Paranormal Activity, recensione

di Pietro Ferraro 28

Finalmente sbarca in Italia Paranormal Activity uno degli ultimi fenomeni horror di massa made in USA, e sula scia del sopravvalutato The Blair Witch Project crea un tam tam mediatico che moltiplica miracolosamente il miserrimo budget investito dal giovane filmaker israeliano Oren Peli, che mr. Hollywood Steven Spielberg fiutato l’affare mette subito sotto contratto.

La trama è tanto semplice quanto classica nel suo pescare dal repertorio dell’horror a sfondo demoniaco vedi L’esorcista, miscelandolo con il filone delle case infestate vedi Amityville Horror e affini. Una coppia di ragazzi trasferitasi in una nuova casa decide di registrare con una videocamera le incursioni notturne di un non bene identificata entità demoniaca.

Il demone molestatore dopo una fase di riscaldamento con qualche fastidioso effetto poltergeist con tanto di tonfi, suoni gutturali e passeggiate notturne, insomma tutto il repertorio da spiritello burlone, prendera presto confidenza e comincerà ad accampare diritti sulla formosa coinquilina.

Lo stile utilizzato dal regista è chiaramente il modaiolo mockumentary, sulla scia del cugino The Blair Witch Project  e del recente Il quarto tipo, ma attenzione Peli  non millanta storie realmente accadute, filmati reali e finte testimonianze, quindi da questo punto di vita andrebbe premiato a prescindere.

Paranormal Activity alterna il quotidiano diurno dei due protagonisti seguito passo passo da una onnipresente videocamera, alle riprese notturne delle incursioni della molesta manifestazione, che bisogna ammettere, nonostante nessun montaggio, colonna sonora ed effetti speciali restano le parti più incisive e cuore di tutta l’operazione.

Ed ora la parte più importante, questo film che nasce come video casalingo come tale andrebbe fruito, la visione in sala ne smorza molta della capacità ansiogena, il grande schermo paradossalmente ha l’effetto di dilatare gli accadimenti, quindi il consiglio è di attenderne la distribuzione in DVD, perchè l’effetto su cui gioca Peli su grande schermo scema pesantemente.

Inoltre dimentichiamoci il battage pubblicitario, le frasi ad effetto, Paranormal Activity è un film che tecnicamente non regala nulla, tutto è spartano e quasi scolastico, diciamola tutta il film di Peli sarebbe stato un capolavoro assoluto solo se presentato come saggio finale in una scuola di cinema, ma il gonfiarne le aspettative, e la capillare distribuzione che cozza con l’idea di outsider, non fa che sminuirne gli indubbi pregi.

Concludiamo con le note stonate, il doppiaggio, chi ha visto il film in lingua originale si renderà subito conto del piattume dell’adattamento italiano che nelle  scene clou provoca anche qualche involontaria risata.

Il finale, sembra che sia stato lo stesso Spielberg ha consigliare a Peli di cambiarlo, così quello originale davvero intrigante e ben fatto, lascia il posto ad un colpo di scena da teen-horror di quart’ordine con tanto di ammiccamento parademoniaco, più para che demoniaco, alla videocamera, pare ci sia anche un terzo finale alternativo che sarà disponibile nella versione in DVD.

Insomma come avrete capito il miglior modo di godere appieno di questo film è in versione originale con il suono in presa diretta, in una visione casalinga che sicuramente amplificherà di molto l’effetto ansiogeno, e naturalmente con il finale che Peli aveva pensato in origine, prima della fase follia/euforia commerciale. Se comunque detto ciò volete ugualmente fruirne in sala sappiate che il rischio di una grossa delusione è decisamente elevato.

