Shutter Island, recensione

di Pietro Ferraro 402

1954, la misteriosa scomparsa di una paziente da un manicomio criminale situato su di un’isola, porterà gli agenti federali Teddy Daniels (Leonardo DiCaprio)  e Chuck Aule (Mark Ruffalo) a condurre indagini nell’inquietante e isolata location.

Giunti sull’isola le cose si complicheranno non poco per la coppia di federali a causa di un uragano che investira l’isola isolandoli dal resto del mondo, una serie di strani sogni e allucinazioni che hanno per protagonista la defunta consorte di Daniels, e la sospetta reticenza del personale medico della struttura, che sembra voler sviare ed intralciare qualsiasi iniziativa presa della coppia di agenti.

Scorsese torna dietro la macchina da presa a quattro anni di distanza dal thriller poliziesco The Departed, e lo fa trasponendo su grande schermo  il romanzo di Dennis Lehane L’isola della paura, un cupo thriller psicologico che il regista adatta non senza qualche difficoltà.

Scorsese non è un regista avvezzo a stupire il pubblico con complesse trame ad incastro, caotici  frammenti di verità e inaspettati colpi di scena, il suo è un cinema che punta al realismo, i suoi personaggi ed i suoi film non intraprendono mai un tortuoso percorso immaginifico, anche quando incrociano la follia, vedi Taxi Driver piuttosto che Al di là della vita, non lasciano mai la dimensione del reale per voli pindarici e visionari, è sempre e comunque presente una coerenza di fondo.

In mano ad un altro regista, magari più avvezzo al genere questo Shutter Island sarebbe diventato senza alcun dubbio una corsa a confondere lo spettatore, con tutto il repertorio del genere, decine di falsi indizi, presunti colpevoli e altrettanto presunte verità, magari con un finale shock, insomma un elaborato gioco al rimpiattino con il pubblico in sala.

Scorsese invece sin dai primi minuti svela l’arcano, o almeno lo suggerisce, spiazza lo spettatore fornendogli tutti gli indizi del caso, destruttura volontariamente il genere anche per la  necessità di adattarlo al suo stile, snocciolando con nochalance indizi mai veramente fuorvianti lungo il percorso, invitando lo spettatore a metabolizzarli uno dopo l’altro senza cervellotici cambi di fronte, trasformandoli  in una lenta e inesorabile discesa in una mente allucinata e in un gioco delle parti che, anche se sfacciatamente prevedibile, non manca di un certo fascino.

Il difetto del film, se proprio di difetto vogliamo parlare, e proprio questo voler svelare troppo, questo scardinare, se non ignorare alcuni meccanismi classici del genere, scelta che non sempre paga, così c’è un fastidioso e non richiesto surplus di informazioni nella prima parte con suggestivi, ma invasivi flashback/allucinazioni che ci raccontano molto, forse troppo, del protagonista, per poi calarci in un ottima seconda parte immersa nella follia e nel caos post-uragano che però perde inevitabilmente molta della sua forza proprio perchè ormai c’è ben poco da scoprire e da svelare.

Shutter Island si pone sicuramente tra i lavori meno riusciti di Scorsese, ma nonostante i palesi difetti e alcune ingenuità in qualche modo cercate e volute in fase di scrittura, ha il pregio di regalarci un prova altalenante, ma tutto sommato efficace di un DiCaprio alle prese con una schizofrenica performance non priva di rischi, e ben 138 minuti di film che alla fine scorrono via senza grossi intoppi, il che non ci sembra pregio da sottovalutare.

Commenti (402)

  1. @ claudia:
    Cara Claudia,
    in primo luogo il mio nick è ipercritico e non ipodermico.
    In secondo luogo non condivido il tuo tono nei miei confronti e sinceramente ho scritto troppo sul film per rispondere al tuo lungo commento.
    Grazie per avermi dato del borioso, dell’atteggione ecc ecc, cosa che io non farò con te e non ho mai fatto con nessuno perchè lo trovo un atteggiamento offensivo fuori luogo in un blog di cinema.
    Non capisco perchè hai riportato lo stralcio dello scambio fra me o Fabio visto che è stato molto sereno e poco rappresentativo di tutto quello che tu mi imputi e comunque non trovo corretto riportare le frasi di altri visto che è stato uno scambio fra me e lui risolto con un chiarimento in poche righe.
    Comunque come ho detto spesso ad altri, Claudia commenta il film, racconta al blog perchè ti è piaciuto io ti leggerò volentieri.
    Se non ti piace il mio tono, ci sono talmente tanti commenti (sia positivi che negativi) che non capisco perchè tu voglia confrontarti con un borioso atteggione.
    Parli di utopia ecc ecc sinceramente ho difficoltà a capire cosa vuoi dire ma, sicuramente, è un mio limite.
    Non sono un esperto di cinema e l’ho ribadito spesso, sono uno spettatore che non ha apprezzato questa pellicola e quando mi dici di “lasciare stare gli altri” ti faccio notare che ho sempre e solo risposto a chi mi ha attaccato e non ho mai, di iniziativa, criticato nessuno e soprattutto non mi sono mai permesso di additare con sgradevoli appellativi nessuno (cosa che hai fatto tu, come altri, nei miei confronti).
    Oltre questo, il tuo commento è legittimo, mi fa piacere che tu abbia apprezzato questa pellicola di Scorsese, la vediamo semplicemente da due punti di vista diversi.
    Concludo ribadendo che tutto quello che penso del film l’ho scritto sopra, quindi lascio spazio agli altri e ribadisco che non ne parlerò più sperando di non attirare di nuovo sterili polemiche sul mio modo di esprimermi da parte di chi non riesce proprio a confrontarsi senza attaccare gli altri per sostenere le proprie idee.
    Ciao!
    Ip

  2. Salve a tutti, mi sono imbattuto in questo blog e ho letto molti dei messaggi inviati…..dio mio che accanimento!!!

    Secondo la mia opinione è un gran bel film, se non per il fatto che gia nel 2008 John Glenn con il suo film “Lazarus Project” anticipava nell’idea Martin Scorsese. Questo purtroppo mi ha deluso parecchio….Scorsese è uno dei migliori registi al mondo ma credo che con questa figuraccia abbia perso qualche punto!!!

