Machete, recensione in anteprima

di Pietro Ferraro 7

Machete Cortez (Danny Trejo) è un ex-agente federale che dopo aver tentato di arrestare un boss della droga si vede massacrare la famiglia per poi, scampato all’eccidio, sparire nel nulla e vivere ai margini del confine messicano, tra gli immigrati illegali, sbarcando il lunario con qualche lavoretto, attendendo il momento giusto per consumare la sua vendetta.

A reclutare Machete, senza peraltro sapere chi sia in realtà, sarà il losco Michael Booth (Jeff Fahey) scagnozzo del Senatore John McLaughlin (Robert De Niro), ambizioso politico estremista che si batte per essere rieletto e per erigere un muro elettrificato lungo il confine messicano, confine sorvegliato da Von Jackson (Don Johnson), un vigilante fuori di testa che massacra senza pietà ogni singolo clandestino beccato a sconfinare.

Booth offrirà 150.000 dollari a Machete per sparare al senatore, in realtà ad assoldare per vie traverse Machete è Rogelio Torrez (Steven Seagal), lo stesso spietato boss della droga che ha massacrato la famiglia dell’ex-poliziotto, che in realtà vuole solo ferire il senatore affinchè guadagni in popolarità venendo rieletto, dando  naturalmente in pasto alle autorità il cecchino.

Machete scamperà alla trappola e troverà la sua vendetta con l’aiuto di una bella agente dell’immigrazione (Jessica Alba) e di una determinata e coraggiosa immigrata (Michelle Rodriguez) che ha messo in piedi una vera e propria organizzazione conosciuta come La rete che aiuta i suoi connazionali ad attraversare in sicurezza il confine.

Dopo un prologo che ci ricorda le rutilanti mutilazioni ed effettacci splatter di Planet terror, Robert Rodriguez ci catapulta in una pellicola che possiede tutte le caratteristiche del cosiddetto genere Exploitation cuore pulsante in celluloide fatto di sesso, splatter e ultraviolenza, ingredienti di tanti B-movies e cult anni ’70 che Rodriguez, come il collega e amico Tarantino, ha metabolizzato e fatto suoi arricchendoli di suggestioni e reminscenze provenienti da fumetti e cartoon, senza dimenticare i videogames di ultima generazione.

Rodriguez con Machete sforna uno dei suoi lavori migliori e come accaduto con Rob Zombie e il suo passaggio dagli eccessi de La casa dei 1000 corpi all’omaggio seventies de La casa del diavolo, anche il regista messicano dopo lo splatterone-zombie prosegue il suo omaggio al cinema di genere, affinando la messinscena, giocando con gli eccessi da fumetto pulp, citando di tutto e di più, ma come accade con Tarantino regalandoci un gustoso frullatone con una personalità ed un gusto ben definiti, che continuano a raccontarci di una grande creatività e di passione genuina per il grande schermo.

Note di produzione: il lungometraggio Machete nasce da un finto trailer inserito nel progetto Grindhouse, nel cast troviamo il mago degli effetti speciali Tom Savini nel ruolo di un killer prezzolato e una coppia da piccolo schermo, Don Johnson e Cheech Marin, poliziotti nella fortunata serie Nash Bridges.

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