Arthur e la guerra dei due mondi, recensione

di Pietro Ferraro Commenta

Dopo che nei primi due capitoli abbiamo visto Arthur (Freddie Highmoreminimeizzato per contrastare i piani del perfido Maltazard, in questo terzo capitolo Arthur dovrà invece affrontare un Maltazard formato  gigante, che diventato di statura umana ha sconfinato nel mondo umano con intenti distruttivi e di dominio assoluto, insomma tutto il classico repertorio megalomane da malvagio dittatore. Maltazard intende allestire una vera e propria invasione con l’aiuto del suo esercito, ma per farlo dovrà prima trovare la pozione magica custodita dal nonno di Arthur che gli permetterà di ingigantire le sue truppe, inconsapevole che nel frattempo Arthur, con l’aiuto della principessa Selenia e dell’amico Betameche, ha intrapreso un viaggio per tornare a casa e mettergli i canonici bastoni tra le ruote, impedendo così che i suoi piani di conquista diventino realtà.

Terza avventura per il popolo dei Minimei creato dal prolifico regista, sceneggiatore e produttore francese Luc Besson, che stavolta punta ad un mix di animazione in CGI e live-action decisamente più intraprendente e non limitato ad incipit ed epilogo come nelle precedenti pellicole. Grazie ad una serie di omaggi e citazioni dal cinema di sempre, nel finale c’è uno spassoso omaggio a Star Wars da antologia, Besson sfodera un comparto tecnico di livello altissimo, Maltazard è un vero gioiello di tecnica, ma la vera sorpresa di questo nuovo capitolo è l’imbranatissimo Darkos, il figlio del malvagio Maltazard, che come il Nonno Natale della recente fiaba Il figlio di Babbo Natalerappresenta la parte più comica dell’avventura e regala momenti davvero esilaranti che innalzano questo film una spanna sopra le due precedenti pellicole permettendone un ampliamento del target di pubblico che va ben oltre gli under 10.

Besson si dimostra un cineasta capace di competere creativamente con colossi hollywoodiani come la Dreamworks, non per niente è stato definito il regista più americano d’oltralpesenza per questo sacrificare contenuti e potendo contare su un livello tecnico davvero strabiliante, portando in questo caso il mix live-action/CGI a livellli di interattività da applauso, insomma dopo Il figlio di Babbo Natale ecco un’altro film per le festività natalizie da non sottovalutare, che miscela con maestria intrattenimento per adulti e bambini, naturalmente in questo caso il character design non è proprio accattjvante nel senso più bambinesco del termine, Darkos e Maltazard sono personaggi potenzialmente inquietanti almeno per un pubblico al di sotto degli otto anni, ma dialoghi ed approccio ne smussano notevolmente il look decisamente dark, in special modo il personaggio di Darkos che acquista diversi punti in simpatia nonostante l’aspetto non proprio rassicurante.

Note di produzione: nel cast vocale originale il malvagio Maltazard e suo figlio Darkos sono doppiati rispettivamente dai cantanti Lou Reed e Iggy Pop, mentre nel cast live-action figura anche Mia Farrow. Il film è prodotto dallo stesso Besson con la sua EuropaCorp ed ha fruito di un budget di 91 milioni di dollari.

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