    Cosa ne pensate??????????

  3. @ Giovanni:
    Caro Giovanni, non posso che essere d’accordo con te ma per questo mio punto di vista ho attirato le ire di molti 🙂
    Se vuoi saperne di più, sopra ci sono tantissimi commenti e punti di vista anche molto diversi sulla pellicola, va riconosciuto al film che almeno ha innescato un sano e acceso (forse eccessivo) dibattito.
    Un saluto!
    Ip

  4. Ho letto quasi tutti i commenti e molti di questi li ho trovati stimolanti per una proficua discussione.

    Premesso che ho visto il film ieri pomeriggio, vorrei qui scrivere la mia personale interpretazione della trama.

    Per prima cosa, quando vedo un film, cerco di capire il ruolo che il regista ha riservato allo spettatore: stiamo vedendo il film in terza persona, stiamo vedendo il film nei panni del protagonista o altro?

    Ovvio che nella mia semplice e forse banale analisi sto giudicando il film a posteriori e non in tempo reale come quando si sta vedendo un lungometraggio.

    Il film si apre con una sorta di schermata di colore bianco sporco da cui, dopo pochi secondi, emerge il traghetto che trasporta il protagonista Di Caprio.

    Questa prima immagine, non so perché, mi ha subito riportato alla mente la scena di “The Others” dove la Kidman, tra la nebbia, vede emergere la figura di suo marito…

    Ho subito avuto la sensazione che questa scena (il traghetto che spunta fuori dalla nebbia ma che, concretamente, spunta dal nulla…) stesse raccontando un ricordo, come se il protagonista del film (di cui lo spettatore ignora completamente il personaggio e il ruolo, fino a quel momento) stesse ricordando, a posteriori, come è iniziata tutta la storia che, da spettatori, ci apprestiamo a vivere.

    In sostanza, ho la sensazione che il film descriva la storia nel modo in cui essa si è svolta e non nel modo in cui si sta svolgendo.

    Le sequenze sul traghetto sembrano del tutto inutili dato che lo spettatore è convinto che la vera storia inizierà non appena Di Caprio metterà piede sull’isola ma come ho detto, a posteriori, sono stato colpito da alcuni particolari.

    Il primo di questi è il “mal di mare” di Di Caprio laddove, nelle successive immagini, il mare risulta calmo e non c’è alcun tipo di moto ondoso rilevante.

    E’ evidente che egli sta male ma non penso proprio che sia il mare il responsabile del suo stato.

    Subito dopo, lo stesso Di Caprio si sciacqua la faccia e da qui inizia una sorta di filo conduttore che permarrà per tutta la durata del film: l’elemento acqua.

    Lo sciacquarsi la faccia per riprendere la giusta concentrazione, la pioggia, la tempesta, il mare che s’infrange contro le scogliere, l’acqua che cade sopra le mani di Di Caprio, l’acqua per prendere l’aspirina, l’acqua del lago ed altri episodi mi fanno intuire che l’elemento acqua è fondamentale per la comprensione della vicenda.

    Il momento in cui Di Caprio si guarda allo specchio, dopo essersi sciacquato, sembra essere il punto di partenza della storia; “è solo acqua, tanta acqua”: la recita ha inizio.

    Il dialogo sul ponte del traghetto è quanto meno insolito se non addirittura illogico; si presuppone che i due abbiano fatto conoscenza sul traghetto il quale, come viene spiegato successivamente dalla guardia (se non ricordo male), deve percorrere appena 11 miglia di mare, partendo da Boston.
    11 miglia nautiche (ossia 20,3 Km) senza moto ondoso rilevante si percorrono in pochissime ore (direi che andando volontariamente a bassissima velocità bastino 3 ore).

    Quindi, prendendo per buona questa ipotesi, i due agenti dell’FBI si trovano sul battello da pochissimo tempo e sicuramente il tempo utilizzato per discutere ed iniziarsi a conoscere è ancora meno (dato che Di Caprio si trova nella cabina mentre il collega è sul ponte da chissà quanto tempo…); eppure i due non sembrano essere entrati in confidenza (“quindi tu saresti il mio nuovo partner?” chiede Di Caprio) al punto tale che il collega, tra le migliaia di domande che poteva proporre a Di Caprio, gli chiede se ha una ragazza..mah, a me non mi passerebbe mai dalla mente di chiedere della moglie o della ragazza ad una persona che conosco da circa 2 ore o forse meno.

    Le sigarette assenti: Di Caprio cerca le sigarette nel soprabito e nelle tasche dei pantaloni ma poi dice che è sicuro di averle lasciate nella giacca (che indossa); perché non le cerca anche lì?

    Di Caprio dice che un incendio nel loro condominio uccise 4 persone ma sua moglie è morta per il fumo e non per le fiamme…

    Andiamo avanti.

