Maximum Conviction, recensione in anteprima

di Pietro Ferraro Commenta

L’ex-agente della CIA Tom Steele (Steven Seagal) è stato assegnato alla chiusura di una delle prigioni segrete dell’Agenzia e per portare a termine il compito ha chiesto il supporto di Manning (Steve Austin), un suo vecchio-partner ed ex delle forze speciali che ora addestra team d’assalto. Il loro lavoro però subisce un intoppo quando, in attesa di un trasporto per il trasferimento degli ultimi detenuti, i due si trovano assediati da una squadra di mercenari.

Il gruppo di intrusi ostili, armati fino ai denti e guidati dall’agente corrotto Chris Blake (Michael Parè), puntano immediatamente la loro attenzione su due detenute, Charlotte (Alyiah O’Brien) e Samantha (Steph Song), che sembrano possedere informazioni che giustifichino una carneficina.

Quello che Blake e compagni non sanno è che nella prigione non dovranno vedersela solo con Steele e Manning che insieme sono semplicemente letali, ma anche con un team di soldati con cui Manning sarebbe dovuto partire per un corso d’addestramento ad evacuazione effettuata e che non mancheranno di fornire un prezioso supporto tattico.

Il regista Keoni Waxman per questo direct-to-video mette insieme Steven Seagal e Steve Austin, un paio di divi action con cui aveva già collaborato, con Seagal nella serie tv True Justice di cui ha diretto 8 episodi e con Austin come regista dell’action Hunt to Kill.

Il film ha il suo punto debole in una location piuttosto limitata al centro di un plot che ricorda titoli come Trappola in alto mare e The Rock, ma Waxman è un regista solido e avvezzo al genere è riesce a sopperire con intelligenza ad evidenti limiti di budget, con una fotografia di alto profilo ad opera di Nathan Wilson (True Justice), una spanna sopra lo standard consueto dei direct-to-video e un cast, in gran parte composto da stunt, che si carica sulle ampie e robuste spalle tutto il film, portando a casa un risultato godibile e più che dignitoso.

Maximum Conviction mantiene ciò che promette, si dimostra serrato al punto giusto e privo di fronzoli grazie ad una regia ligia al dovere e poi, cosa non da poco, ci permette di vedere Seagal e Austin far squadra per far lievitare il bodycount, una vera goduria per i fan più sfegatati.

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Note di produzione: nel cast figurano anche Bren Foster (Cedar Boys) e Zack Santiago (True Justice); Steve Austin, ex-wrestler noto sul ring con il soprannome di Stone Cold, ha debuttato come attore nel 2005 al fianco di Adam Sandler nella comedy sportiva L’altra sporca ultima meta, era la guardia carceraria Dunham.

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