Sei giorni e sette notti: recensione

di Pietro Ferraro 9

 Quinn Harris (Harrison Ford) è un pilota che ha scelto la Polinesia per vivere e dedicarsi al trasporto di merci e persone, tra palme, mare cristallino e una tranquillità quasi surreale.

Harris è decisamente un orso afflitto da un principio di misoginia e da un carattere irascibile e scontroso che si trova a fare i conti con Robin (Anne Heche), una giornalista newyorchese, pignola e irritante che è in vacanza con il suo fidanzato.

Tra i due non è certo colpo di fulmine, anzi, cosi quando Robin chiede ad Harris, anzi gli ordina, di portarla a Tahiti, neanche fosse un taxi, l’uomo si rifiuta e ne nasce un battibecco, ma la caparbia biondina ha la meglio e i due partono alla volta dell’incantevole isola, quando improvvisamente l’aereo precipita e i due, dopo un atterraggio di fortuna, si ritrovano sperduti su di un isola deserta…

Il regista Ivan Reitman è un grande artigiano della commedia, nel senso che a volte anche di un copione non brillantissimo o peggio tende a farne virtù, ma molte volte non si riesce a fare miracoli neanche se la location è splendida e hai un attore del calibro di Harrison Ford.

Altre volte abbiamo parlato dell’alchimia, quell’intesa che rende alcune coppie cinematografiche memorabili e altre no, questo è il secondo caso, perchè Anne Heche e Mr. Harrison Ford proprio non riescono ad essere credibili, se non nella prima parte del film in cui giocano a detestarsi.

Si vocifera che sul set tra l’attrice e Ford ci fosse molta tensione e i litigi fossero all’ordine del giorno, vero o non vero sullo schermo i due cozzano come acqua ed olio e proprio non riescono ad amalgamarsi e rendere la parte prettamente romance della pellicola abbastanza realistica, mentre Reitman cerca di sfruttare al meglio le splendide location per colmare l’evidente lacuna.

Sei giorni sette notti rimane un film innocuo, che non lascia assolutamente il segno, ma se vi piace Harrison Ford e amate i panorami esotici un’occhiatina gliela si può tranquillamente dare.

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