    Le guardie (incluso il comandante) hanno tutto l’aspetto di ex militari tedeschi, sia esteticamente che come comportamento (ricordiamoci del colloquio che lo stesso comandante/direttore ha con Di Caprio) e non è dato sapere se questa verosimiglianza sia frutto della mente del protagonista o che essi stessi siano ex prigionieri di guerra di cui gli USA stanno usando la loro esperienza nell’affermare la disciplina e il rigore…

    Al molo, solo Di Caprio mostra il tesserino (vero, falso?) dell’FBI , non il collega (scopriremo in seguito che questi lo tiene attaccato alla cintura dei pantaloni vicino alla fondina della pistola) e il nervosismo degli agenti è percepibile come Di Caprio afferma.

    La scena della consegna delle armi non è così chiara come appare: il collega che dimostra, in modo esplicito, di essere imbranato nell’usare armi da sparo non rivela necessariamente che egli non sia un agente FBI; esistono tantissimi agenti e poliziotti che fanno “lavoro di scrivania” e che non sono abituati ad usare le armi (tranne per le esercitazioni di tiro obbligatorie da fare 2-3 volte all’anno); d’altronde, in quella missione, ci sarebbe stato poco da sparare e non c’era bisogno di cecchini o tiratori scelti. Occorreva abilità nell’indagare e non un occhio infallibile o una mano immobile (lo stesso collega afferma, sul traghetto, di lavorare “all’ufficio di Seattle”.

    La frase riferita al filo spinato elettrificato (nella quale Di Caprio ammette che non è la prima volta che vede questo tipo di recinzione) credo si riferisca al filo spinato del campo di concentramento nazista e non al fatto che egli sia già stato in quel luogo (questo non vuol dire che lui non sia già stato lì ma significa che lui non ricorda o ha completamente rimosso il fatto che egli abbia già vissuto in quella struttura).

    Molto più rivelatrici sono le immagini seguenti: Di Caprio viene salutato da uno dei “pazienti” e un’altra paziente lo invita a non parlare e gli sorride.
    Quest’ultima immagine è davvero singolare: un cespuglio di fiori rigogliosi nel mezzo di cespugli di fiori appassiti; cosa vuol dire?

    Davvero è la prima volta che Di Caprio entra in questa struttura?

    Il colloquio con Kingsley sembra quasi essere rivelatore: apprenderemo in seguito che la donna fuggita dal penitenziario circa 12 ore prima dell’arrivo dei 2 agenti (“cosa mi sa dire della donna fuggita 24 ore fa?”, “è scappata la notte scorsa dopo le 10”) ha ucciso 3 figli affogandoli esattamente come la moglie di Di Caprio ma il marito di questa fuggitiva è morto in Normandia: perché provocare e mettere alla prova il “paziente” Di Caprio raccontandogli particolari dei suoi ricordi rimossi e poi asserire che il marito è morto…invece che essere ancora vivo?

    Kingsley dice che la Solando, in 2 anni, non si è resa conto di essere in un penitenziario ma che, al contrario, è convinta di essere a casa: qual è, quindi, la motivazione che l’ha fatta scappare da “casa”?

    la cosa più illogica che mi ha colpito è stata la scena all’interno della stanza di Rachel Solando.

    Il Comandante, se non ricordo male, afferma che la struttura psichiatrica si divide in 3 padiglioni: quello maschile, quello femminile e quello di “massima sicurezza”.

    E’ evidente che la stanza della Solando debba trovarsi nel reparto femminile e quindi bisogna dare per scontato che Di Caprio e il collega vengano accompagnati al padiglione femminile: com’è che, aprendo l’armadio della cella, ci si imbatta in un paio di scarpe dichiaratamente maschili e nessuno, da Di Caprio al collega, da Kingsley all’inserviente, si chiedano il motivo di questa assurdità?

    Nulla, tutto sembra essere normale: una paziente donna portava scarpe da uomo (di misura alquanto grande da quello che mi ricordo).
    E’ questa la scena che mi ha fatto capire che il film stava diventando una sorta di “Session 9” o anche, perché no, di “The Village”.
    E’ troppo illogico il fatto per non essere commentato ed analizzato dagli “agenti” dell’FBI.

    Il tutto risulta letteralmente assurdo quando i 3 (Di Caprio, il collega e Kingsley) scendono nell’atrio del padiglione per riflettere su come la Solando possa essere fuggita senza essere vista: i “pazienti” che vengono fatti vedere sono tutti uomini perché siamo nel padiglione maschile e non in quello femminile dove la Solando si dovrebbe trovare.

    Perché gli agenti dell’FBI non chiedono spiegazioni di questa assurdità?

    Andiamo avanti.

    Quando Di Caprio si reca sugli scogli per partecipare alla ricerca insieme alle guardie, quest’ultime tutto fanno tranne che sforzarsi di dare il massimo per impegnarsi, sembrano quasi che siano consapevoli di stare partecipando ad una farsa e non vedono l’ora di tornare ai loro posti.

    Nell’interrogatorio che Di Caprio fa agli inservienti e alle infermiere emerge che lo psichiatra che ha in cura la Soldon è assente perché si è imbarcato la mattina stessa con il traghetto per andare in ferie.
    La mia mente ritorna alla scena iniziale del molo: il capitano del traghetto che dice ai due agenti di sbrigarsi a lasciare la nave perché è in arrivo una tempesta; al molo, ad attenderli, ci sono le guardie e il comandante. Non mi risulta che ci siano personaggi in attesa di imbarcarsi per il ritorno alla terra ferma: quando è partito questo dottore???

    Una infermiera dice anche che la Soldon si lamenta sempre del vitto della struttura: Di Caprio non mangia mai durante l’intero film.

