Anche gli angeli mangiano fagioli, recensione

Stati Uniti anni ’30, Charlie (Bud Spencer) lottatore mascherato e l’ambizioso Sonny (Giuliano Gemma), inserviente in una palestra di lotta giapponese stanchi di dover tirare a campare decidono di mettere a frutto le loro indubbie doti da rissa per farsi assumere dal gangster locale soprannominato Sorriso (Robert Middleton).

Inizia così per i due la carriera nella famiglia che sembra però complicarsi da subito, quando per sbaglio in un locale i due picchiano un politico rischiando di scatenare una serie di ritorsioni, così vengono subito inviati a recuperare crediti a Little Italy dove Sorriso taglieggia i negozianti.

Anche qui i due, decisamente troppo morbidi, non sembrano avere davvero la stoffa per fare i criminali, non riuscendo così a cavare un ragno dal buco neanche con i poverissimi negozianti della zona e oltretutto fanno anche il grosso azzardo di sconfinare nella zona di una famiglia avversaria, scatenando così una vera e propria guerra tra bande, da cui alla fine i due saranno gli unici ad uscire incolumi.

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Mangia prega ama, colonna sonora

Colonna sonora dedicata quest’oggi al drammatico Mangia, prega ama, film che ha visto il ritorno da protagonista assoluta di Julia Roberts dopo diversi ruoli di contorno e l’intrigante partita a due al fianco di Clive Owen in Duplicity.

Il film è tratto dall’omonimo romanzo autobiografico della scrittrice e giornalista americana Elizabeth Gilbert che vanta una permanenza record di 180 settimane nella classifica dei best seller del New York Times.

Il regista Ryan Murphy, creatore dell’acclamato  serial Glee e alla sua seconda prova su grande schermo dopo Correndo con le forbici in mano, affida lo score all’italiano Dario Marianelli, per lui svariate colonne sonore tra cui il recente Il solista di Joe Wright e sceglie una ricercata supervisione musicale che potrete ascoltare nelle 14 tracce che troverete dopo il salto insieme a due clip musicali. Buon proseguimento.

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Transformers 3: foto dal set con Shia LaBeouf e Patrick Dempsey

Oggi vi proponiamo la prima tranche di immagini dal set del blockbuster Transformers 3 che oltre a chiudere la trilogia pianificata da Michael Bay per la serie cinematografica, fruirà come molte imminenti produzioni di alto profilo in arrivo da Hollywood di un formato 3D di ultima generazione.

Dopo il salto vi proponiamo una serie di immagini scattate durante le riprese che ritraggono il protagonista Shia LaBeouf, la sua nuova partner la modella e attrice inglese Rosie Huntington-Whiteley e Patrick Dempsey, volto noto dell’amatissimo serial Grey’s Anatomy.

Prima di lasciarvi alla ricca galleria fotografica vi ricordiamo che nel cast di questo terzo capitolo si aggiunge una new entry di gran lusso, il veterano John Malkovich.

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Maggie Grace in Breaking Dawn, Stephen Fry in Sherlock Holmes 2, Charlize Theron in Two Eyes Staring

Maggie Grace reciterà in Breaking Dawn, il quarto capito della Twilight Saga: l’attrice di Lost sarà Irina, membro della famiglia di vampiri Denali, parenti del clan Cullen. Oltre a lei pare che entrerà a far parte del cast anche Mackenzie Foy: la bambina di nove anni sarà Renesmee, figura centrale della storia, che cresce con estrema rapidità, in quanto umana-vampira.

Stephen Fry sarà Mycroft, fratello maggiore di Sherlock, di pari intelligenza, ma di enorme pigriziaa, in Sherlock Holmes 2, il film che Guy Ritchie girerà in autunno e che uscirà al cinema a Natale dell’anno prossimo.

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Gloria Stuart è morta

E’ morta nel sonno nella sua casa di Los Angeles l’attrice di teatro e di cinema Gloria Stuart, che i più ricorderanno nel ruolo dell’anziana rose in Titanic di James Cameron (parte grazie alla quale venne candidata all’Oscar come miglior attrice non protagonista).

Gloria Frances Stewart, nata il 4 luglio 1910 a Santa Monica, dopo aver lavorato in teatro era stata ingaggiata dalla Universal, poi dalla 20th Century Fox per recitare in film horror come L’uomo invisibile, Frankenstein, The Prisoner of Shark Island, e per film come Il museo degli scandali e Rondine senza nido. Negli ultimi dieci anni l’attrice ha recitato in The Million Dollar Hotel (2000), Land of Plenty (2004) e in alcune produzioni televisive.

