Giorni contati, recensione

Nel 1979 due eventi, uno celeste e uno terrestre, annunceranno l’avverarsi di una nefasta profezia. Nel primo ci sarà la scoperta di una neonata che in età adulta darà alla luce il figlio di Satana, nel secondo l’avvistamento di una cometa confermerà la nascita della prescelta e i timori del Vaticano che invierà un suo emissario a cercare e proteggere la ragazza prima che Satana la trovi e porti a compimento la profezia con la nascita dell’Anticristo. Circa vent’anni dopo, siamo nel 1999, l’ex-poliziotto Jericho Cane (Arnold Schwarzenegger), traumatizzato dalla morte di moglie e figlia, lavora per un’agenzia di sicurezza privata che avrà il compito di scortare e proteggere un banchiere di Wall Street (Gabriel Byrne), che non è altri che Satana incarnatosi sulla Terra. Cane si troverà così suo malgrado coinvolto in questa faida mistica, intento a proteggere la prescelta Christine York (Robin Tunney) sia da Satana in persona, che da una setta di fanatici religiosi conosciuti come i Cavalieri del Vaticano, che intendono eliminare il pericolo alla radice uccidendo la ragazza.

The three musketeers 3D: foto di Orlando Bloom sul set

Torniamo a parlare del nuovo adattamento della famosa novella di Alexandre Dumas I tre Moschettieri, oltre venti trasposizioni su grande schermo senza contare un adattamento tv anni ’60, una recente versione animata targata Disney e il funambolico adattamento action D’Artagnan di Peter Hyams.

The three musketeers 3D sarà diretto dallo specialista in cinegame Paul WS Anderson che torna al formato 3D dopo il successo del recente Resident evil: Afterlife, nel cast Orlando Bloom che esplora il cappa e spada dopo l’avventuroso franchise de I pirati dei Caraibi, la compagna del regista Milla Jovovich che abbandonata la mise da survival-horror della sua Alice diventerà Milady de Winter e un villain di lusso, l’attore premio Oscar per Bastardi senza gloria Christoph Waltz, che vestirà i panni del Cardinale Richelieu.

Dopo il salto ricchissima galleria fotografica con immagini dei set tedeschi della pellicola locati nella sontuosa residenza di Wurzburg, dove oltre a Bloom è ritratto anche Christoph Waltz in abito talare.

D’Artagnan, recensione

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17° secolo da un villaggio delle campagne francesi con cappa, spada e un gran voglia di menar le mani parte alla volta di parigi il giovane e prode D’Artagnan (Justin Chambers), che ha un sogno entrare nella schiere delle guardie del Re Luigi XIII, i moschettieri.

D’artagnan ha anche la ferma intenzione di vendicare la morte di sua madre avvenuta per mano del malvagio Febre (Tim Roth), spietato scagnozzo del Cardinale Richelieu (Stephen Rea), riuscirà nel suo intento, ma non senza aver speimentato il vero amore con la bella Francesca Bonacieux (Mena Suvari).

Il direttore della fotografia e regista Peter Hyams (Relic, Un alibi perfetto) dopo il successo de La maschera di ferro di Randall Wallace, cerca di dare un’ulteriore rispolverata al classico letterario e cinematografico I tre moschettieri con un’operazione alquano ardita che va ben oltre la rilettura di Stephen Herek e del suoi I tre moschettieri del 1993 con Charlie Sheen e Donald Sutherland.

Un alibi perfetto, recensione

la-locandina-italiana-di-un-alibi-perfetto-136275In Louisana lo zelante e carismatico procuratore distrettuale Mark Hunter (Michael Douglas) sfoderando un’abilità oratoria notevole e prove schiaccianti, prosegue la sua inarrestabile carriera sfoggiando un invidiabile sequela di vittorie processuali che oltre ogni ragionevole dubbio supportano le sue tesi accusatorie, permettendogli di inanellare condanne su condanne, spianandogli la strada verso una sicura e fulminea carriera politica.

Sulla strada di Hunter però si piazza di traverso il giovane ed ambizioso giornalista CJ Nichols (Jesse Metcalfe), che con l’aiuto del suo collega ed amico Corey Finley (Joel Moore)  si farà arrestare volontariamente per l’omicidio di una prostituta di colore, affronterà tutto il processo per poi in ultimo dimostrare la propria innocenza smascherando il disonesto procuratore che sicuramente nel frattempo, almeno questa è la tesi di CJ, ha costruito ad arte  prove false per incastrarlo, ma il suo ingegnoso piano non filerà così liscio.

Marcus Nispel: remake da paura

Marcus Nispel nasce a Francoforte sul Meno (Germania) il 15 Aprile 1964, a vent’anni si trasferisce in america grazie ad una borsa di studio e lavora per un’importante azienda di marketing e pubblicità realizzando spot e videoclip musicali.

Molti gli artisti che si avvalgono del suo talento, tra gli altri Gloria Estefan e le Spice girls, i suoi lavori sono più volte nominati agti MTV Awards e Nispel ne vincerà ben quattro tra cui quello per il video di George Michael Killer/Papa was a Rolling stone.