    Arrivati nella sala dove si trova Von Sydow, la musica di Mahler è subito riconosciuta da Di Caprio e i suoi ricordi si spostano sul campo di concentramento: anche li suonavano la stessa musica e come mai giusto quell’opera viene fatta ascoltare all’agente?

    Quando Von Sydow afferma che Di Caprio è una persona esperta di interrogatori, la mente dell’agente torna al momento in cui egli s’incontra con il gerarca nazista che si è ferito quasi mortalmente senza però morire definitivamente (“ci vorrà un ora per morire” dirà in seguito quando rimane bloccato al cimitero); la cosa interessante è che in quel momento si stanno confrontando 3 “filosofie” mediche: quella farmacologica (Kingsley), quella chirurgica (Von Sydow) e quella terapica (il “collega” psichiatra).

    Scopriamo che Von Sydow è un tedesco emigrato, sembra legalmente, negli USA e che Di Caprio c’è stato realmente nei campi di concentramento dato che conosce abbastanza bene il tedesco.

    Quando Von Sydow rifiuta di far accedere gli agenti dell’FBI ai fascicoli dei “pazienti” è logico che Di Caprio si arrabbi: l’FBI ha tutto il diritto di andare in fondo alla vicenda (altrimenti perché lo Stato Americano avrebbe mandato 2 agenti ad investigare…solo perché un medico possa opporsi, senza problemi, alle loro legittime richieste di accesso ai documenti?) e loro hanno, in un certo senso, carta bianca in relazione all’attività investigativa.

    Al termine di questo colloquio, Di Caprio afferma che l’indagine è chiusa e che trasmetteranno la documentazione all’FBI (ma, concretamente, non hanno scoperto assolutamente nulla): come mai si arrende solo dopo poche ore dal suo arrivo all’isola, sta bleffando?

    Dopo l’interrogatorio con la paziente che ha ucciso il marito con l’ascia, Di Caprio rivela al suo collega le sue impressioni: la donna ha semplicemente interpretato una parte, ripetendo a memoria ciò che gli era stato imposto di dire.
    Subito il collega cambia discorso e gli chiede di Laeddis e Di Caprio afferma che ha chiesto, specificatamente, ai suoi superiori di farsi affidare questo “caso”: santa pazienza, il “caso” è nato appena 24 ore prima questo colloquio con l’agente di Seattle, come fa a dire che ha chiesto ripetutamente di farsi affidare l’incarico?

    Dalle sue parole sembra che ci abbia messo delle settimane per riuscire nell’intento…

    Forse mi sto dilungando troppo nella disamina e quindi mi fermo qua; spero che qualcuno sia d’accordo con alcune mie riflessioni.

  5. @ Fabrizio:
    in tutto cio non hai evidenziato…che il film è una ripetizione di Lazarus project……e non è affatto un dettaglio!!!!!

  6. @ giovanni:
    Mi dispiace ma non conosco quel film ma spero di procurarmelo al più presto.

  7. Ciao , ho visto il film poco fa , ho alcuni ricordi ancora freschi.
    Premetto che non sono un Cinefilo e nemmeno voglio esserlo perchè trovo che ad essere esperti ci si “perda” tanta emozione che ad un occhio poco atento questo film regala (sono un musicista e per questi motivi tendo a fare la radiografia ad ogni cosa che sento godendomi raramente la musica).
    Lo dimostra il fatto che alla fine ci si trova davanti ad “un altro” Memento , nel senso che alla fine il protagonista era vittima dei suoi stessi pensieri (non cito Laarus project perchè non l’ho visto).

    @Fabrizio .
    Interessanti i tuoi punti di vista .
    Trovo però tu ti ti sia fatto troppe domande . In un film che parle di malati di mente io non cercherei la razionalità nella regia anche se condivido che certe cose col senno di poi sono alquanto strane.
    Quanto alla tua domanda :
    Al termine di questo colloquio, Di Caprio afferma che l’indagine è chiusa e che trasmetteranno la documentazione all’FBI (ma, concretamente, non hanno scoperto assolutamente nulla): come mai si arrende solo dopo poche ore dal suo arrivo all’isola, sta bleffando?

    Nella scena successiva Di Caprio ed il collega sono nelle rispattive brande ques’utimo chiede proprio se si è trattato di un bluff.
    Al che, Di Caprio risponde una cosa tipo “Si e no, vorrei fare in modo che il dottore stia sveglio a riflettere su ciò che ci ha detto e magari domani cambi idea” .

    Ciao !
    Luca

  8. SENZA DUBBIO IL PEGGIOR FILM NELLA STORIA DEL CINEMA DOPO DONNYE DARKO,NON HO VISTO TUTTO IL FILM PERCHE’ ERA TALMENTE BANALE E SCONTATO CHE DOPO I PRIMI 40 MINUTI ME NE SONO ANDATO:7 EURO SPRECATI.
    PIUTTOSTO DI RIVEDERE IL FILM SONO DISPOSTO A GUARDARMI 4 ORE DI TELETTUBIES SENZ’ALTRO MEGLIO DI QUESTO FILM,SE NON CI FOSSE DI CAPRIO FORSE LA PELLICOLA DI QUESTO FILM SAREBBE BUONA COME CARTA IGIENICA.

