Dresda, recensione

di Pietro Ferraro 2

Germania 1945, durante la seconda guerra mondiale nella città di Dresda l’infermiera Anna Mauth (Felicitas Woll), fidanzata con il chirurgo Alexander Wenninger (Benjamin Sadler), si innamora del pilota inglese Rober Newman (John  Light) rifugiatosi nell’ospedale in cui lavora la donna in seguito all’abbattimento del suo caccia-bombardiere durante un’incursione sui cieli della città.

Nel frattempo il padre di Anna, il direttore della struttura Dr. Carl Mauth (Heiner Lauterbach) sottrae indebitamente grossi quantititativi di morfina indirizzati ai pazienti più gravi, delle azioni dell’uomo è a conoscenza solo il fidanzato di Anna che però non interviene in alcun modo nella faccenda restandosene in disparte.

In seguito non potendo fuggire in alcun modo da Dresda prima di un’imminente serie di bombardamenti a tappeto degli alleati, Anna, Robert ed Alexander si troveranno ad affrontare insieme una vera tempesta di fuoco che si abbatterà sulla città, mentre i loro cuori e le loro coscienze saranno scossi dalla passione, dalla gelosia e dal senso di colpa.

Dresda è un romance a sfondo bellico diretto per la tv tedesca dal regista Roland Suso Richter, il film si basa sul vero bombardamento di Dresda del ’45, anche se la trama a supporto dell’evento storico è totalmente fittizia.

Nonostante la matrice televisiva il film di Richter è molto accurato nel tratteggiare il periodo storico, a tal punto da inserire anche nelle sequenze degli scontri aerei stralci di filmati di repertorio dell’epoca, comunque un budget adeguato, una regia solida e un cast di livello, garantiscono un intrattenimento di spessore.

Nel cast è da segnalare la presenza di John Light nel ruolo del pilota inglese Robert, per lui ruoli nel tv-movie The lion in winter-Nel regno del crimine al fianco di Glenn Close e Patrick Stewart, nel sequel direct-to-video Dracula 2-Ascension e un ruolo nella miniserie tv biografica di Ricky Tognazzi Il papa buono-Giovanni XXIII.

Note di produzione: il film è stato premiato in patria come miglior miniserie tv del 2006 e l’anno successivo i lettori della rivista tedesca Cinema l’hanno eletto miglior film per la tv assegnandogli il premio Jupiter. Nato come miniserie Dresda fruisce anche di una versione alternativa montata come un unico lungometraggio della durata di 145 minuti.

In coda al post trovate alcune clip con estratti dal film.

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