Buen Camino di Checco Zalone va sempre meglio al botteghino

Il cinema italiano apre il 2026 sotto il segno di Checco Zalone che si conferma nuovamente come il re assoluto della commedia. Il suo nuovo attesissimo film, “Buen Camino“, diretto dal fedele collaboratore Gennaro Nunziante, ha iniziato l’anno nuovo travolgendo letteralmente il botteghino nazionale. I dati Cinetel confermano un successo che va oltre la semplice programmazione stagionale, configurandosi come un vero e proprio evento sociale.

Buen Camino
Buen Camino

Le ultime sui numeri di Buen Camino

Nella sola giornata del 1° gennaio, la pellicola distribuita da Medusa Film ha incassato l’incredibile cifra di 5.143.204 euro, conquistando una quota di mercato pari al 66,2%. Con una media per sala di oltre 6.600 euro in 776 cinema, il film ha spinto il mercato cinematografico italiano a una crescita del 41,8% rispetto al Capodanno precedente. Ad oggi, “Buen Camino” ha già superato i 41 milioni di euro complessivi, con oltre 5 milioni di spettatori.

Questi numeri lo posizionano al terzo posto tra i migliori debutti di Capodanno di sempre, superato solo da altri due titoli dello stesso Zalone: Tolo Tolo e Quo Vado?. È la conferma definitiva che il comico pugliese resta l’unico capace di riportare il grande pubblico in sala in modo così massiccio. Bisogna quindi dare atto a Zalone di riuscire nell’impresa di attirare nuovamente lo spettatore medio nelle varie sale cinematografiche, un potere che hanno davvero in pochi nel nostro Paese.

Prodotto da Indiana Production e Medusa Film in collaborazione con Netflix, il film mette in scena il contrasto tra l’opulenza volgare e la ricerca di senso. Zalone interpreta un “figlio di papà” di mezza età che vive tra yacht, ville di lusso e servitù, mantenuto dal padre Eugenio, magnate dell’industria dei divani. La sua esistenza fatta di sfarzo e lusso viene scossa dalla scomparsa della figlia Cristal.

Per ritrovarla, Checco deve abbandonare i privilegi e volare a Roma, dove scopre che la ragazzina ha intrapreso il Cammino di Santiago di Compostela: 800 chilometri a piedi per sfuggire alla superficialità della sua famiglia. Nel tentativo disperato di recuperare il rapporto con la figlia, l’impensabile accade: l’uomo che non ha mai sollevato un dito si ritrova a percorrere i sentieri della Spagna. Tra ostelli fatiscenti, montagne piovose e la fame vera, il personaggio di Zalone affronta una trasformazione comica ma toccante.

“Buen Camino” non è solo una sequela di gag, ma una riflessione sulla paternità tardiva e sulle responsabilità, ponendo allo spettatore una domanda fondamentale: riuscirà un uomo cresciuto nel lusso sfrenato a diventare finalmente il padre che sua figlia ha sempre cercato? Nella voluta stupidità di tante battute, Zalone pone al centro del suo film un tema importante e che alla fine vi farà scendere anche una lacrimuccia.