  9. @Ipercritico probabilmente troppo Lynch ha precluso la tua capacità di godere di una trama improntata più sul realismo che sulle visioni oniriche e le simbologie indecifrabili che oggi giorno fanno tanto pseudo intellettualoide con la puzza sotto il naso. E’ vero che il film è praticamente svelato, con i suoi molti indizi, già nella prima parte ma, affermare che questo sia una mancanza, credo equivalga a tacciare il regista di troppa superficialità nella realizzazione. Io voglio credere, invece, che questa sia una precisa scelta stilistica di Scorsese (non trovi sarebbe stato troppo scontato un thriller ricco di capovolgimenti e colpi di scena?), frutto anche del volersi discostare da un tipo di cinema (vedi Lynch di Inland Empire) sempre più ermetico e impenetrabile e sempre meno criticabile. Voglio credere che Scorsese abbia invece, coraggiosamente, voluto creare un opera, piaccia o meno in maniera soggettiva, di indubbia e oggettiva fattura. Il film, comprensibile ai più, è questo: piace o non piace, senza troppi mezzi termini. E poi, diciamoci la verità, ad incasinarci il cervello bastava un Vanilla Sky 😉 Saluti

  10. @ Ipercritico:
    @Ipercritico probabilmente troppo Lynch ha precluso la tua capacità di godere di una trama improntata più sul realismo che sulle visioni oniriche e le simbologie indecifrabili che oggi giorno fanno tanto pseudo intellettualoide con la puzza sotto il naso. E’ vero che il film è praticamente svelato, con i suoi molti indizi, già nella prima parte ma, affermare che questo sia una mancanza, credo equivalga a tacciare il regista di troppa superficialità nella realizzazione. Io voglio credere, invece, che questa sia una precisa scelta stilistica di Scorsese (non trovi sarebbe stato troppo scontato un thriller ricco di capovolgimenti e colpi di scena?), frutto anche del volersi discostare da un tipo di cinema (vedi Lynch di Inland Empire) sempre più ermetico e impenetrabile e sempre meno criticabile. Voglio credere che Scorsese abbia invece, coraggiosamente, voluto creare un opera, piaccia o meno in maniera soggettiva, di indubbia e oggettiva fattura. Il film, comprensibile ai più, è questo: piace o non piace, senza troppi mezzi termini. E poi, diciamoci la verità, ad incasinarci il cervello bastava un Vanilla Sky 😉 Saluti

  11. Probabilmente sara stato detto nei 360 messaggi, ma lo dico lo stesso.
    La prova schiacciante che la “tragedia greca” fosse vera, e che lui fosse li da 2 anni etc etc, sta tutta nella fine, ovvero negli ultimi 2 min del film contrapponendoli a tutto il resto del film…ovvero, per tutta la durata del film lui è convinto di essere cio che è e fa di tutto per provarlo, , arrivando ad usare sempre la VIOLENZA, addirittura sparando (con l immaginazione) al dottore… e allora perchè mai, alla fine, quando parla con il collega/psicologo, dice: c”‘è ne andremo da qui” e quindi fa capire che non è guarito, e che è sempre lo stesso federale ponto con la violenza a fare luce su questa faccenda…non si fa mettere la camicia di forza dall’ infermiere? anche se sa che sta andando al faro per farsi lobomotizzare? Perchè appunto oramai è Rassegnato, e come è stato detto molto bene da voi, preferisce(come ha fatto automaticamente il suo cervello) DIMENTICARE, inventarsi un altra storia, ma dopo che il bravo dottore gli fa fare tutta la storiella per far venire finalmente alla luce la verità, ora che di caprio non puo piu dimenticare autonomamente, ecco che preferisce la lobotomia,pratica tanto orrenda quanto efficace, e allora ecco: meglio vivere da mostro (in caso lui vivesse con il ricordo di nn aver salvato la moglie e i suoi 3 figlioletti) o morire da brav’ uomo, caso in cui finga ancora per poco di essere un federale”boicottato” e che venga lobotizzato.

    cosi credo sia la trama, se nn fosse cosi vi pregherei di rispondermi.
    Grazie e complimenti per i commenti

  12. @ Andrea: Andrea vedo che citi film di max un anno fa…che ami questo Scorsese e soprattutto questo film. Quali film del vecchio Martin hai visto e soprattutto, rimanendo nelle turbe psichiche, hai mai visto film come Persona o Sussurri e Grida di Ingmar Bergman?

  13. @ Lele: No…immagino il di capretta faccia di caciotta rimpiazzato da un Adrien Brody o anche meglio da un Ralph Fiennes, quello di Spider di Cronenberg!! Daje non avete capito che c’è qualcosa di strano tra Scorsy e Leo?? Leo se la comanda e produce e fa botteghino…ma non è nessuno!!

  14. @ Ipercritico:

    una sola cosa … da quale scranno ti proietti nelle percezioni degli altri relative alla visione del film?

    Perche scrivi a Luciana:

    “Ok! Sicuramente non ti sembrerà di essere al cinema da due mesi” ?

    Da buon critico, quale si evince pensi di essere, proietta le tue impressioni ma non attribuirle agli altri.

    Faresti sicuramente cosa a me (non scrivo ‘ci faresti’ !!) grata, aumentando il coefficiente di professionalita’ – purtroppo mi sto riferendo a quella da te presunta – di cui non sembri proprio dotato.