Commenti (28)

  1. Caro Pietro,
    condivido la gran parte della tua recensione, ma a mio avviso, usando i film che tua hai citato come estremi di una scala di valutazione, questo film si accosta molto di più a The Blair Witch Project e al pessimo Il Quarto Tipo, che a capolavori horror del calibro dell’Esorcista e di Amityville horror.
    Comprendo e condivido il discorso che fai sull’essere un ottimo prodotto se fosse stato presentato come saggio finale in un scuola di cinema, ma dato che ci è stato presentato come “il film più terrificante del millennio”, “il film che ha terrorizzato l’America”, direi che non è nulla di tutto questo, anzi.
    Personalmente vedendolo mi sono anniato per buoni 50 minuti, con personaggi improponibili come il compagno fastidioso della protagonista e l’evanescente medium fifone, l’alternaza fra vita diurna (piattissima) e vita notturna (altrettanto piatta almeno per i primi 50 minuti), mette a dura prova la comprensibile speranza di vedere accadere qualcosa di “terrificante”.
    Non voglio commentare poi quelli che dovrebbero essere i momenti salienti in cui un pò di rumore, qualche porta che sbatte e la penombra dovrebbero angosciare lo spettatore.
    Mi fido del giudizio che dai sui due elementi che sicuramente l’hanno reso peggiore di quello che è, ossia il doppiaggio e gli spazi eccessivi delle sale cinematografiche, però il marketing ci ha spinto delle sale e quindi da bravo spettatore-cliente, mi permetto di dire che il film che ho visto, con il doppiaggio italiano, proiettato in una sala grande e rumorosa, è pessimo.
    Finale incommentabile!!!!
    Ip

  2. @ Ipercritico:
    Capisco e comprendo le tue perplessità, infatti la mia recensione è chiara nel mettere in risalto tutta una serie di evidenti limiti della pellicola, tra cui l’esaltazione del battage pubblicitario assolutamente fuori luogo, tutti vistosi difetti che però rischiano di coprire i pregi, che anche se pochi, non possono essere dimenticati, non dimentichiamo in che condizioni è stata girata questa pellicola, se dai un’occhiata su youtube ti rendi subito conto che non è così semplice imbracciare una videocamera e creare qualcosa di decente e fruibile dal nulla, senza alcun mezzo e con pochissima esperienza, vedremo con il prossimo Area 51 se il tuo giudizio è stato lungimirante o troppo severo. Per quanto riguarda Amityville e L’esorcista, avrai capito che mi riferivo ai generi di riferimento non certo alle pellicole, anche se lo stesso regista ha dichiarato di essersi ispirato al capolavoro di Friedkin. Un saluto e grazie del commento sempre puntuale. 🙂

  3. Attendo allora Area 51 per poter risollevare le sorti di questo film 🙂 e bacchetto il regista per aver pubblicamente dichiarato di esserci ispirato all’Esorcista, direi con scarso successo 🙂
    Un caro saluto!
    Ip

  4. Paranormale. Ovverosia ancora una volta le debolezze umane oggetto di questo nuovo film low-cost della Paramount. Francamente sarei felice di sedermi su una poltrona al Cinema e gustarmi un nuovo sviluppo del concetto, un Regista, un Artista o Autore che mi racconti cosa ne pensa di queste benedette debolezze umane, che mi proponga un ragionamento sulla questione. E invece niente. Siamo sempre fermi la: libri dell’occulto, demoni, religioni, fantasmi, vampiri, dei e zombies popoleranno le nostre fantasie perché probabilmente abbiamo tanta necessità di dare delle risposte, di crearci dei punti saldi o semplicemente di una schiavitù della mente alla quale non possiamo o non vogliamo dire basta. E se da un lato censuro chi mi ripropone la solita minestra, dall’altro chiudo un occhio, e mi lascio sedurre dal lato oscuro del nostro spirito che in effetti fa lavorare la nostra immaginazione veloce come un treno. Diventa ancora una volta più simpatica la cosa perché finalmente si possono provare al Cinema sentimenti profondi, angosce vere provocate dalla sola inquadratura da 120 secondi di un corridoio scuro, di un lampadario che si muove di qualche centimetro senza motivo. Un tipo di Cinema questo che vede l’assenza completa degli effetti speciali se si eccettua qualche suono qui e la. E come il suo predecessore (Le Streghe di Blair), il racconto avviene per esperienza diretta, un “live”, un “grande fratello” nel Teatro. Fino qua tutto bene, il ritmo narrativo tiene egregiamente e “l’entità” tarda giustamente a manifestarsi con conseguente incremento della tensione in sala. Tutto questo è guastato da un inspiegabile insufficienza nel doppiaggio Italiano. I testi affidati agli attori Italiani sono troppo recitati rispetto alla tipologia delle immagini che, nella versione inglese, furoreggiano una “presa diretta” molto incoraggiante e naturale. Fotografia, colonna sonora e qualità di ripresa volutamente assenti per una maggiore veridicità del racconto che non guasta di certo e segue la politica del film. Concludendo è un prodotto a mio parere molto delicato che sta in piedi se tutti gli elementi vengono portati a segno. La lacuna del doppiaggio rende troppo “light” un prodotto che poteva ottenere molta più considerazione.

