Titeuf il film, recensione in anteprima

di Felice Catozzi 3

L’enfant terrible Titeuf è un bambino dalla testa ad uovo e con un divertentissimo ciuffo indisciplinato, che non viene invitato alla festa dell'amata Nadia: il piccolo non sa darsi una spiegazione, ma le sue idee diventano ancora più confuse quando gli adulti, i suoi genitori, dimostreranno di essere veramente inutili iniziando un percorso di separazione; Titeuf verrà sballottato fra la casa dei suoi nonni in campagna, gli incontri con lo psicologo e le riunioni nel cortile di scuola e cercherà di mettere ordine nella sua vita cercando soprattutto di seguire la sua priorità: essere invitato alla festa di Nadia e dichiararle il suo amore.

Titeuf_Locandina

Gli amici inseparabili di Titeuf, l’occhialuto Manu, il sensibile e colto Hugo, Hervé (anche detto Vomitino) e Jean-Claude (il re del piercing sui denti), cercano come possono di consigliare il compagno che deve fronteggiare il mancato invito alla festa della sua amata Nadia, la ragazza più carina della scuola, mentre intorno a sé i genitori affrontano una crisi matrimoniale che viene spiegata al figlio alla meglio, ma non è mai facile spiegare certe cose da adulti; tutto intorno, c’è il mondo immaginario del ragazzo, un universo fantasioso tremendamente simpatico e bello come ogni bimbo meriterebbe di vivere. Questo è solo l’inizio di Titeuf il film.

Un buffo ciuffo biondo per l’acuto Titeuf

Torna irriverente più che mai un cartone animato per i giovani adolescente: Titeuf il film approda nelle sale cinematografiche italiane dal 25 luglio, anche se stasera ci sarà l’attesa anteprima al Giggoni Film Festival per un lungometraggio che ha coinvolto 700 persone fra disegnatori, assistenti di produzione, scenografi, musicisti, attori, coloristi, 780.000 fogli di carta, 6.800 matite per realizzare 200.000 disegni e 1.067 scene: questi sono i numeri della produzione di Tiiteuf che ha richiesto due anni di lavoro supervisionato dal creatore del personaggio, Philippe Chappuis in arte Zep (soprannome in omaggio dei Led Zeppelin).

Il giudizio del CineManiaco

La forza di Titeuf è tale per la sua semplicità e vicinanza al mondo dei giovanissimi di oggi, entrando nel quotidiano di molti ragazzi anche se il mitico ragazzino a colori è stato ideato dall’autore con un fumetto risalente al 1992, diventando successivamente una serie animata (composta da tre stagioni) apprezzata per la schiettezza nel modo di trattare le vicende del piccolo Titeuf, un bambino alle prese con il mondo dei piccoli e le prime esperienze realmente formative che lo portano a confrontarsi e cercare di capire il mondo dei grandi.

Il creatore, Zep, ha spiegato che Titeuf è frutto del mix tra i suoi ricordi dell’infanzia con le domande che, anche in età adulta, interrogano le persone: il bello di questo film è poter osservare con innocenza e ironia il mondo dei pre-adolescenti, senza usare la leggerezza dei bambini come un pretesto per trattare gli argomenti del film con superficialità.

Voto 7.5

Scheda Film

USCITA CINEMA: 25/07/2013
GENERE: Animazione
REGIA E DISEGNI: Philippe Chappuis in arte Zep
SCENEGGIATURA: Philippe Chappuis in arte Zep
CAST: Jean Rochefort, Zabou Breitman, Mélanie Bernier, Maria Pacome, Sam Karmann, Donald Reignoux

Trailer

Commenti (3)

  1. Davvero un bel film, mi aspettavo qualcosa di molto più infantile. Invece a momenti a casa ridevo più io di mia figlia. Il film l’ho visto nell’anteprima di Cubovision, per lo speciale dedicato al Giffoni. Consiglio vivamente anche gli altri film dell’edizione di quest’anno, li ho trovati molto carini e per nulla scontati.

    1. Ottimo consiglio! Siamo d’accordo con te

  2. Ha proprio ragione Rosa 🙂 sono film consigliabili, almeno quelli presentati su Cubovision in collaborazione con il Giffoni Film Festival (oltre Titeuf si intende, grande film che attendevo da moltissimo essendo fan di Zep). Non resistevo e così l’ho visto in anteprima. Il commento di Rosa rispecchia proprio la mia opinione, non me lo aspettavo infantile…ma temevo che potesse un pò troppo ricadere in alcuni cliché del genere e invece mi sono dovuta ricredere (mi sia di insegnamento per non dubitare mai di Zep). Con questo caldo una bella visione a casa ci voleva;)

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