  15. @ Edo:
    Caro Edo, un thriller che disvela tutto se stesso non è un trhiller (come approfondito sopra con altri partecipanti al dibattito riguardo ai generi) ma è qualcosa di abbastanza scontato e poco coinvolgente, che non trovo affatto coraggioso, anzi (è molto più difficile mantenre la suspance, il mistero e la tensione che rifilarci tutta la trama in 20 minuti).
    Direi di non tirare in ballo il povero Lynch che con i limiti di questo film, sempre a mio parere, non ha nulla a che fare, è tutto demerito di Scorsese.
    Rispetto comunque la tua opione ma dato che hai trovato il film piacevole e coraggioso temo che le nostre posizioni non possano incontrarsi, grazie comunque per aver cercato di spiegarmi perchè mi sono annoiato mostruosamente in sala, ne terrò conto 🙂
    Saluti!
    Ip

    @ Giuliolinuz:
    Caro Giuliolinuz,
    mi fa piacere vedere un cavaliere che accorre in soccorso di una ragazza attaccata così duramente da un tipaccio come me, ma non ho sinceramente capito cosa mi imputi di così terribile e nemmeno in che senso io mi “proietterei nelle percezioni degli altri”(??), perchè l’estratto che mi hai proposto è completamente fuori contesto se preso separato dal resto (ti invito a rileggere tutto lo scambio fra me e lei ma non capisco cosa ci trovi di così interessante da leggere i miei scambi con gli altri lettori??).
    Comunque come già ho specificato sopra non sono un critico cinematografico ma un semplice spettatore (vedi commenti sopra) che esprime la sua opione liberamente e sempre nel rispetto degli altri e della buona decenza.
    Se posso permettermi, come ho detto ad altri in vena di sterili polemiche, io mi sono espresso moltissimo su questa pellicola e non vorrei farlo più e lasciare spazio a nuovi interventi e ti invito a leggerti se vuoi tutti i 360 e oltre commenti (io l’ho fatto partecipando compiutamente a tutto il dibattito) e ad esprimere la tua opinione sul film che è l’argomento di interesse del blog, mentre il mio modo di esprimermi o le presunte carenti capacità critiche che mi attribuisci non interessano a nessuno.
    p.s.: trovo sgradevole il tuo consiglio di aumentare il mio coefficiente di professionalità (cosa sarebbe??) per fare cosa a te gradita (ma chi sei per giudicare e per pretendere qualcosa a te gradito??), se non ti piace come scrivo o i miei confronti con gli altri lettori, semplicemente non leggermi e farai tu cosa gradita a me e a tutti gli altri evitando di lasciare commenti di scarso interesse e non attinenti al tema del blog.
    Ciao!
    Ip

  16. Secondo me Di caprio non ha fatto proprio un bel niente ma lo hanno manipolato perchè cercava di scoprire la verità. lo dimostra l’ultima frase del film..che dite?

  17. X frankmoro:
    io la mia trama “complottista” l’ho spiegata al post 256, se ti va da leggerla tutta..

  18. @Plv
    Bravissimo…..pensa che stavo scrivendo la tua stessa conclusione sul film…..ero quasi pronto a terminarla e per puro caso leggo la tua!!!
    Evito di riscriverla perchè hai esattamente detto TUTTO ciò che stavo per scrivere io…..infatti consigliavo di rivedere tutto il film partendo dagli ultimi minuti del film e rivederlo con l’ottica che quello che spiegava il dottore alla fine ,fosse tutto vero!!!
    Nessun doppio senso… libera interpretazione…..viene spiegato tutto ,veramente, in quegli ultimi minuti!!!
    Provateci a rivedervelo seguendo la spiegazione che dà il dottore!!!
    Poi,per chi ama le libere interpretazioni…..nessun problema….questo può essere d’aiuto a chi vuole darsi una spiegazione sul film…senza troppe menate!!!
    Nessuna offesa per nessuno…..rispetto tutti quelli che la pensano diversamente o che nn concordano con me.
    Ognuno crede a ciò che gli va di credere
    Ciao

  19. hai ragione, ma bisogna vederlo due volte…

  20. tra quelli da me letti, il post 256 (@ildieffe) mi piace anche se nn concordo sul finale. nn ho potuto leggere tutti i post, mi dispiace.
    Io ho rifiutato la lettura “ufficiale”, e cioè quella secondi cui Teddy fosse pazzo, fin dagli episodi iniziali in cui Teddy ha messo piede al manicomio (Chuck ke da imbranato nn si sa sfilare la pistola – un poliziotto nn fa cosi -, i pazienti che salutano solo Teddy come a conoscerlo, il timore che i fili spinati elettrici provocano a Teddy e i flash associati). L’ho rifiutata prima di tutto xkè di semplice (sospetta) interpretazione, secondo perché i temi prospettati subito dal film e cioè la storia della psichiatria da una parte e la violenza del potere che ne fa uso per piegare e sopprimere il dissenso (la caccia alle streghe del MacCartismo, gulag russi, lager nazisti), erano troppo interessanti perchè venissero polverizzati al primo metro di pellicola con l’assunzione della versione “ufficiale”. Discorso a parte merita il fatto se Scorsese sia riuscito o meno a trattare bene questa relazione tra psichiatria e potere, io credo di no, in questo senso il film non è pienamente azzeccato e riuscito perchè lascia sotto determinata di dati storici l’ipotesi messa in campo. Tuttavia, l’idea suggerita da Scorsese potrebbe essere grande, forse non ha avuto il coraggio di andare oltre. La violenza inumana dei lager nazisti di sterminio, quella dei gulag russi per la soppressione del dissenso, la ricerca e la persecuzione dei dissenzienti durante gli anni 50 in Usa etc. sono espressioni (anche se molto diverse tra di loro per grado e atrocità) di una comune violenza attraverso cui si riproduce ogni potere autoritario. NON è banale l’ipotesi di ricerche ed esperimenti fatti sugli esseri umani per creare “mostri” al servizio della violenza del potere. Non vi dice nulla il colloquio del direttore-poliziotto sulla jeep con Teddy? e non vi dice nulla alcuni degli orribili fatti accaduti negli ultimi anni? – fine –

