Beneath the Darkness, recensione in anteprima

di Pietro Ferraro 1

In una piccola cittadina del Texas, l’ambiguo Ely (Dennis Quaid), proprietario delle locali pompe funebri, nasconde un oscuro segreto celato tra le mura della sua casa. Ely ha perso tragicamente la moglie due anni prima ed ora vive ritirato occupandosi esclusivamente del suo lavoro e ricordando i bei tempi andati, quando era una promessa del football. Il segreto di Ely però non resterà tale ancora a lungo perchè quattro studenti e migliori amici, Travis (Tony Oller), Abby (Aimee Teegarden), Brian (Stephen Lunsford) e Danny (Devon Werkheiser) durante una serata in vena di goliardate decidono di verificare le strane voci che circolano sull’uomo e alcune sue strane abitudini, Una volta entrati in casa i quattro si troveranno di fronte ad un’inquietante verità e purtroppo per loro anche ad un sorpreso e adirato padrone di casa, che dopo averli colti sul fatto si trasformerà nel loro peggiore incubo.

Da appassionati di B-horror nel sentire che il villain di questo mistery-thriller con qualche spruzzatina di horror era un proprietario di pompe funebri, abbiamo pensato subito al cult Phantasm di Don Coscarelli e all’iconico Tall Man di Angus Scrimm, in realtà il film dell’argentino Martin Guigui di sovrannaturale ha ben poco, se non un piccolo accenno che in maniera alquanto misteriosa scompare durante il dipanarsi della vicenda, mentre ha senza dubbio nella performance di Dennis Quaid, qui in un inedito formato villain, il suo punto di forza.

Intendiamoci Beneath the Darkness è oltremodo parco di sorprese, si svolge nella più assoluta prevedibilità, ma una regia puntuale nel sottolineare una performance divertita di un veterano a cui mancava una caratterizzazione di questo tenore e le reminscenze funerarie tra cimiteri, salme e formaldeide, fanno del film un alquanto innocuo, ma godibile divertissement consigliato però a chi cerca brividi a buon mercato all’insegna del politicamente corretto, perchè una delle pecche che affliggono l’opera di Guigui è proprio la scelta, non si capisce quanto volontaria, di non osare il giusto e spingersi oltre il consentito in una tematica ad alto potenziale disturbante come quella che il regista si è trovato a maneggiare.

Note di produzione: Il film, co-prodotto dal regista Guillermo Del Toro, ha fruito di un budget di 7 milioni di dollari.

Commenti (1)

  1. Errore… Guillermo del Toro non c’entra nulla con la produzione di questo film 😉

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