  5. @ Karajan2:
    Quindi come ha sottolineato Pietro nella sua recensione, mi confermi che dovrei dare il beneficio del dubbio al film per il pessimo doppiaggio italiano?
    Voglio fidarmi di voi e sicuramente lo rivedrò in lingua originale sottotitolato ..
    Se posso commentare il tuo intervento, essendo io un adorante fan di pellecole che hanno per protagonisti gli zombies, mi permetto di sottolineare che secondo me, film che indagano le debolezze umane ce ne sono ma riguardano un filone di tutt’altro genere, basta ricordare “Ragazze interrotte”, “Qualcuno volò sul nido del cuculo”, così per citarne due nel vastissimo scenario dei film che riguardano direttamente la sfera psicoanalitica e la vasta gamma delle debolezze umane.
    Demoni,fantasmi,vampiri,zombies riguardano l’horror puro, esplicito.
    Pellicole come Paranorma Activity, sempre secondo me, tentano di collocarsi al confine, giocando e rischiando molto, sul doppio filo delle paure ataviche da un lato, come il buio e il silenzio che ben rappresentano la solitudine umana dove tutte le paure si aplificano e presenze demoniache dall’altro, che però si palesano dimostrando che le paure hanno un fondamento e non riguardano più la sfera personale.
    Una presenza che lascia impronte caprine, trascina e morde, non ha molto a che fare con le nostre antiche paure, spaventa chiunque a prescindere perchè è reale, esattamente come uno zomibie, un vampiro o un lupo mannaro.
    Non credo che attraverso l’horror si cerchino delle risposte ma semplicemente si utilizzino dei modelli spaventosi per criticare la società, come spesso accade nei film di zombies o di vampiri, o semplicememtne di intrattenere attraverso la dimensione della paura.
    Comunque comprendo e condivido la tua voglia di novità.
    Un saluto!
    Ip

  6. Bah abbastanza pessimo come horror…
    Comunque secondo me è sbagliato vedere “The Blair Witch Project” un horror sopravvalutato, è costruito nei minimi dettagli e riesce a creare tensione se non proprio paura, non grazie a classiche mini scene spacco (prima tranquillo e all’improvviso il fantasma di turno che fa buh), bensì con l’innovativa (a quel tempo) tecnica di ripresa e bravura degli attori (almeno della protagonista).
    Insomma il primo The Blair Witch secondo me è davvero meritevole di lodi perchè ha aperto un grande modo di vivere l’horror.

  7. credo che il film manchi di appeal, di sceneggiatura, di attori decenti e di tensione. Il fatto che manchi di regia lo si può giustificare sicuramente, visto la natura del film stesso, ma credo che l’idea della macchina da presa “amatoriale” sia stata abusata negli ultimi anni. Non credo che, vedere katie e mikha per due ore a raccontarsela, e a ululare se le porte sbattono da sole, sia nè interessante, nè innovativo. ah, e le impronte del demone col borotalco sembrano zampe di tacchino.

