Il gladiatore, recensione

di Pietro Ferraro 16

Germania 180 d.C, mentre l’impero romano da battaglia ai barbari, l’imperatore Marco Aurelio (Richard Harris) sceglie il valoroso Massimo Decimo Meridio (Russell Crowe) per traghettare l’Impero in una nuova fase politica, togliendo così di fatto ogni possibilità di regnare al suo diretto discendente, il figlio Commodo (Joaquin Phoenix)

La notizia sconvolge il giovane che in un moto d’ira uccide il padre e imprigiona Massimo con l’intenzione di giustiziarlo, ma Massimo sfugge ai suoi carcerieri e torna dalla sua famiglia scoprendo che l’usurpatore li ha fatti trucidare dai suoi soldati.

Massimo finirà nelle mani di un mercante di schiavi che ne sfrutterà le abilità di guerriero nelle arene, l’ex generale diventerà così uno dei gladiatori più amati di sempre e sfrutterà lo spettacolo itinerante del suo padrone per esibirsi a Roma nel grande Colosseo, così da poter finalmente guardare negli occhi l’assassino della sua famiglia.

Giunto a Roma Massimo riceverà l’appoggio della sorella di Commodo e di alcuni senatori spaventati dall’instabilità emotiva del giovane imperatore, ma scoperto il complotto Commodo sfiderà il gladiatore davanti al popolo in un duello all’ultimo sangue, per dimostrare ai propri sudditi la sua superiorità, ma prima dell’inizio della sfida Massimo verrà deliberatamente ferito così da rendergli quasi impossibile difendersi…

Intrattenimento all’ennesima potenza è la parola giusta per definire Il gladiatore, Ridley Scott rilegge il cosiddetto peplum, si diverte a rispolverarne i fasti e ad omaggiarlo anche nelle numerose incongruenze storiche, e in alcune ingenuità tipiche dei B-movie e di un genere molto visitato anche dai registi nostrani.

Tutto è carico, regia muscolare, immagini sature, musica memorabile, tutto è perfettamente confezionato per incantare e coinvolgere gli spettatori di ogni età, poi aggiungiamoci un gladiatore conme Russell Crowe che come Banderas ne La maschera Zorro rappresenta l’interprete ideale e raggiungiamo l’optimum, così Il gladiatore diventa per Scott quello che Titanic fu per Cameron con pioggia di premi e grandi incassi.

5 premi Oscar, tra cui miglior film e miglior attore, 4 BAFTA, 2 Golden Globe e l’MTV movie Award come miglior film del 2001, ci fermiamo qui, ma la lista prosegue. Un vero blockbuster vecchio stile, coinvolgente, adrenalinico e suggestivo, insomma bando ai falsi storici e alle puntigliose critiche da Aula Magna, qui si punta all’intrattenimento e Scott è del mestiere, per la storia, quella vera, ci sono i libri e History Channel, qui si fa cinema.

Commenti (16)

  1. Grazie x avermi fatto rivedere il gladiatore su canale 5

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