Là-bas, recensione in anteprima

di Pietro Ferraro Commenta

18 settembre 2008 Castel Volturno, a 30 chilometri da Napoli nel cuore della pianura campana in una zona periferica un commando di camorristi irrompe in una sartoria di immigrati africani sparando all’impazzata, uccidendo sei ragazzi di colore e ferendone gravemente un settimo che sopravvive per miracolo alla mattanza. Tra i coinvolti nella strage c’è anche Youssuf che è uno dei tanti giovani partiti dall’Africa alla volta dell’Italia in cerca di una vita migliore, ma il ragazzo è arrivato nella provincia campana contando su uno zio che sembrava aver trovato fortuna, ma la fortuna dello zio Moses si chiama spaccio di cocaina e Youssuf, lontano da casa e dalla famiglia si ritrova coinvolto in un giro criminale gestito dallo zio che figlierà un’inevitabile guerra tra gang per il controllo del territorio, scontro che culminerà in un bagno di sangue.

Nel sottotitolo del Là-bas (in francese laggiù) di Guido Lombardi, un esplicativo Educazione criminale, è condensato l’intento del regista di voler miscelare film di denuncia con elementi tipici del genere crime, non per niente si è parlato spesso della pellicola come il Gomorra nero e l’utilizzo di attori non professionisti amplifica questo effetto cronachistico da cinema-verità.

Lombardi da al film un’impronta visiva che resta a mezzavia tra la schiettezza del documentario, il regista è al suo primo lungometraggio di fiction e una visione squisitamente cinematografica e per restare fortemente ancorato ad una realtà di denuncia si ispira ad una vera strage di stampo camorristico, avvenuta proprio a Castel Volturno per mano di un gruppo scissionista del Clan dei Casalesi.

Lombardi che ha un background da documentarista confeziona un’opera solida e schietta, approcciando al meglio la sua prima prova su grande schermo drammatizzando un fatto di cronaca per parlare di immigrazione clandestina e criminalità organizzata, di disagio sociale e di quel limbo di ambiguità e disperazione in cui si ritrovano inevitabilmente tanti giovani immigrati clandestini.

Nelle sale a partire dal 9 marzo 2012

Note di produzione: nel film gli unici attori professionisti sono Salvatore Ruocco che recita nel ruolo di Giuseppe Setola, capo dei Casalesi e ideatore della strage di Castel Volturno e Marco Mario de Notaris. Il film è stato insignito del premio KINO conferito dal pubblico della Settimana della Critica e del premio De Laurentis per la miglior opera prima, entrambi riconoscimenti assegnati durante il Festival di Venezia 2011.

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