Una spia non basta, recensione in anteprima

di Pietro Ferraro Commenta

Il film si apre con una missione di routine in quel di Hong Kong per gli agenti della CIA e migliori amici FDR Foster (Chris Pine) e Tuck Henson (Tom Hardy), l’obiettivo è intercettare il criminale internazionale Heinrich (Til Schweiger) e sventare un’acquisizione di armi di distruzione di massa. Purtroppo la missione prende un brutta piega con Henson e Foster che causano la morte del fratello di Heinrich, che prima di darsi alla fuga giura vendetta. Nel frattempo torniamo in quel di Los Angeles dove conosciamo la single per forza Lauren Scott (Reese Witherspoon), executive in un’azienda che testa svariate tipologia di prodotti commerciali dal detersivo al set di pentolame, coinvolta suo malgrado in uno speed-date dalla sua migliore amica Trish (Chelsea Handler), appuntamento che la vedrà uscire proprio con Tuck fresco di separazione. I due stabiliscono un feeling immediato e la cosa sembra fatta almeno fino a che Trish non s’imbatte in FDR, che da donnaiolo impenitente qual’è comincia a fargli una corte serrata.

I due amici scopriranno ben presto di spasimare per la stessa ragazza che a sua volta ignora sia che i due si conoscono, sia che si occupano di spionaggio. Come recita il vecchio adagio In amore e in guerra tutto è lecito e i due amici lo prenderanno alla lettera contendendosi senza esclusione di colpi la bella executive, arrivando anche a sfruttare le risorse dell’Agenzia l’uno contro l’altro e a mettere in discussione la loro amicizia e un lungo sodalizio lavorativo.

Il regista McG confeziona il suo personale Bad Boys sostituendo i due agenti di polizia del film Michael Bay, il playboy Will Smith e il padre di famiglia Martin Lawrence con due agenti della CIA, inserendoli in un contesto romance piuttosto invasivo, il regista fatica non poco a trovare un equlibrio e se possibile portando all’estremo un look patinatissimo, come ne Le Spie con Eddie Murphy, che se ci aveva convinto in Charlie’s Angels qui rende la messinscena oltremodo posticcia e priva del giusto appeal le centellinatissime sequenze action ridotte ad una sparatoria, un inseguimento e un paio di scazzottate.

Una Spia non basta (This Means War) strappa senza dubbio qualche sorriso, nella seconda parte le dinamiche spionistico-amorose regalano più di qualche gag riuscita, ma nel complesso il film punta troppo sul farsesco e i due giovani protagonisti maschili non sembrano ancora in grado di sfoggiaare una vis comedy adeguata che possa supportare uno script così sbilanciato sul lato romance.

Nelle sale a partire dal 20 aprile 2012

Note di produzione: il film costato 55 milioni di dollari, ampiamente recuperati al botteghino che ha superato i 130 milioni d’incasso, è co-prodotto dall’attore Will Smith. In origine i due protagonisti dovevano essere interpretati da Bradley Cooper e Sam Worthington.

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