Winnie the Pooh: Nuove avventure nel bosco dei 100 acri, recensione

di Pietro Ferraro Commenta

Nella quiete del Bosco dei 100 Acri l’orsetto Pooh cerca del miele per placare una incontenibile fame e durante la ricerca incrocia l’asinello Ih-Oh che ancor più triste del solito gli confessa di aver perso la sua preziosa coda, così Pooh gli promette di organizzare una caccia alla coda perduta a cui parteciparanno anche gli altri amici del bosco, il saccente gufo Uffa, Pimpi il maialino, Tigro la tigre saltellante, la mamma-canguro Kanga e il suo piccolo Ro, il coniglio Tappo a cui si aggiungerà anche il compagno di mille avventure Christopher Robin.

Purtroppo mentre la caccia alla coda è in pieno svolgimeto Pooh e gli altri trovano un biglietto scritto da Christopher che li avverte che starà via per un pò, ma lo zelante gufo Uffa legge in maniera errata il biglietto in questione facendo credere a tutti che un terribile mostro di nome Apresto ha fatto prigioniero Christopher, così ora la nuova missione è liberarlo catturando come una vera squadra il terribile mostro.

Per il suo 51° classico la Disney riporta su grande schermo uno dei personaggi più amati della factory di Topolino creato nel 1926 dallo scrittore inglese A.A. Milne e approdato sul grande schermo per la prima volta nel 1977 nel 22° classico Disney Le avventure di Winnie the Pooh.

La coppia di animatori Don Hall e Stephen Anderson, quest’ultimo già collaboratore per Koda-Fratello orso e Tarzan, debuttano alla regia sotto la  supervisione di Mr. Pixar John Lasseter e per riportare l’amatissimo Winnie the Pooh su grande schermo decidono e non si sarebbe potuto e dovuto fare altrimenti, di tornare all’animazione tradizionale evitando di trasformare questa nuova avventura in un concentrato di tecnologia rispolverando un’animazione tradizionale di altissimo profilo all’insegna del classico che calza a pennello a protagonisti e storia e riporta il personaggio ai fasti di un tempo.

Winnie the Pooh: Nuove avventure nel bosco dei 100 acri è un delizioso cartoon a misura di bambino, il personaggio del ghiotto orsacchiotto di pezza sempre affamato e dalla irresistibile flemma permette ai più piccini una perfetta immedesimazione e il formato fiaba con tanto di inserti a mo’ di libro stampato, con voce narrante fuori campo amplificano l’effetto fiaba della buonanotte, insomma per i più piccini una nuova avventura del loro orsetto di pezza preferito per i più grandi la possibilità di vedere quanto ancora fuziona su grande schermo l’animazione vecchio stampo targata Disney.

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