Cleanskin, recensione in anteprima

di Pietro Ferraro Commenta

L’agente dei servizi segreti inglesi Ewan (Sean Bean) è un uomo distrutto dalla morte della moglie, vittima di un attentato dinamitardo e indurito dalla violenza a cui assiste e che è costretto a perpetrare quotidianamente, questo a causa del suo lavoro sotto copertura che lo costringe ad operare nel sottobosco criminale di Londra portandolo a stretto contatto con i criminali più spietati della città.

Quando un attentatore suicida si fa esplodere in un affollato ristorante di Londra, sembra che i peggiori timori delle autorità siano divenuti realtà, la capitale britannica è ufficialmente sotto attacco. Ewan è convocato dal suo capo Charlotte McQueen (Charlotte Rampling) che gli affida una nuova missione: individuare ed eliminare la cellula terroristica islamista responsabile dell’attentato e che sta operando a Londra.

Nel frattempo, il tormentato e livoroso terrorista Ash (Abhin Galeya), turbato dalla sua coscienza dopo alcuni sanguinosi eventi che lo hanno visto protagonista, comincia a riflettere sulla sua vita, sullo scopo della sua esistenza e sul cammino che lo ha portato all’estremismo e al pensiero di immolarsi in un attentato suicida.

Il regista Hadi Hajaig a sette anni dal mistery a sfondo sovrannaturale Puritan torna dietro la macchina da presa con una storia attualissima e un cast di alto profilo per confezionare un thriller solido, cupo, nichilista e sorprendentemete brutale.

Cleanskin (così vengono definiti in gergo potenziali terroristi a piede libero di cui i servizi di sicurezza non conoscono praticamente nulla) può contare sull’esperienza di un caratterista di razza come Sean Bean a cui calzano a pennello perosnaggi tanto carismatici quanto tormentati, vedi i suoi ruoli fantasy sia ne Il signore degli anelli che nella serie tv Game of Thrones e che in questo caso lo vedono cimentarsi con un agente che ricorda per modalità operative, brutalità e determinazione il Jack Bauer di Kiefer Sutherland nel serial telvisivo 24.

Il film di Hajaig si snoda con ritmi piuttosto dilatati, chi cerca un action puro potrebbe trovarlo oltremodo riflessivo nel suo decorso, ma il nostro consiglio è di visionarlo perchè Cleanskin potrebbe rivelarsi un’ottima alternativa di stampo europeo nell’affollato filone degli action-thriller inflazionato da pellicole americane.

Inoltre le notevoli performance di Bean e Galeya, un finale che riscatta una certa prevedibilità che accompagna la lunga fase investigativa e un’inquietante nota pessimista di fondo, rendono il film appetibile e oltremodo godibile, sempre sperando che la distribuzione italiana non se lo lasci sfuggire, come purtroppo capita sempre più spesso con film molto validi che però non possono fruire di una frastornante grancassa promozionale.

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Note di produzione: nel cast figura anche l’attrice televisiva Michelle Ryan protagonista della serie tv remake Bionic Woman; il film costato 2 milioni di dollari è stato girato con una macchina da presa Aaton Penelope 2 Perf 35MM ed ha fruito di diverse location site nel centro e nei dintorni di Londra, tra queste segnaliamo lo storico il The May Fair Hotel in Stratton Street, la biblioteca del King’s College London e il comprensorio Heygate Estate nel quartiere Southwark.

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