
Bruce Nolan ( Jim Carrey) è un giornalista un tantinello sfigato, sapete di quelli a cui si affidano i servizi pallosi, i cosiddetti riempitivi come la sagra di paese, il guinness assurdo o la curiosità da almanacco del contadino, così sempre più frustrato Bruce prosegue la sua carriera all’inverso che lo porterà in amene località a raccontare di amene notizie in un crescendo di noia e insoddisfazione.
Se questo non bastasse alla lista si aggiungono una serie di incidenti di percorso tra i quali il suo licenziamento, goccia che fa traboccare il vaso e che mina inesorabilmente la fiducia di Bruce in un domani migliore e come molti, non sapendo con chi prendersela e l’impossibilità di insultare un inconsistente fato, Bruce se la prende nientemeno che con Dio in persona.
Il monologo di Bruce e le sue parole di fuoco arrivano ai piani alti, e sarà proprio Dio in persona a dimostrare a Bruce che il lavoro di suprema divinità onnipotente è tutt’altro che semplice, infatti gli consegnerà tutta la baracca trasformando per una settimana l’ex-giornalista in una divinità a tutti gli effetti con poteri sovrannaturali e onniscienza inclusi.
La vita dell’anchor man Evan Baxter (Steve Carell) sembra andare a gonfie vele, appena eletto al Congresso si destreggia tra una bella famiglia, una nuova casa ed una carica politica in divenire, ma qualcosa sta per sconvolgere la pianificatissima vita del meticoloso Evan.
Il dr. Joe Darrow (