Attacco al potere, recensione

di Pietro Ferraro 3

Dopo un prologo mediorientale dove assisteremo al rapimento di un sedicente finanziatore arabo di cellule terroristiche, in quel di New York l’agente speciale dell’FBI Anthony Hubbard (Denzel Washington) e il collega Frank Haddad (Tony Shalhoub) sono alle prese con una telefonata minatoria seguita dalla richiesta di liberazione dello sceicco Bin Talal, il sequestro di un bus nel centro di New York con annesso atto dimostrativo fortunatamente senza conseguenze.

Le indagini che seguiranno porteranno al fermo di Elise Kraft (Annette Bening)  che si scoprirà essere un agente sotto copertura della CIA impegnata a contattare e reclutare militanti islamisti, addestrarli ed armarli per utilizzarli contro il regime iracheno, tra questi anche lo sceicco scomparso, ma la Kraft è restia a condividere informazioni e le conseguenze saranno devastanti.

Prima un bus di linea carico di passeggeri, poi un teatro di Broadway, in un escalation di violenza e terrore gli attentati si susseguono mentre Hubbard brancola nel buio, è a questo punto che entra in scena l’ambiguo genereale William Deveraux (Bruce Willis) che sembra essere implicato nel sequestro Bilal, ma dopo l’ennesimo attentato dinamitardo, stavolta contro un palazzo federale e la proclamazione della legge marziale, il governo gli consegnerà New York dandogli carta bianca onde scoprire le restanti cellule dormienti.

Carta bianca per Deveraux vuol dire deportare ogni cittadino di origine mediorientale in un enorme campo di prigionia appositamente allestito, dare il via a perquisizioni sommarie, abolire ogni diritto civile e non disdegnare la tortura, Hubbard vedendo la deriva presa alla situazione lavorerà in parallelo con  l’agente Kraft onde sfruttare un contatto di lei, tale Samir Nazhde (Sami Bouajila) che sembra essere l’unica via d’uscita a militari ed attentati.

Guardare il film di Zwick oggi, dopo l’11 settembre e leggerne alcune critiche sommarie lascia stupefatti, certo che con il senno di poi è innegabile che alcune immagini del film diventino brutalmente evocative e diano un surplus di realismo all’intera messinscena.

Attacco al potere nasce da un soggetto del giornalista Premio Pulitzer Lawrence Wright da cui il sempre efficace Edward Zwick trae un ottimo thriller che sfoggia un cast davevro solido, su tutti l’accoppiata poliziotto buono, poliziotto cattivo Washington/Willis.

Il film oltre ad essere splendidamente fotografato e contenere alcune sequenze molto spettacolari, ha uno script che nonostante qualche incertezza, sprazzi di fisiologica retorica e la molta carne messa al fuoco, grazie alla bravura di Zwick acquista fruibilità, e purtroppo ad oggi resta tristemente attuale, nonostante gli oltre dieci anni passati dalla sua uscita in sala,

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