Shark 3D, recensione del thriller-horror con squali Bait

di Pietro Ferraro Commenta

In Australia uno tsunami inonda una cittadina costiera, la devastante onda anomala arriva sin nei meandri di un supermercato affollato, proprio mentre è in corso una rapina. L’allagamento causerà decine di vittime che moriranno annegate, un manipolo di superstiti riuscirà però a scampare alla morte e a rifugiarsi su alcuni scaffali rimasti a fior d’acqua.

Quello che i sopravvissuti non sanno è che i loro problemi non si limiteranno al livello dell’acqua che continua a salire e alle inevitabili scosse di assestamento del sisma sottomarino, ma includeranno alcuni giganteschi squali rimasti imprigionati con loro nel supermercato, feroci, affamati e pronti a divorare qualsiasi cosa si avvicini all’acqua.

Dopo un cambio in corsa alla regia avvenuto durante le riprese, Russell Mulcahy (Highlander) ha abbandonato il set sostituito dal collega Kimble Rendall (Cut  -Il tagliagole), Bait il thriller-horror australiano con squali in 3Ddopo un passaggio nientemeno che al Festival di Venezia, approda nei cinema italiani rititolato Shark 3D.

Il film di Rendall ha uno dei difetti forse maggiori per un film di genere, non è abbastanza brutto da avere la possibilità di elevarsi a rango di scult e scorre su schermo inerte e banale con personaggi monodimensionali, sequenze splatter sciorinate con il contagocce e pochissimi momenti di tensione che si possono davvero contare sulle dita di una mano.

Mentre Shark Night 3D è tuttora in attesa dii una data di uscita italiana, il film di David R. Ellis è decisamente più vivace della sua scialba controparte australiana, il film di Rendall arriva invece nelle sale italiane a tempo di record e non solo, nonostante la mediocrità della pellicola riesce addirittura a fruire della prestigiosa vetrina di Venezia 2012.

Shark 3D non è altro che una digressione con squali del filone assedio urbano, che siano zombie come ne La notte dei morti viventi, criminali come in Distretto 13 o una misteriosa nebbia sovrannaturale come in The Mist, il succo di operazioni come questa si basa sulle dinamiche tra gli assediati che danno vigore alla trama tra un assalto e l’altro degli assedianti di turno.

Purtroppo in questo caso i personaggi sfoggiano un’empatia da soap-opera, neanche il piu tormentato del gruppo che ha un minimo di background, ci riferiamo allo Josh interpretato dallo Xavier Samuel di Twilight, trasmette un minimo sindacale di appeal emotivo e di certo non bastano qualche effettaccio buttato li, l’utilizzo seppur efficace di CGI ed effetti animatronici e un 3D puramente ludico, a salvare la messinscena da una sonnolenta evoluzione verso i titoli di coda oltre i quali, squali a parte, del film di Rendall non resta nulla.

Nelle sale dal 5 settembre 2012

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