Trappola in alto mare: recensione

di Redazione 8

Casey Ryback (Steven Seagal), addestratissimo e letale Navy Seal dopo una lezione impartita ad uno zelante ufficiale superiore si ritrova confinato nelle cucine della corrazzata U.S.S Missouri a svolgere le più tranquille mansioni di capo-cuoco.

Sulla nave fervono i preparativi per una festa di addio alla Missouri che sta per rientrare in porto per l’ultima volta, ad organizzare la festa il borioso capitano Krill (Gary Busey) odiato da mezzo equipaggio e temuto dall’altra metà.

In arrivo per scaldare l’atmosfera un gruppo rock ed una spogliarellista con tanto di torta gigante, nel frattempo nelle cucine Krill ha un vivace scambio di opinioni con Rayback e quest’ultimo finisce agli arresti chiuso nella cella frigorifera.

Ben presto si scoprirà che il leader del falso gruppo rock William Strannix (Tommy Lee Jones), ex-agente della CIA in cerca di vendetta, è in combutta con Krill ed alcuni marinai rinnegati e vuole impossessarsi dell’arsenale atomico della Missouri per venderlo al miglior offerente, ma questi pessimi elementi hanno fatto i conti senza il cuoco…scusate volevo dire l’oste.

Trappola in alto mare è un solido action  decisamente azzeccato, anima anni’80 e look anni ’90, per uno dei migliori film di Steven Seagal che grazie ad una coinvolgente messinscena sforna uno dei personaggi piu convincenti della sua lunga e poco memorabile filmografia.

Il regista Andrew Davis, veterano del genere vanta nel curriculum oltre all’esordio cinematografico di Seagal con Nico anche l’action-poliziesco Il codice del silenzio con Chuck Norris e il coinvolgente Il fuggitivo, trasposizione cinematografica di una serie tv cult con un duetto di pesi massimi del calibro di Tommy Lee Jones e Harrison Ford.

Quindi Davis permette allo sguardo monoespressivo e perennemente corrucciato di Seagal, e alle sue letali arti marziali, di confrontarsi in una labirintica location marina con un villain di lusso come Tommy Lee Jones e molti volenterosi caratteristi nonchè corteggiare la pettoruta meteorina Erika Eleniak.

Quest’ultima dopo un esordio deluxe nella scena della fuga delle rane nel film E.T., è la bambina baciata da Elliott, e svariate edizioni speciali della rivista Playboy, finirà nel dimenticatoio, una delle sue  ultime apparizioni risale al 2004 nel pessimo Van Helsing-Dracula’s revenge.

Da vedere se amate l’action, e se volete un bel fumettone ipercinetico vecchio stile che ammicca a classici come Trappola di cristallo, il film avrà un pessimo sequel ambientato su un treno, Trappola sulle montagne rocciose, di cui sicuramente avremo occasione di parlare in seguito.

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