North Country-Storia di Josey, recensione

di Redazione 5

Josey Aimes (Charlize Theron) è una donna in fuga, in fuga da un marito violento, da un matrimonio naufragato e da una vita andata inesorabilmente in frantumi. L’unica possibilità d risalire la china è ritornare nella sua citta natale nel Minnesota, dove però incontrerà non poche difficoltà ad integrarsi, difficoltà dovute ad un lavoro che non riesce a sostentare i suoi figli ed un padre che non le perdona gli errori comessi.

In aiuto di Josey arriva Glory (Frances McDormand), una sua amica, che le consiglia di farsi assumere in miniera dove il lavoro è duro, ma lo stipendio decisamente più alto. Josey non se lo fa ripetere due volte e per i primi tempi riesce a barcamenarsi abbastanza bene tirando avanti con quello che guadagna alla miniera, ma l’ambiente sul lavoro è ostile e Josey proprio non riesce a mandar giù il modo in cui le donne vengono maltrattate dai minatori e le continue molestie di cui è fatta oggetto da parte di un suo collega.

Raggiunto il limite umanamente sopportabile, l’orgogliosa Josey tira fuori le unghie e trascina la società mineraria nella prima causa americana per molestie  sessuali. Quello che Josey non si aspetta è che le stesse lavoratrici che lei rappresenta, e per cui si è esposta, le si rivolteranno contro cercando in ogni modo di screditarla, e che gli avvocati della controparte indagheranno scovando nel suo passato segreti inconfessabili. Sara Billy White (Woody Harrelson), un avvocato pieno di buona volontà, l’unico a darle manforte durante il difficile processo.

North Country-Storia di Josey è un solido dramma al femminile basato su una storia vera, dramma che vuole raccontare un fatto di cronaca giudiziaria decisamente inquietante e grazie ad una cast in gran forma carico di pathos e sequenze di grande impatto emotivo.

Trattare un argomento come quello delle molestie sessuali non è cosa facile, è richiesta una certa sensibilità e anche l’evitare accuratamente una certa retorica che minerebbe l’intento dell’operazione, e la regista neozelandese Niki Caro (La ragazza delle balene) è in gran parte riuscita ad evitare tutto ciò con una regia incisiva e una grande attenzione per gli attori e le loro performance che non vengono mai messe secondo piano.

Certo il film in alcuni momenti  è fisiologicamente spinto verso un fastidioso didascalismo che è figlio del genere, ma questo non riesce minimamente a  inficiare due performance di grande valore come quella di Charlize Theron e di Frances McDormand che insieme rappresentano due volti dell’universo femminile che lasciano il segno.

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