Fantozzi-Il ritorno, recensione

di Pietro Ferraro 5

 Sembra che per lo sfigatissimo ragionier Ugo Fantozzi (Paolo Villaggio) per una volta la fortuna non si sia girata a guardar altrove e così dopo la sua dipartita giunto in paradiso, per un problema burocratico gli viene imposto di tornare sulla Terra e riprendersi per un  periodo la sua vita terrena come se nulla fosse mai accaduto.

Per chiunque questa potrebbe rivelarsi l’occasione di una vita, l’occasione per salutare i propri cari e sistemare faccende in sospeso, ma per il povero Fantozzi vuol dire solo risvegliarsi accanto alla moglie Pina (Milena Vukotic) per una della ennesime giornate da dimenticare e infatti così sarà, nella prima giornata il risorto Fantozzi si dovrà occupare della nipote Uga (Maria Cristina Maccà) in piena fase di ribellione che oltre a finire sequestrata, causerà tra le altre cose la distruzione della sua amata bianchina.

Se i guai per il ragioniere sembrano finiti ci penserà una crisi da andropausa, e una bolletta milionaria da chat-line erotica a creare ancora guai in casa a Fantozzi, poi arriverà una finta gravidanza della signorina Silvani (Anna Mazzamauro) che per estorcere all’ingenuo ex-collega d’ufficio i soldi per un’intervento di chirurgia plastica racconterà di aspettare un figlio proprio dal suo spasimante di sempre.

Tanto per non farsi mancare nulla Fantozzi finisce anche per essere incastrato dal suo datore di lavoro il Megadirettore Balabam (Paolo Paoloni) che riesce ad affibbiargli tutte le colpe e i capi d’accusa che gli pendono sulla testa e al povero Fantozzi spettteranno così vent’anni di galera e finalmente il ritorno in paradiso per ritrovarsi relegato in un angolino a contemplare rigorosamente da lontano una luminescente beatitudine di cui non potrà mai godere.

Ancora il regista Neri Parenti dietro la nona disavventura su grande schermo del ragionier Ugo Fantozzi che in questo oltremodo malinconico capitolo riesce comunque a strappare qualche risata e a giocare con una maschera che Paolo Villaggio ha indossato per la prima volta nel lontano 1975 e che in questi ultimi anni tra alti e bassi ha comunque regalato ad uno dei personaggi più amati della commedia all’italiana alcuni momenti memorabili che resteranno nell’immaginario comico di almeno un paio di generazioni di spettatori.

Fantozzi-Il ritorno segue l’iter ben rodato dei precedenti episodi con in più una vena di malinconia che trapela dalla pellicola e che palesa il lato da clown triste che ha reso indimenticabile il personaggio a cui si aggiunge uno script sfilacciato con qualche blando e innocuo riferimento alla politica che però avrebbe comunque potuto chiudere dignitosamnte la serie se non si fosse voluto strafare con l’ultimo e peggior capitolo dell’intera saga, Fantozzi 2000-La clonazione ennesima operazione con unica velleità quella di far cassa e spremere ulteriormente una maschera ormai spenta e atona.

Note di produzione: Questo è l’ultimo film in cui compare Gigi Reder nei panni del Ragionier Filini, l’attore morirà due anni dopo. Nel film vi è una scena in cui dei giovani teppisti lanciano massi da un cavalcavia, scena tagliata in un cinema di Civitanova Marche città natale di una delle vittime di questi crimini.

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