Frasi da cinema, Matrix Reloaded

di Pietro Ferraro 3

Neo si trova a confronto con colui che ha creato Matrix, l’artefice ultimo della dimensione in cui gli umani vengono sospesi e allevati per nutrire le macchine, L’architetto è un programma senziente che durante il suo ciclo ha fallito numerose volte cercando la matrice ideale con cui ingannare la percezione umana.

Neo: Perché mi trovo qui?
L’Architetto: La tua vita è il prodotto di un residuo non compensato nel bilanciamento delle equazioni inerenti alla programmazione di Matrix: tu sei il risultato finale di un’anomalia che nonostante i miei sforzi sono stato incapace di eliminare da quella che altrimenti è un’armonia di precisione matematica. Sebbene resti il problema costantemente arginato essa non è imprevedibile e pertanto non sfugge a quelle misure di controllo che hanno condotto te, inesorabilmente, qui.

L’Architetto: La prima Matrix che disegnai era assolutamente perfetta, un’opera d’arte, impeccabile, sublime; un trionfo eguagliato solo dal suo monumentale fallimento. L’inevitabilità del suo destino mi è ora evidente quale conseguenza dell’imperfezione intrinseca dell’essere umano. Perciò la riprogettai basandomi sulla vostra storia per rispecchiare con accuratezza le espressioni grottesche della vostra natura, tuttavia venni ancora frustrato dal fallimento. In seguito giunsi alla conclusione che la risposta mi sfuggiva perché esigeva una mente inferiore, se vogliamo una mente meno vincolata della mia a parametri di perfezione; tant’è che la soluzione fu trovata per caso da un altro programma intuitivo, inizialmente creato per indagare su alcuni aspetti della psiche umana: se io sono quindi il padre di Matrix lei è senza dubbio alcuno sua madre.
Neo: L’oracolo!

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