Quell’idiota di nostro fratello, recensione in anteprima

di Pietro Ferraro Commenta

Ned Rockliffe (Paul Rudd) è un agricoltore biodinamico che vive con la sua ragazza Janet (Kathryn Hahn). Un giorno mentre Ned è intento a vendere i suoi prodotti ad un mercato locale, un agente di polizia con tanto di divisa gli chiede dove può comprare della cannabis. Ned è scettico all’inizio e pensa che l’agente stia scherzando, poi quando scopre che l’uomo cerca veramente qualcosa per rilassarsi e dimenticare una settimana nera decide di accontentarlo e in cambio il poliziotto lo arresterà e sbatterà in prigione per spaccio. Come si intuisce Ned è una persona piuttosto originale nel suo approccio alla vita, ha l’entusiasmo e la stessa fiducia e sincerità di un innocente che vede il mondo e il prossimo con gli occhi infantili e speranzosi di un bambino, questo suo modo di fare però gli causa parecchie grane e dopo aver superato l’ultima con un rilascio in anticipo per buona condotta, tornato a casa si ritrova in mezzo ad una strada perchè la sua ragazza ha preso possesso della fattoria, del suo cane e si è trovata un’altro uomo.

 

Ned allora si rivolgerà alla sua famiglia, a sua madre e alle sue tre sorelle, Miranda la giornalista rampante (Elizabeth Banks), Natalie la lesbica confusa (Zooey Deschanel) e Liz la madre di famiglia frustrata (Emily Mortimer). Tutte e tre a turno ospiteranno e successivamente sfratteranno il fratello, che dal canto suo con la  sua eccessiva sincerità e immensa buona fede farà più di qualche danno stravolgendo loro le vite, ma in realtà l’arrivo di Ned rappresenterà anche un benefico scossone nella vita delle tre donne che coglieranno l’occasione per guardarsi dentro e soprattutto intorno.

Terza prova su grande schermo per il bassista e pluripremiato regista di videoclip musicali Jesse Perez, che aggiusta il tiro dopo la non proprio memorabile comedy The Ex per approcciare, in una gradevole digressione dramedy un ritratto di famiglia dai toni quasi dimessi, calandolo in una piacevole atmosfera easy in cui Paul Rudd si cimenta con un personaggio anacronistico, quasi sconnesso dalla realtà che lo circonda che sfoggia un mix di ingenuità e sindrome cronica di Peter Pan, caratteristiche che lo rendono uno spassoso outsider solo all’apparenza passivo, perchè in realtà come si scoprirà con l’evolversi del suo ritorno in famiglia il Ned di Paul Rudd non è affatto un’idiota ed è molto più in sintonia con la vita delle sue nevrotiche sorelle, tutte in debito di ossigeno verso un quotidiano ben poco appagante.

Per Quell’idiota di nostro fratello come accaduto di recente in Everythyng must go con Will Farrell e Mosse vincenti con Paul Giamatti si sceglie volutamente una narrazione che è l’antitesi delle odierne comedy sboccate ed urlate, in favore di un approccio più leggero, ma altrettanto disincantato e in questo caso, come nel film con Giamatti felicemente in equilibrio tra cinema indie ed intrattenimento. il tutto ulteriormente nobilitato da un cast che lavora in perfetta sintonia.

Nelle sale a partire dal 30 maggio 2012

Note di produzione: nel cast figurano anche Adam Scott, Rashida Jones e lo Hugh Dancy di Glee. La storia del film è stato ideata da Jesse Peretz e sua sorella Eugenia con quest’ultima che l’ha sceneggiata con David Schisgall. Il film girato in 30 giorni è costato 5 milioni di dollari.

L’agricoltura biodinamica è “un metodo di coltura fondato sulla visione spirituale antroposofica del mondo elaborata dal filosofo ed esoterista Rudolf Steiner e che comprende sistemi sostenibili per la produzione agricola, in particolare di cibo, che rispettino l’ecosistema terrestre includendo l’idea di agricoltura biologica e invitando a considerare come un unico sistema il suolo e la vita che si sviluppa su di esso [fonte Wikipedia]”

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