  8. Paranormal Activity, il film che ha terrorizzato l’America…in realtà non è un horror. Può anche essere visto, come dice qualcuno, come un prodotto ben confezionato nella sua versione originale. Io però l’ho visto nella versione originale, senza il doppiaggio italiano e personalmente lo trovo comunque scadente sia sul piano dell’inventiva che della suspence. Un’ora e 37 di noia pura. Girato bene ma noioso fino allo stremo. Lo potrebbe vedere pure mia nonna di 80 anni che non muoverebbe manco un muscolo. Non capisco da dove debba nascere tutta questa paura e lo stato di tensione. Non succede quasi nulla. Due attori e mezzo in una piccola casa che registrano parte delle loro insulse giornate. Con un demone che dovrebbe terrorizzarci e che invece non fa muovere un baffo. A me non ha terrorizzato il film ma mi ha terrorizzato questa campagna di marketing che l’ha spacciato per film horror quando invece è solo un esperimento mal riuscito. Pazienza se il mio mito Spielberg l’ha trovato grandioso: anche i grandi sbagliano.

  9. @ Chicco:
    Concordo Chicco!!!! 🙂
    Ip

  10. Sono capitata per caso in questo forum perchè curiosa di sapere qualche opinione sul tanto pubblicizzato “Paranormal Activity” che, anticipo, non ho ancora visto. Leggendo le vostre opinioni ho notato che c’è stato un gran parlare del film “The Blair Witch Project” come modello di giudizio sul film in questione,soprattutto per la tecnica di ripresa. E sono soprattutto rimasta colpita da una frase: “[…]l’innovativa (a quel tempo) tecnica di ripresa.” in riferimento appunto al film sulla leggendaria strega.
    Non è assolutamente stato quel film ad introdurre quel tipo di tecnica di ripresa,come non è stata innovativa la pubblicità che è stata fatta prima dell’uscita nelle sale per conferire autenticità al film. Questo genere di marketing e tecnica filmica è stata utilizzata nel 1979 dal nostrano Ruggero Deodato nel criticato e inizialmente denunciato “Cannibal Holocaust”. Per cui,per favore,diamo a Cesare quel che è di Cesare.

  11. Pietro, seguo il tuo consiglio e aspetto di vederlo in DVD in lingua originale!

  12. @ psicomachia:
    E’ proprio il caso 🙂

  13. @ Rodrigo:
    gia’ una vera delusione!

  14. ketty dice:

    @ Rodrigo:
    gia’ una vera delusione!

    vorrà dire che la prossima volta che diranno che un film ha terrorizzato spielberg, NON andrò a vederlo hahah

  15. Avendo visto molti film horror nella mia vita, ho visto anche Paranormal Activity a mio parere e’ a dir poco un film MEDIOCRE interpretato da due poveri pseudoattori ed e’ un complimento,per loro,visionando questa orrenda pellicola ti viene un sonno inaspettato dal momento che la Noia e’ in agguato,ogni istante in tutto il film del fantomatico demone si vedono le iprobabili impronte e un ombra e questo dovrebbe terrorizzare??? e poi lei quando parla di incubi terribili manco spiega di che si tratta cosa ha sognato di cosi tremendo???? almeno avrebbe creato un po’di suspence un po’ di tensione via!!! e l’improbabile studioso di fenomeni paranormali dove l’hanno trovato nelle patatine??? che poi da loro il numero di un fantomatico demonologo che non si trova che Sfiga oh!!!!
    evidentemente su questo film ha giocato molto il marketing pubblicitario (quello si che fa paura)che hanno montato su questo improbabile horror emule di un altro grande film che e’ The Blair Witch Project,in questo caso hanno semplicemente scopiazzato,questo film chiamndolo horror e’ un offesa per film come L’esorcista,Hellraiser,L’alba dei morti viventi,Doom,e moltri altri grandi film che voi tutti conoscete.

  16. visto che secondo chi ha recensito il film la versione originale (o cmq non italiana) di PA è migliore di quella ita, mi sono visto il film in streaming. Risultato: concordo che l’ attesa prolungata prima di una qualunque apparizione o spavento doni tensione allo spettatore, ma su questo concetto si basa tutto il film! Può anche funzionare per un po’ ma spettatori più “reattivi” che dopo venti minuti capiscono di aver buttato i soldi ormai sapranno come va avanti il film. Io ho sbadigliato praticamente dall’ inizio alla fine e ho trovato che PA sia pieno di momenti in qui si gioca con lo spettatore, ci si aspetta che accada qualcosa ma in realtà non accade e non accadrà mai nulla finendo per risultare un totale perdita di tempo. Fosse almeno conivolgente come 28 giorni dopo o REC. Ma niente, è davvero un “documentario” e nei documentari non accade niente

