Kill the Irishman, recensione in anteprima

di Pietro Ferraro Commenta

Danny Green (Ray Stevenson) è un americano di origini irlandesi che comincia la sua scalata nella criminalità organizzata cominciando a dirigere uno dei primi sindacati all’inizio degli anni ’60, dirigenza che l’uomo saprà sfruttare oltremodo guadagnandosi il rispetto dei suoi colleghi di lavoro, ma anche l’attenzione delle autorità che gli appiopperanno diversi capi d’accusa che vanno dal racket all’estorsione.

Onde evitare di passare minimo una decina d’anni in carcere Green farà un patto con l’FBI, si stabilirà con la famiglia in uno dei quartieri alla periferia di Cleveland, riprenderà contatto con le vecchie amicizie e una volta al mese farà rapporto ai federali, dandogli quelche dritta sui movimenti in corso nella zona.

Green farà molto di più, non solo rientrerà nel giro, ma grazie ad una vecchia conoscenza entrerà in affari con la mafia italiana gestendo il racket della spazzatura, sarà l’inizio per lui di un periodo d’oro, ma anche di una serie di attentati alla sua vita che lo renderanno piuttosto popolare in città.

Greene però ad un certo punto non vorrà più sottostare alle regole della mafia ed eliminato il vecchio boss che gestiva gli affari per gli irlandesi, proverà con la forza a prendersi la sua fetta e questo innescherà un escalation di violenza che scatenerà una sanguinosa guerra tra bande che entrerà nella storia criminale di Cleveland e che sarà l’inizio della fine per gli affari della malavita italiana in Ohio.

Il regista e sceneggiatore Jonathan Hensleigh, suoi gli script del fantascientifico Next e la regia del cinecomic Marvel The Punisher, si cimenta con una storia tratta da fatti realmente accaduti, Kill the Irishman è basato sul libro To Kill the Irishman: The War That Crippled the Mafia di Rick Porrello e mette in scena una solida biopic a tinte crime che si ispira a grandi classici del grande e piccolo schermo da Quei bravi ragazzi di Scorsese all’Hoffa di Danny DeVito passando per il cult televisivo I Soprano, tutti gli elementi sono ben equilibrati e l’imponente attore irlandese Ray Stevenson possiede carisma a sufficienza per dare la necessaria credibilità all’intera operazione.

Naturalmente non si può sorvolare sul ricchissimo cast, che oltre al veterano Christopher Walken e al redivivo Val Kilmer sfoggia una serie di caratteristi che faranno la felicità degli amanti dei Mob movies, solo per fare qualche nome tra gli italoamericani troviamo Paul Sorvino (Quei bravi ragazzi), Tony Lo Bianco (F.I.S.T.), Mike Starr (Hoodlum), Vinny Vella (Casinò) e la coppia Tony Darrow/Steve Schirripa (I Soprano).

Note di produzione: il film è basato sulla vera storia del boss irlandese ed informatore dell’FBI Danny Green, nel cast anche Linda Cardellini, la Velma del live-action Scooby-Doo, Vincent D’Onofrio (The Cell) e Vinnie Jones (The Snatch-lo strappo).

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