Alla ricerca di Nemo, recensione

Il pesce pagliaccio Marlin ha alle spalle un trauma difficle da rimuovere, la sua prole e la sua compagna sono stati divorati da un barracuda, tranne il piccolo Nemo, unico figlio sopravvissuto su cui Marlin riversa tutte le sue fobie e insicurezze latenti, diventando un padre iperprotettivo e soffocante,.
Nemo oltre al padre ha anche un problema ad una pinna, le due cose sommate fanno del suo quotidiano e del confronto con i suoi compagni di scuola ed amici un continuo problema, così un bel giorno il problema si palesa con un atto di ribellione verso il padre che porterà Nemo a commettere un’imprudenza e ad essere catturato da un sub.
Inizierà cosi per Marlin una lunga e perigliosa ricerca che lo porterà ad affrontare una vera e propria odissea sottomarina, incontrando strambi e simpatici amici e schivando peicolosi predatori, superando così le sue paure con il solo scopo di recuperare il figlioletto, finito nel frattempo nell’acquario di un dentista.
Uno dei maggiri incassi di sempre dell’accoppiata Disney-Pixar, nonchè premio Oscar some miglior film d’animazione nel 2004, insomma credenziali mica da ridere per un cartoon, ma Alla ricerca di Nemo rappresenta qualcosa di più, è l’incarnazione su grande schermo della simbiosi perfetta, contenuti e qualità Disney, tecnologia e caratterizzazione Pixar.
Si perchè se la storia del viaggio è perfetta per raccontarci e mostrarci un mondo sottomarino popolato da una spassosa fauna antropomorfa, la Pixar sfoggia la sua miglior tecnica, nel film abbiamo le migliori location generate al computer mai viste su schermo, ed una serie di effetti e trasparenze luce-acqua raro connubio di bellezza e realismo.
Quindi ricapitolando spassose caratterizzazioni, splendide ed immersive location virtuali, una storia semplice, ma non troppo, che divertirà i piu piccini con sfumature e dinamiche che non annoieranno il pubblico più adulto, insomma sembra che siamo di fronte ad uno dei vertici dell’animazione di sempre, e risultati al botteghino e riconoscimenti sono solo un ulteriore conferma dell’ottimo lavoro svolto.




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