  21. Carlo dice:

    Io dico che invece il film si pone come uno dei più riusciti di Scorsese. Sola una cosa era ovvia già a metà del primo tempo, ovvero che Di Caprio fosse già stato un paziente, e lo si capisce da molti indizi. Ma scommetto che nessuno avesse capito che cosa centrasse il fuoco con tutta la storia. L’errore potrebbe essere quello, che se si sapeva che era stata la sua moglie a dare il fuoco al condominio dove abitavano, cosa ci faceva ancora in libertà l’ex attrice di Dawson’s Creek? Tutto il resto non sono come dite voi errori, ma particolari che portano alla soluzione del film. Sono sicuro che nessuno lo ha rivisto 2 volte. Bene, fatelo. Poi mi dite se sono errori o cose volute.
    Comunque chi dice che il film è pessimo o mal riuscito… perché ancora non è un regista di fama mondiale? In un sito americano, tutti da Spielberg a Cameron hanno definito il film un capolavoro…. E con questo ho detto tutto…

    Condivido pienamente il tuo commento, ieri ho visto il Film in lingua originale (Di Caprio usa un leggero accento scozzese e parla benissimo il tedesco) e la prima cosa che ho fatto oggi è stata rivederlo.
    Il film è un capolavoro e rtivedendolo te ne accorgi subito sopratutto guardando il personaggio di Chuk e la sua mimica.

  22. @carlo
    in realtà il mio commento 256 l’ho postato dopo aver visto due volte il film e più volte altre singole scene. Tutti quelli che pensano che lui fosse un paziente non hanno commentato l’indizio della pistola, che secondo me fa pendere la bilancia verso l’ipotesi dell’inganno

  23. Ho letto tutti i commenti:
    Metà giudicano il film un capolavoro e l’altra metà (Più articolatamente) lo giudicano banale, scontato copiato e piatto.
    E facile capire chi guardando un film lo guarda passivamente, e positvamente lo accetta in tutti gli errori che gli passano davanti gli occhi, giudicandolo una volta spento il DVD o uscito dalla sala, e chi guarda un film attivamente e fin dalla prima scena inizia a interpretarlo in una sorta di analisi personale Giudicandolo minuto per minuto.
    I primi spettatori hanno trovato il film Bellissimo, e si sono accorti che il protagonista era pazzo solo nella scena rivelatrice, e anche li hanno continuato a sperare in una seconda scena riveltrice che svelasse il complotto.
    I secondi (più cinefili) hanno capito la pazzia del protagonista dalla scena di apertura e hanno notato tutte le discrepanze. A metà film hanno iniziato a paragonarlo a questa o quella pelllicola che gia avevano visto.

    Sinceramente mi va di stare dalla parte di chi guarda il film passivamente (è più bello).

    Una cosa è certa, gli errori del film sono tutti voluti dal regista, mi ha colpito la scena in cui la donna che ha ucciso il marito chiede un bicchier d’acqua a Chuck, Dopo aver sritto RUN le viene passato il bicchiere, ma quando beve non ha in mano niente, in sequanza si vede il bicchiere che viene appoggiato (nel ipotesi dell’errore sarebbe stato inutile il primo piano del bicchiere) e quando scappa via il bicchier non ce.
    Addirittura a metà film viene rivelato allo spettatore e al protagonista che è tutta una messa in scena e che il protagonista ha un nome differente ed è pazzo (il bello e che se sei un sognatore non ci credi ancora).

    Scorsese ha girato un film impotante e ha voluto fare degli omaggi ad altre pellicole del passato (sparsi qua e la nel film), la fotografia e la scenografia sono di altissimo livello, discreta la colonna sonora ed una buona interpretazione dei protagonisti, tutto qua.

  24. Io ho visto il film 2 volte nel giro di una settimana e lo trovo davvero un bel capolavoro…ben curato nei particolari; si sente nel film la mano del grande martin scorsese……..cmq………….io sono convinto che di caprio non è pazzo x nnt lui è li x scoprire gli esperimenti che fanno sui pazienti e x scoprire la verità e raccontarla al una volta tornato sulla terra ferma.
    Ci sono una miriade di particolari che mi hanno fatto tendere x quest’ipotesi…se qualcuno nn la pensa come me me lo dica che vi spiego come mai io sono sicuro di questa interpretazione…di caprio alla fine con quella frase dice a chuk che preferisce andare a morire da uomo x bene piuttosto che vivere da mostro come sta facendo lui che l’ha tradito

  25. Salve, a me sembra che ci potrebbe stare anche un’ interpretazione simbolica, se qualcuno non l’ha già evidenziata. Shutter Island è la mente del protagonista
    Lo psicologo che si finge compagno di lavoro di Di Caprio lo accompagna al molo che è l’unico acccesso all’isola, —- starebbe per una seduta di ipnosi

    L’isola è divisa in ala maschile, ala femminile, carcere di massima sicurezza e faro—-
    maschile e femminile rappresentano le polarità, più e meno, bello e brutto, caldo e freddo che sono le basi della nostra percezione;
    il carcere di massima sicurezza starebbe per l’inconscio, dove cacciamo i ricordi dolorosi coi quali non vogliamo aver a che fare
    Il faro starebbe per la coscienza, lo stato cosciente

    La tempesta corrisponde alla crisi mentale del protagonista

    Di Caprio compare subito con un cerotto sulla testa, problemi fisici e forse anche di memoria, cosa vuol dire questo?
    La mia interpretazione è che Di Caprio sia una persona scomoda che ha subito qualche manipolazione mentale per fargli credere di avere un passato tragico ( i pensieri della moglie e dei figli morti sono stati innestati nell’incosncio). Tutto il film rappresenta il processo mediante il quale quei ricordi e i relativi ricordi di copertura vengono riportati alla coscienza per far credere al protagonista di essere pazzo.