  17. Io questo accanimento contro PA non lo capisco, se non convincendomi dell’esistenza di un certo snobbismo troppo radicato. Per me è un film da cassetta esattamente come l’esorcista ecc. (Nosferatu di Mornau non lo è, tanto per capirci). Secondo me può apparire lento a chi è troppo assuefatto da pellicole moderne sempre più vicine ad un linguaggio televisivo che deve riempire le pause. La vita reale è per la maggior parte del tempo statica. Io trovo il film carino, ansiogeno al punto giusto (guardatelo a casa da soli di notte e non in un cinema con altre cento persone), recitazione a livello ( non è mica un film di kubrick), e un buon montaggio. Unica pecca per me è l’ammiccamento finale alla telecamera, ma spielberg è odioso in linea di massima e questo lo sapevo già. Per concludere un film che mi sento di consigliare…a non serve l’hanno già visto tutti, chissa poi perchè…

  18. @piez

    Non si tratta di snobbismo. Il film è un prodotto mediocre che al massimo è in grado di spaventare a morte qualche brufoloso adolescente. L’unico motivo per il quale se ne parla tanto è a causa della abnorme campagna pubblicitaria e di viral marketing lanciata, oltretutto in maniera piuttosto maldestra. Evitatelo come la peste.

    Ah, e per inciso l’esorcista NON è un film da cassetta.

  19. “Non si tratta di snobbismo. Il film è un prodotto mediocre che al massimo è in grado di spaventare a morte qualche brufoloso adolescente. L’unico motivo per il quale se ne parla tanto è a causa della abnorme campagna pubblicitaria e di viral marketing lanciata, oltretutto in maniera piuttosto maldestra. Evitatelo come la peste.”

    Niente di più niente di meno.

  20. bè io direi che è più da adolescenti brufolosi spacciare 28 giorni dopo o l’alba dei morti viventi come film “coinvolgenti”..
    e comunque viva gli horror asiatici.

  21. ho visto ora il film, solo soletto nella mia sala al buio, nn mi aspettavo nulla di particolare, l’ho visto in italiano col finale di spielberg.
    mi ha spaventato a morte.
    e non ho nient’altro da dire…ah nn sono un adolescente brufoloso ma ho quasi 40 anni, semplicemente nn sono avvezzo da tanti anni agli horror, mi ci sono calato senza aver vistro trailers (se nn proprio di sfuggita anni fa quando e’ uscito) e senza aspettative (che è quello secondo me che rovina ogni cosa, non solo un film).

    in pratica ero “neutro totale” e mi ha veramente spaventato.

  22. Vedo che ne è passato di tempo dall’ultimo commento. Non ho ancora visto il film ma lo farò quanto prima. Intervengo solo per dire un paio di cose. Trovo abbastanza irritante il tiro al piccione che si è fatto e si fa con The Blair witch Project liquidandolo come sopravvalutato… Sopravvalutato da chi poi non si capisce bene, dato che la maggior parte dei sapientoni cinefili del web lo ha snobbato… Forse sopravvalutato dal pubblico? Beh io sono “il pubblico” e mi è sembrato molto inquietante, soprattutto nelle ultime scene, perché l’ambientazione è veramente selvatica e iperrealistica, e mi ha ricordato di certi ruderi abbandonati con il loro fascino sporco e perverso. Io da un film così non mi aspettavo certo chissà quali introspezioni nell’animo umano o nei fantasmi dell’inconscio, sapevo che era come un filmino amatoriale che mostra la vicenda di alcuni ragazzi che si perdono nel bosco e finiscono male e questo ho trovato: non mi pare poco.