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Guillermo del Toro passa alla Dreamworks e ancora guai per The Hobbit

Sembra proprio che il progetto The Hobbit di Peter Jackson, sia nato davvero sotto una cattiva stella, dopo le incoraggianti notizie che davano il primo ciak per gennaio 2011, ecco che ci pensa un’associazione australiana di attori, che riunisce sette sindacati, a mettere i bastoni tra le ruote al già travagliato progetto, consigliando ai loro iscritti di rifiutare ingaggi per la produzione perchè, sempre secondo l’associazione non verrebbero rispettati pregressi accordi sindacali.

La risposta di Jackson, che non si è fatta certo attendere accusa la suddetta associazione di mettere in atto una vera e propria operazione promozionale che ha  lo scopo di ampliare la sua base di iscritti, utilizzando una grande produzione come bersaglio per avere un’eco maggiore a livello internazionale e tra gli addetti ai lavori.

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Inception, gli effetti speciali

Inception è nelle sale da qualche giorno e quindi vogliamo approfondire il complesso ed elaborato universo onirico che il regista di Memento ha voluto creare su schermo sovrapponendo piani di subconcio e mettendo in scena la potenza immaginifica della mente umana attraverso l’uso di una CGI non così invasiva come si poteva pensare, la dove si presenta puntata al fotorealismo più estremo e ad una concezione iperrealistica delle diverse proiezioni mentali in cui i protagonisti del film si trovano a transitare, vedi la stabiliante Parigi-rompicapo.

Nolan ha voluto rendere le proiezioni del subconscio reali e dotate di solidità visiva, per riportare su pellicola la fisica di oggetti e corpi all’interno di uno spazio totalmente malleabile si è ricorsi a veri e propri set semovibili, costruzioni che potessero sfidare le leggi della fisica e con movimenti idraulici ricreare la sensazione ad esempio della gravità zero, una delle scene clou della pellicola in cui l’attore Joseph Gordon-Levitt ha uno corpo a corpo in un corridoio d’albergo che ruota, una sequenza che Nolan a voluto ricreare utilizzando idraulica e meccanica applicata a trucchi scenografici, piuttosto che affidarsi alla CGI.

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Inception, gadget e t-shirt

L’uscita nelle sale di Inception ha creato un vero e proprio fenomeno anche per quanto riguarda il merchandise, chi si è sbizzarrito di più sono senza dubbio i produttori di t-shirt che si sono dati un gran da fare a creare loghi e simboli che potessero richiamare l’immaginario onirico e iconico creato dal regista Chris Nolan e permettere ai fan di poterlo indossare e portare sempre con se.

Altro gadget che fa parte del cosiddetto viral marketing che ha funto da apripista per la visionaria pellicola-evento è la trottola-totem in acciaio, che nel film è l’oggetto che permette a DiCaprio/Cobb di stabilire quale sia la realtà e quale invece il subconscio in cui sta transitando in quel momento, un oggetto indispensabile che dovrà essere diverso per ognuno e che tutti i membri del team di estrattori dovranno possedere.

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La pecora nera, recensione in anteprima

Nicola (Ascanio Celestini) trentacinque anni di manicomio elettrico, un nonluogo dove la mente vaga e i pensieri corrono a ruota libera senza meta, una famiglia che lo ha praticamente dimenticato, l’istituzione che lo ha emarginato, compagne di viaggio in questo monologo della follia tra tenerezze, alter ego, amici picchiatelli e ricordi d’infanzia le suore che gestiscono l’istituto.

Nicola racconta uno spaccato della malattia mentale, dagli anni sessanta ad oggi tra realtà, fantasia e desiderio di una fuga da se stessi, con giornate scandite da visite al supermercato dove Marinella (Maya Sansa) amica d’infanzia riporta alla luce quell’amore di un attimo che comincia e finisce, ma lascia il cuore stracolmo e la mente spossata.

La pecora nera è l’epilogo di un lungo percorso che ha permesso al regista ed attore Ascanio Celestini di metabolizzare creativamente l’universo che ha vissuto attraverso interviste e testimonianze di pazienti che hanno transitato nei manicomi, interviste che sono diventate un monologo messo in scena sia in palcoscenico che tra le pagine di un libro, per culminare in un film presentato in concorso alla sessantasettesima Mostra del cinema di Venezia.

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