Pirati dei Caraibi: Oltre i confini del mare, recensione

di Pietro Ferraro 1

Dopo un prologo in cui viene rinvenuto ancora in vita uno dei membri dell’equipaggio della Juan Ponce de León, vascello che duecento anni prima era partito alla ricerca della leggendaria Fontana della giovinezza, l’azione si sposta a Londra dove Joshamee Gibbs (Kevin McNally) che sta per essere processaro per pirateria viene liberato in extremis da Jack Sparrow (Johnny Depp) che verrà a sapere che c’è qualcuno che spacciandosi per lui sta reclutando una ciurma.

Purtroppo la fuga di Sparrow sarà piuttosto breve perchè il pirata finirà davanti nientemeno che al sovrano d’Inghilterra in persona che gli proporrà di partecipare ad una caccia al tesoro che avrà come premio finale l’eterna giovinezza, ma Sparrow saputo che dovrà sottostare agli ordini di Capitan Barbossa (Geoffrey Rush), nel frattempo convertitosi alla legalità e divenuto corsaro della flotta inglese, si darà alla fuga.

Durante il suo peregrinare tra i vicoli londinesi braccato dalle guardie del re, Sparrow incrocerà il padre (Keith Richards) e scoprirà che è una sua vecchia conoscenza che sta sfruttando il suo nome per reclutare uomini, si tratta della fascinosa Angelica (Penelope Cruz) che costringerà Sparrow ad imbarcarsi sotto il comando del famigerato Barbanera (Ian McShane), mentre Barbossa catturato Gibbs lo userà per avere informazioni sull’ubicazione della miracolosa fontana, così entrambi gli equipaggi inizieranno una nuova caccia al tesoro che come di consueto sarà irta di pericoli, tradimenti e brutti incontri.

Quarto capitolo per la saga Disney e quarta avventura per Capitan Jack Sparrow alias Johnny Depp che stavolta deve utilizzare tutto il suo carisma e l’ironia che lo hanno reso un beniamino del pubblico per farsi carico di una pellicola che resta a malapena a galla, regala qualche sorriso e parecchia azione, ma che ha perso inesorabilmente smalto e purtroppo gran parte del suo equipaggio.

Il regista Rob Marshall ne esce piuttosto bene visto che questo è il suo primo film d’avventura, Depp deve darsi un gran da fare per colmare il vuoto lasciato dai suoi indispensabili compagni di viaggio Orlando Bloom e Kiera Knightley e in oltre due ore di pellicola i momenti di stanca si fanno oltremodo sentire e infine la nuova protagonista femminile Penelope Cruz, la cui gravidanza nel bel mezzo della produzione ha senza dubbio influito sulla dinamicità del suo personaggio, la Knightley al suo confronto sembrava Zorro e che sembra proprio non riuscire a sostenere i duetti con Depp, rivelandosi una spalla piuttosto spenta e che in parte ha contribuito a zavorrare l’intera messinscena.

Intendiamoci Pirati dei Caraibi: Oltre i confini del mare è girato con tutti i crismi che hanno fatto la fortuna della saga, sequenze d’azione, creature sovrannaturali, splendide location esotiche, villain di caratura, un protagonista carismatico e l’immancabile caccia al tesoro, ma è palese che la serie stia latitando e che Bruckheimer e soci stanno rischiando che la navi affondi nel giro di un altro episodio, se non trovano qualcuno che supporti il povero Sparrow, rimasto solo a tenere a galla la barca e siamo certi che al prossimo inevitabile viaggio di certo non sarà l’ennesimo, superfluo 3D e un’overdose di effetti visivi a salvare baracca e burattini.

Note di produzione: la gravidanza della Cruz ha costretto la produzione ha reclutare la sorella dell’attrice per le sequenze più impegnative e i campi lunghi, lo script è basato sul racconto del 1988 Mari stregati (On stranger tides) dell’autore fantasy statunitense Tim Powers, la colonna sonora è stata affidata ancora ad Hans Zimmer che stavolta ha fruito delle chitarre acustiche del duo messicano Rodrigo y Gabriela. Il film è stato presentato in anteprima al Festival di Cannes 2011.

Commenti (1)

  1. Ragazzi che fatica!!
    Arrivare alla fine del film senza farsi sopraffare dal sonno è in’impresa.
    Della trilogia precedente è rimasto veramente poco e a mio avviso, non vedo altri motivi se non gli incassi per continuare a scomodare il povero Sparrow in imprese sempre meno epiche e a più riprese vagamente scopiazzate dai precedenti capitoli.
    Non commento nemmeno il povero Barba Nera che dopo un minuto di carisma piratesco al top, scema quasi subito in un modesto papà in là con gli anni, non regge minimanete il confronto con il capitano tentacoluto dell’Olandese Volante.
    Se sarà questo il livello speriamo non ci sia un quinto capitolo, ma temo non sarà così.
    Grazie dello spazio!
    Ip

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