    A quello o quella che ha citato Cannibal Holocaust come un esempio di innovazione tecnica: e che ne sai? Magari c’era un altro film, meno truculento e morboso (e forse anche meno sciatto) dove c’erano riprese con macchina a mano. Volendo anche in Arancia Meccanica c’erano riprese con macchina a mano. E con ciò? Blair Witch propone un film intero con macchina a mano e in formalità pseudo-amatoriale. Poteva essere un fiasco colossale, non lo è stato e nessuno sembra chiedersi perché. La pubblicità? tanti horror stra-pubblicizzati hanno fatto fiasco. E poi io non bado alla pubblicità, l’ho visto alcuni anni dopo l’uscita e per caso, e mi ha colpito. Non sono uno sprovveduto e non ho i brufoli. Un motivo ci sarà.

    Potrei anche aggiungere che 28 giorni dopo, quello sì che sopravvalutato. Ma per quello non ci spendo parole. Bài.

  23. Ok, visto il film. Lho trovato claustrofobico. Mi pare proprio il termine giusto. Qualcuno ha detto che è noioso perché si svolge sempre nella solita casa con le solite due persone. A me proprio per quello mi ha messo inquietudine. Pare proprio che quei due siano in qualche modo prigionieri della casa, e perfino le scene in giardino sembrano in interno. Le riprese notturne con la telecamera fissa sono a parer mio le più inquietanti (il timer contribuisce). Credo che ciò che ci può terrorizzare in un horror sia la possibilità di immedesimazione, ecco perché niente fa più paura dell’elemento quotidiano che subisce delle alterazioni. Beh, la stanza da letto normalissima con la porta bianca – l’Esorcista docet – è rappresentazione perfetta del quotidiano che può diventare scenario di un incubo.
    Non so perché alcuni lo hanno definito tanto noioso, c’è da chiedersi chi li abbia obbligati a guardarlo… forse l’uzzolo di fare un’altra recensione in cui ci si diletta a smantellare l’horror di turno per dimostrare che – ah! ci vuol ben altro per farmi cagare sotto, a me – ?
    O forse non c’è abbastanza splatter o non ci sono abbastanza balzi sulla sedia, come se il terrore dovesse esser ridotto a dei picchi nel flusso dell’adrenalina? Beh, se è questo che volete, un giro in giostra vale un film… andatevi a fare un giro in giostra allora, così non rischiate di sorbirvi masochisticamente la prossima bufala da ridicolizzare col senno di poi.
    A me è sembrato uno di quei film che lì per lì diresti che non sta succedendo niente, puoi anche criticarlo mentalmente ogni minuto, ma dopo ti lascia dentro un’inquietudine strana, proprio perché non hai visto nessun mostro, nessuna testa mozzata, nessun effettaccio speciale… e quindi è tutto in un certo senso più realistico.
    Sono invece d’accordo sul fatto del doppiaggio – ma non mi sembra così disastroso – e sul finale a quel punto prevedibile. Non mi sono piaciuti molto i dialoghi, specie all’inizio, e poi alla decima volta che lui esclama “c***o” la battuta risulta inflazionata.
    A parte questo il mio parere è positivo.

  24. @ mikie:
    Caro “Uzzolo Pubblico”,
    sinteticamente mi permetto di risponderti perchè ho trovato i tuoi commenti più un attacco a quelli lasciati dagli altri lettori, compreso il sottoscritto, che un’analisi serena di cosa ti è o non ti è piaciuto del film.
    Prendo atto che lo hai trovato”claustrofobico” e migliore a 28 giorni dopo (anche se proprio non capisco come sia possibile visto la qualità superiore delle immagini, della regia della trama solo per ritare alcune cose del secondo rispetto al primo), prendo atto che non hai brufoli e questo mi fa piacere per la tua epidermide, ma rimango dell’opinione che questo Paranormal Activity sia un horror debolissimo con il secondo capitolo ancora peggiore e per fare un paragone calzante, più che mettere sullo stesso piano film molto diversi come quelli sopracitati, ti invito a vedere The Silent House.
    Un saluto!
    Ip

  25. Vedrò Silent House, ma riguardo a 28 giorni dopo resto comunque della mia opinione… Parlo del film non come esempio di cinematografia ma in quanto esempio di horror. Qualità di immagini regia e trama non bastano a fare un “film di paura”, no?.

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