Hatchet, la maschera di Victor Crowley

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Oggi vi proponiamo un gadget molto particolare ed esclusivo dedicato a chi come noi ha amato il delirante splatterone di Adam Green Hatchet, Green mette in scena un luna park degli orrori omaggiando lo splatter anni’80 e serial killer d’annata come lo Jason Voorhees della saga slasher Venerdì 13.

Ecco quindi la maschera del deforme protagonista Victor Crowley, attenzione non si parla della classica riproduzione di media o bassa qualità, ma della fedele riproduzione della versione originale curata da Robert Pendergraft, esperto make-up artist che ha curato molti horror indipendenti e creato il look del terrificante demone alato di Jeepers Creepers-Il canto del diavolo.

Dopo il salto oltre ad un video potrete vedere in una galleria fotografica la maschera ufficiale nei particolari, vi ricordiamo che sono due i modelli disponibili, quello classico e quello deluxe che comprende una copertura sino al petto. Buon proseguimento.

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Niente Hobbit per Blomkamp; Ruben Fleisher dirigerà Babe in the woods, Mark Waters Mr. Popper’s Penguins

Mark Waters

La MGM, la United Artists e la Warner hanno smentito le voci che volevano Neill Blomkamp possibile regista de Lo Hobbit, facendo sapere di non averlo mai contattato.

Ruben Fleischer dirigerà per la Columbia Babe in the woods, una commedia scritta da Mike White, che narra la storia universitaria di un giovane del Mdiwest che, una volta arrivato a Yale, viene preso di mira dalla mafia del New Jersey.

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Oscar 2011: Bruce Cohen e Don Mischer produrranno lo show

The Academy Awards 2011

Il presidente dell’Academy Tom Sherak ha annunciato che a produrre gli Oscar 2011 saranno Bruce Cohen e Don Mischer, con quest’ultimo che curerà pure la regia dello show:

Sono assolutamente estasiato dal fatto che Bruce e Don abbiano accettato l’invito a produrre e dirigere l’ottantatreesima edizione degli Academy Awards. Il loro lavoro nella produzione degli Academy Governors Awards è stato eccezionale e sono certo che loro metteranno a disposizione la loro visione creativa e il loro straordinario talento per produrre e dirigere il più memorabile show degli Oscar.

Cohen, vincitore dell’Oscar 1999 come produttore di American Beauty (nominato nel 2008 all’Oscar per Milk), racconta:

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Nora Roberts: due vite in gioco, recensione

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Phoebe McNamara (Emilie de Ravin) è oggi un tenente di polizia della città di Savannah, ma nel suo passato è sepolto un traumatico ricordo che l’ha vista sopravvivere ad un incubo ad occhi aperti in cui ancora bambina veniva sequestrata e tenuta in ostaggio da uno psicopatico.

Un sequestro durato ore, un segno indelebile nella sua memoria che l’ha inesorabilmente portata verso la divisa e l’accademia di polizia per diventare nel corso degli anni uno dei più abili negoziatori d’ostaggi del dipartimento, grazie ad un mix vincente di sensibilità e coraggio che la porta spesso ad operare scelte estreme, molte volte fuori da schemi e protocolli, ma che gli permettono di salvare quotidianamente molte vite.

Phoebe con una figlia a carico (Savanna Carlson) e una madre con problemi di ansia (Cybill Shepherd), un bel giorno incontra sulla sua strada Duncan Swift (Ivan Sergei), l’affascinante proprietario di un bar che inizia a farla oggetto di un serrato corteggiamento a cui sarà difficile resistere.

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I bruttissimi, Pierino torna a scuola

ScreenHunter_04 Jun. 23 10.59 (300 x 454)Per la serie nostalgia canaglia, Alvaro Vitali dopo aver incarnato l’icona da barzelletta formato scuola elementare nella saga dedicata all’irriverente e discolo Pierino, essere stato scopiazzato e aver egli stesso rimaneggiato il suo personaggio con un paio di spin-off all’amatriciana, tenta di riportare sullo schermo un personaggio che sente pesantemente lo scorrere del tempo.

Ad otto anni di distanza da Pierino colpisce ancora esce nelle sale Pierino torna a scuola, un sequel tanto inadeguato da rivelarsi un’arma a doppio taglio mostrando fino in fondo la fragilità di una serie di film figli di un periodo e di una generazione che riportare sullo schermo in pieni anni ’90 si rivela un azzardo imperdonabile. La regia di questo ultimo sequel, anche se in realtà ce ne dovrebbero essere in giro altri due mai distribuiti, è affidata a Mariano Laurenti.

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Priscilla, la regina del deserto: colonna sonora

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In occasione della recentissima riedizione in DVD, oggi vi proponiamo la colonna sonora di Priscilla, la regina del deserto, film australiano del ’94 diretto da Stephan Elliott (Un matrimonio all’inglese) che raccontava di due drag-queen ed un transessuale che a bordo di un pullman rosa shocking ribattezzato Priscilla atttraversano l’outback australiano tra sperduti villaggi e remote zone semi-desertiche, cimentandosi in estemporanee esibizioni musicali e scontrandosi con qualche villico poco socievole.

Il film divenne in poco tempo un cult e si guadagnò un premio Oscar e un BAFTA per i sontuosi e coloratissimi costumi indossati dai protagonisti Guy Pearce, Hugo Weaving e Terence Stamp realizzati da Lizzy Gardiner e Tim Chappel. Oltre allo score composto da Guy Gross anche una corposa compilation d brani pop-dance storici che potrete ascoltare dopo il salto insieme a due clip musicali. Tra i brani Mamma mia degli ABBA, I Will Survive di Gloria Gaynor e Go West dei Village People. Buon ascolto.

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Moonwalker, recensione

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Jacko un pò supereroe, un pò bambino, un pò cartoon dovrà difendere tre piccoli amici dai pericoli della strada e da un perfido trafficante di droga senza scrupoli che vuole distruggere la loro infanzia con la droga.

Inizia così per i quattro una lunga fuga per sfuggire alle grinfie del malvagio Mr. Big (Joe Pesci) e dei suoi pericolosi scagnozzi, fino a che Jacko non utilizzerà la magia della musica e il potere dell’immaginazione del bambino che ancora porta in sè per sconfiggere il male e salvare i suoi piccoli fan.

Ricordiamo ancora con una certa nostalgia quel lontano 1988, e il film di Jackson che scorreva sullo schermo, ipercolorato, eccessivo e splendidamente sconclusionato con il suo collage autocelebrativo che miscelava con nochalance stop-motion, videoclip ed esibizioni live, con gli sguardi pieni di meraviglia di quattro bambini, si perchè oltre ai tre piccoli protagonisti, c’era tutta l’anima fanciullesca dell’eterno Peter Pan Michael Jackson reduce dai fasti del tour dell’album Bad e con ancora tanta voglia di raccontarsi ed esprimersi con l’unico mezzo che gli permetteva di restare per sempre bambino, la musica.

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