Frasi da cinema, L’odio

di Pietro Ferraro 1

Vinz (Vincent Cassel) è un ragazzo ebreo cresciuto nelle Banlieue parigine a pane e violenza, Hubert (Hubert Koundè) è un pugile di colore che cerca di sopravvivere al ghetto e Said (Said Taghmaoui)  è un magrebino che si confronta quotidianamente con l’ingombrante figura di un fratello malavitoso.

Per i tre la strada è un ring su cui combattere quotidianamente per sopravvivere a se stessi e all’odio come unica forza motrice di una vita senza scampo vissuta ai margini.

Hubert: Questa è la storia di un uomo che cade da un palazzo di 50 piani. Mano a mano che cadendo passa da un piano all’altro, il tizio per farsi coraggio si ripete: “Fino a qui, tutto bene. Fino a qui, tutto bene. Fino a qui, tutto bene.”Il problema non è la caduta, ma l’atterraggio”.

Hubert: Guardale ste pecore rimbecillite dal sistema, guarda quello con la sua aria da stronzo, tutto bellino col giubbotto di culo di capra, ma è la razza peggiore li riconosci? Sono quelli che non muovono un passo sulle scale mobili e si lasciano trasportare dal sistema, sono quelli che votano Le Pen ma non sono razzisti, sono quelli che vanno in sciopero se gli si ferma l’ascensore, il peggio del peggio…


Hubert: Vuoi renderti utile all’umanità? Eh? Eh? È così? Poliziotti buoni ne trovi, ma un nazi per essere buono dev’essere morto. Spara. Ammazzalo.

Hubert: L’ODIO CHIAMA ODIO.

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