Scary or Die, recensione in anteprima

di Pietro Ferraro Commenta

Cinque storie horror intrecciate tra loro che hanno come location il cuore e i dintorni di una cupa Città degli Angeli: in The Crossing una coppia di killer razzisti semina cadaveri di immigrati clandestini messicani lungo il confine, ma dopo l’ennesima carneficina il deserto restituirà i corpi delle loro vittime tramutati in famelici e vendicativi zombie.

In Taejung’s lament un uomo afflitto dalla solitudine e da una recente perdita salva una bella e misteriosa ragazza dalle grinfie di uno psicopatico. I due si piacciono e lei lo invita ad una festa a cui l’uomo in principio titubante deciderà di partecipare, scoprendo solo in seguito l’agghiacciante segreto che la donna cela. In Re-membered un poliziotto corrotto specializzato in lavori sporchi si sta occupando di un cadavere da far sparire, purtroppo per lui incapperà nei poteri di un potente necromante e ben presto da carnefice diverrà vittima.

In Clowned un ragazzo dopo il morso di un inquietante clown si trasformerà in una sorta di mostruoso pagliaccio mutante e carnivoro, l’istinto di divorare bambini prenderà presto il sopravvento sul suo lato umano trasformando il suo fratellino in una ghiotta tentazione troppo forte da poter controllare. Infine in Lover come back una donna innamorata del proprio uomo scopre l’animale che alberga in lui, scoperta che la donna pagherà con la vita, ma le vie della vendetta sono infinite e in qualche modo giustizia sarà fatta.

Tre registi, Michael Emanuel (Clowned, Lover Come Back e The Crossing), Igor Meglic (Taejung’s Lament) e Bob Badway (Re-membered) per un’antologia horror ispirata alla tradizione di film ad episodi come Racconti dalla tomba e Creepshow, ma realizzata con i crismi del low-budget e come capita in ogni antologia con inevitabili alti e bassi.

I migliori episodi risultano Clowned, che da solo vale l’intera visione e Lover Come Back che oltre a fruire da fil rouge per l’intero film (occhio alla protagonsita che appare in tutti gli episodi) fruisce di una surreale atmosfera sospesa capace di regalare suggestioni e brividi anche nel poco tempo a disposizione.

Meno riuscito The Crossing, recitazione caricaturale e location assolata che mette in mostra i limiti del make-up zombesco e poco ispirato anche Re-membered, la storia non ha i tempi tecnici per evolvere, a tal punto da sembrare un mero riempitivo, un po’ come accadeva in Creepshow 2 con l’episodio L’autostoppista, irrisolto infine Taejung’s Lament, parte bene, si evolve in maniera intrigante, ma culmina troppo frettolosamente.

In conclusione Scary or Die pur con qualche debolezza risulta una delle migliori antologie horror in circolazione, senza contare che come abbiamo già precisato l’episodio con il clown mutante vale da solo la visione del film

Film correlati: Creepshow / Creepshow 2 / VHS / Racconti dalla cripta / Trilogia del terrore / Ai confini della realtà

Note di produzione: nel cast figurano Domiziano Arcangeli (House of Flesh Mannequins) e Corbin Bleu (High School Musical) entrambi recitano nell’episodio Clowned.

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