The Lincoln Lawyer, recensione in anteprima

di Pietro Ferraro 3

L’avvocato difensore Mickey Haller (Matthew McConaughey) ha una brutta nomea tra le forze dell’ordine e le autorità giudiziarie ed è invece ricercatissimo tra i criminali della Città degli angeli che conoscono la sua abilità nel manipolare il sistema giudiziario onde sfruttarne cavilli eticamente discutibili, ma legalmente più che efficaci nel far guadagnare qualche anno in meno se non addirittura la libertà ai suo clienti, innocenti o colpevoli che siano

Haller posssiede una Lincoln con autista targata Not Guilty (Non colpevole), una bella figlia e una ex-moglie procuratore distrettuale (Marisa Tomei) che ancora ama, ma con la quale trova conflitti inconciliabili quando si tratta della sua professione che lavora in netta opposizione a quella dell’ex-signora Haller.

Il fascinoso e rampante avvocato impegnato a difendere spacciatori e criminalità di bassa lega si troverà per le mani il caso di Louis Roulet (Ryan Phillippe), danaroso rampollo di una delle famiglie più potenti e influenti della città, accusato da una prostituta di una sfilza notevole di reati che comprendono aggressione, percosse, violenza carnale e tentato omicidio, insomma c’è da lavorare molto e di contro da guadagnarci una fortuna in parcelle, così Haller oltremodo tentato accetterà il caso.

Quando la versione dei fatti di Roulet che affermava di essere stato incastrato comincia a vacillare, Haller comincerà a trovarsi di fronte una serie di strane ed inquietanti connessioni che lo conduranno ad un caso trattato anni addietro, per cui un suo ex-cliente è stato condannato all’ergastolo.

Il regista Brad Furman dopo il crime del 2008 The Take-Falso indiziato, torna dietro la macchina da presa per la sua seconda prova su grande schermo adattando un romanzo del 2005 dello scrittore statunitense Michael Connelly, edito in italia con il titolo di Avvocato di difesa, confezionando un solido thriller a sfondo legale con un cast di gran lusso tra caratteristi e veterani di notevole caratura come l’attrice premio Oscar Marisa Tomei, William H. Macy, Michael Pena e John Leguizamo.

La scelta di Matthew McConaughey per il ruolo da protagonista è decisamente azzeccata, dopo l’altro avvocato interpretato nel legal-thriller Il momento di uccidere anche questo personaggio riesce a mettere in luce le molteplici sfumature drammatiche di questo attore, sinora malamente sfruttato a causa di scelte artistiche che ne hanno fatto troppo spesso materia prima per copioni poco ispirati o comedy-romance intente a sfruttarne l’indubbia avvenenza.

The Lincoln Lawyer funziona in maniera egregia, ben girato e ben interpretato rispetta tutti i clichè del filone giudiziario aggiungendovi una gradevole connotazione crime e grazie anche al supporto di una solida controparte cartacea, riesce ad intrattenere con sorprendente efficacia, tratteggiando con vigore la sottile linea che demarca il confine tra giustizia e applicazione della legge.

Note di produzione: dall’autore del racconto cui è ispirata la pellicola Clint Eastwood ha basato il thriller Debito di sangue, nel cast troviamo anche Michael Parè reuccio da direct-to-video e di tanto cinema di genere anni ’90 e due volti noti del piccolo schermo, Bryan Cranston protagonista del pluripremiato serial-crime Breaking Bad e Michaela Conlin, l’Angela Montenegro del serial Bones.

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