L’amore ritrovato, recensione

di Pietro Ferraro 3

lamoreritrovato

Toscana 1930 Giovanni (Stefano Accorsi) bancario con moglie e figlia in viaggio su un treno rincontra Maria (Maya Sansa) una sua vecchia fiamma ora manicure con una chiacchierata reputazione, tra i due sembra che la passione sia tutt’altro che sopita, il desiderio e l’occasione farà si che entrambi intreccino una breve, ma appassionata relazione.

Dopo quel primo incontro sul treno a Maria capiterà di vedere l’amante in compagnia della sua famiglia in veste di marito e amorevole padre e deciderà di troncare, ma la passione non si spegne certo come un interruttore e da quel momento in poi seguiranno anni tormentati in cui i due amanti si lasceranno e riprenderanno a più riprese, imprigionati in un circolo vizioso che finirà per stremarli emotivamente, fino ad un liberatorio e malinconico epilogo.

Il regista Carlo Mazzacurati dopo alcuni documentari monografici e il remake A cavallo della tigre si cimenta con una trasposizione letteraria adattando il romanzo di Carlo Cassola Una relazione.

Il film esteticamente è un vero gioiello, ricercati movimenti di macchina, sequenze dalle suggestioni pittoriche, il tutto nobilitato da una superba fotografia firmata da Giancarlo Basilli, quello che non riesce pienamente a convincere è una sceneggiatura che non va di pari passo con l’intenzione del romanzo prima e del regista poi, cioè quella di ricostruire emotivamente un epoca, anche cinematografica,  che viene in questo caso sin troppo attualizzata nel linguaggio e nelle dinamiche al punto da sembrare a più riprese fuori fuoco rispetto all’epoca che intende rappresentare.

Sia ben chiaro, nonostante non sfruttati al meglio Accorsi e la partner Maya Sansa tengono comunque in piedi la messinscena con professionalità, dimostrando il talento indiscutibile di cui sono entrambi dotati e cercando di creare un’alchimia anche la dove i dialoghi si dimostrano palesemente non all’altezza.

L’amore ritrovato resta un melò che non dispiacerà agli inguaribili romantici amanti dell’amor fou, per tutti gli altri le atmosfere rarefatte e un ritmo che in più di qualche occasione perde colpi potrebbero rischiare di tediarne oltremodo la pazienza.

Note di produzione: il film è stato presentato fuori concorso alla sessantunesima edizione della Mostra del cinema di Venezia, Maya Sansa ha ricevuto una nomination come miglior attrice protagonista ai David di Donatello 2005 e nel cast figura anche l’attrice Alba Rohrwacher.

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