che i due imbastiscano un partecipe duetto ricco di sfumature.

Come accadeva in Donnie Brasco tra il gangster Al Pacino e il poliziotto infiltrato Johnny Depp, anche qui tra i due protagonisti si instaura un’amicizia virile con tanto di confessioni e confidenze, e come al solito, nonostante la gravità  delle azioni dell’agente corrotto, il contatto diretto con quest’ultimo, che da freddo fascicolo diverrà essere umano, creerà qualche problema al giovane e inesperto agente.

Zero action o spettacolarizzazione delle emozioni, ma solo un sottile e coinvolgente gioco delle parti che utilizza la spy-story come escamotage per raccontare due modi di vedere la vita ed un aspro confronto generazionale tra il disilluso Hanssen e lo speranzoso O’Neal, confronto che ci accompagnerà fino ai titoli di coda senza un solo momento urlato.

Se amate i film di spionaggio dove la caratterizzazione dei personaggi sovrasta storia e messinscena allora Breach-L’infiltrato vi piacerà, se invece amate adrenalina e inseguimenti il consiglio è di passare oltre.



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5 Commenti Scritto da Pietro Ferraro
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Commenti:

Sono stati scritti 5 commenti su "Breach-L’infiltrato: recensione"

  1. Una spy story interessante pre-11 settembre che poteva dare di più ma comunque dignitosa. Bravi gli attori

  2. Ryan O’Neal??? Forse Eric O’Neal!!!

  3. Pietro Ferraro

    @ CINECINEMAeVIAGGI dice:

    Ryan O’Neal??? Forse Eric O’Neal!!!

    Lapsus corretto, grazie per la segnalazione.

  4. Beh se vogliamo dirla tutta non è nemmeno Eric O’ Neal ma “Eric O’Neill”.-
    Ciao;-)

  5. [...] – Breach L’infiltrato: thriller, di B. Ray, con R. Phillippe e C. [...]




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