Funny Money-Come fare i soldi senza lavorare: recensione

di Redazione 5

Laurel (Whoopi Goldberg)  è una consulente finanziaria di Wall Street che non ama i compromessi, che aspira ad un ideale mondo del lavoro meritocratico in cui il sesso ed il colore della pelle non abbiano importanza, ma dopo l’ennesima promozione ai suoi danni del collega maschio di turno, Laurel raccoglie armi e bagagli ed decide di mettersi in proprio.

Gli esordi sono tutt’altro che floridi e semplici e dopo aver notato il palese ostracismo verso un consulente finanziario donna, ecco che Laurel si crea un alter ego, un socio virtuale maschio, ricco e con un inattaccabile curriculum con il quale in poco tempo si conquista i favori della cronaca finanziaria strappando contratti e collaborazioni a destra e a manca.

Se nei primi giorni l’assenza di Robert S. Cutty, il leggendario socio virtuale di Laurel è giustificata, il grande successo, la stampa ed anche le autorità che monitorano il mercato azionario chiedono a gran voce la presenza di Cutty, così Laurel si affida ad un sofisticato make-up e con maschera di lattice e sigaro compare in pubblico, ma come spesso accade le bugie hanno le gambe corte e…

Il regista Donald Petrie (Due irresistibili brontoloni) si lascia trasportare dallo script non regalandogli praticamente nulla se non un lavoro di regia convenzionale e senza guizzi, la protagonista alla fine dei conti risulta la sola carta vincente di una storia prevedibile e a tratti decisamente inverosimile, ma basta una star in gran forma a salvare un intero film?

In questo caso la risposta è si, perche il film diverte e la nevrotica verve dell’iperattiva Goldberg  coinvolge e aiuta in maniera ragguardevole il film dandogli un’iniezione di energia e vitalità sorprendenti.

La pellicola nonostante gli anni, ad oggi conserva ancora una simpatica atmosfera da comedy anni ’90 che è in grado di intrattenere un pubblico molto variegato tra cui anche i più piccini, vista la fumettosa e clownesca protagonista che si prodiga a farci sorridere e dimenticare alcuni surreali e discutibili escamotage narrativi.

Commenti (5)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>