Commando, recensione

di Pietro Ferraro 3

Il colonnello John Matrix (Arnold Schwarzenegger) soldato delle Forze speciali in ritiro viene raggiunto nella sua residenza montana dove vive con la figlioletta Jenny ( Alyssa Milano) dal suo ex-superiore il generale Franklin Kirby (James Olson), che lo avverte che qualcuno ha ucciso uno dopo l’altro i membri della sua ex-squadra e che lui è l’unico ancora rimasto in vita e probabile prossimo bersaglio.

Kirby lascia alcuni soldati a protezione della zona dopo che Matrix ha rifiutato di lasciarla, ma la protezione servirà a ben poco quando un manipolo di professionisti assalterà la residenza rapendo Jenny e costringendo Matrix sotto ricatto ad intraprendere una missione che ha lo scopo di riportare al governo Arius (Dan Hedaya) uno spietato dittatore in esilio.

Matrix in seguito scoprirà che con i mercenari di Arius si è alleato anche Bennett (Vernon Wells), uno psicopatico borderline allontanato a suo tempo dalla squadra e creduto anch’egli vittima dei recenti attentati.

Una volta riuscito a liberarsi della sorveglianza, Matrix rapirà una giovane hostess e con il suo aiuto raggiungerà la residenza di Arius dove è tenuta prigioniera sua figlia e in un esplosivo e devastante finale in puro stile caterpillar, mostrerà all’ex-commilitone Bennett e al dittatore Arius che hanno commesso un grosso errore a rapire la figlia di un membro delle Forze speciali.

Il regista di Fenomeni paranormali incontrollabili e Classe 1999 Marl L. Lester si cimenta nel 1985 con un action a tutto tondo reclutando la star del momento, quell’Arnold Schwarzenegger lanciatissimo dopo l’epico Conan il barbaro e il fantascientifico Terminator pronto a vestire i panni di un super-soldato che ammicca al Rambo di Stallone, ma che possiede una sua intrigante ed originale fisicità che trasforma Commando in una delle migliori prove dei suoi esordi e in un piccolo cult del cinema di genere.

Una regia muscolare per un altrettanto muscolare protagonista, questo film iperviolento e dalla esilissima trama dimostra il carisma innegabile posseduto dall’ex-cimmero austriaco che esula dalla recitazione in senso stretto e che ha permesso ad attori come Stallone di scalare le vette hollywoodiane e ad altri come ad esempio Dolph Lundgren e Carl Weathers di restare a guardare.

Commando scorre via senza intoppi grazie ad un regista che conosce il mestiere e soprattutto ritmi e bisogni degli spettatori, dialoghi ridotti all’osso, violenza a go go, cattivi da fumetto, un pò d’ironia a sfumare il tutto e naturalmente altissima fruibilità ed intrattenimento puro a farla da padroni.

Note di produzione: nel cast compare una giovanissima Alyssa Milano che in seguito diventerà una star del piccolo schermo grazie al serial Streghe, Schwarzenegger quello stesso anno girerà anche lo spin-off  Yado, flop ai botteghini che vedeva Brigitte Nielsen al suo debutto cinematografico. Commando costato 10 milioni di dollari ne incasserà worldwide 57.

Commenti (3)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>