    Persona scomoda che indaga- innesto di ricordi fasulli – manipolazione mentale – è il soggetto stesso a dichiararsi pazzo.
    O forse è tutta una gran cazzata e Scorsese ha messo un pò di fumo per creare un pò d’ambiguità che fa sempre fico. Cmq l’innesto di ricordi fasulli è una realtà ragazzi miei Ciao Grazie

  26. Nessuno si è accorto del mega omaggio a Shining sui primi secondi del film? La stessa identica musica. Mi sembra che anche il musicista sia lo stesso.. Penderecki? O forse il musicista non ha più idee..

    Per chi fosse appassionato di analisi approfondita di film consiglio questo sito

    http://www.collativelearning.com

    Il tizio è di Liverpool, ed è semplicemente un mostro di bravura. Analizza fotogramma per fotogramma. Obbligatorio se vi piace Kubrick

  27. mi è venuto in mente: La prima cosa che Di Caprio fa è lavarsi la faccia, lavarsi la testa, lavarsi la mente, lavaggio del cervello….. “E’ solo acqua, è solo tanta acqua….”

  28. Il film è davvero un disastro dall’inizio alla fine,non si capiscono molte cose,il partner/psichiatra?Ma loro non erano stati mandati ad indagare in quell’ospedale?Cioè quello come diavolo fa ad essere sia un federale che uno psichiatra?Sembra tutto uno strano gioco ma ci sono una marea di errori,per esempio alla fine si capisce che in realtà è tutto un piano e i due siano ancora colleghi ma,di caprio due minuti prima non aveva finalmente accettato la realtà dei fatti?Oddio che casino sto film…
    p.s. Divertente che Scorsese abbia deciso di far soffrire Di Caprio di mal di mare,bel riferimento a Titanic.

  29. io credo che molti di voi non abbiamo capito una cippa del film. Non voglio prendere in giro nessuno, ma consiglio di riguardarlo.

    Anche secondo me ci sono troppe informazioni sul passato però a mio avviso Scorsese voleva proporre il punto di vista del protagonista. Se la scelta è stata questa, ci stanno i flashback e tutto il resto. Quindi secondo me è un ottimo film.
    Di Caprio è bravissimo nei ruoli “angosciati”

  30. @ albertob:
    sono d’accordo con te lui ha ucciso sua moglie perchè la amava da morire. sul finale poi dò 2 interpretazioni. 1 lui guarisce e preferisce di morire 2. che in quel momento vivono in lui2 personalità il mostro e la persona per bene. e infatti lui si sente sia mostro che persona per bene (da qui la frase che dice) e preferisce morire

  31. visto in dvd ieri, forse esageratamente o volutamente incasinato per renderlo interessante ma mi è sembrata una forzatura.
    bello però per tecnica e fotografia ma pure Di Carpio m’è piaciuto.

    all’inizio un particolare fatto notare bene dalla regia è la difficoltà del suo partner nel togliersi pistola e fondina, voleva farci capire da subito che non si trattava di un vero agente?

  32. Shutter island l’ho visto due volte:per primo perche’ mi e’ piaciuto,secondo:per capirlo meglio.Penso sia un gran bel film,che lascia spazio a varie interpretazioni;e credo fosse proprio questo l’intento di scorsese:quello di lasciar spazio a varie interpretazioni,affinche’ lo spettatore si scervellasse a capire dove voleva arrivare il regista.

  33. Shutter island l’ho visto due volte:per primo perche’ mi e’ piaciuto,secondo:per capirlo meglio.Penso sia un gran bel film,che lascia spazio a varie interpretazioni;e credo fosse proprio questo l’intento di scorsese:quello di lasciar spazio a varie interpretazioni,affinche’ lo spettatore si scervellasse a capire dove voleva arrivare il regista.@ Carlo:

  34. A me il film è piaciuto. Dal punto di vista contenutistico, è la storia di un fallimento apparente, almeno dal punto di vista degli psichiatri che curano il protagonista. Hanno cercato di guarirlo curandolo con metodi d’avanguardia, senza ricorrere alla lobotomia, e non sapranno mai di esserci riusciti. Il protagonista alla fine è consapevole della propria follia, è consapevole di ciò che ha fatto, ma preferisce farsi lobotomizzare per liberarsi dai ricordi.
    Vuole morire nell’anima, e lo dice chiaramente al proprio psichiatra, quando gli fa capire che è meglio morire da persona per bene che vivere da mostro. Ha ucciso sua moglie e si è assunto la responsabilità della morte dei figli, per non aver fatto curare l’adorata consorte dopo che lei diede fuoco alla casa in cui la famiglia viveva. Piuttosto che metterla nelle mani di qualche psichiatra o farla rinchiudere, il marito – che all’epoca era davvero un agente dell’FBI -cercò di trasmetterle serenità trasferendo la loro residenza in una villetta vicina a un lago, dove la moglie poi farà annegare le tre creature. Disperato, lui la uccide.
    Per farlo rinsavire, dopo due anni di cure, gli psichiatri assecondano le sue fantasie trasmettendogli ogni tanto qualche indizio che possa fargli recuperare il senso della realtà. Lui alla fine guarisce, ricorda tutto, ma finge di essere ancora malato per farsi lobotomizzare e liberarsi dei fantasmi che lo ossessionano.
    Per me è un film bellissimo, e Leonardo Di Caprio è strepitoso. Direi comunque che a livello interpretativo è una grande prova di squadra. Certo, ci sono riferimenti ad altri capolavori del brivido, a cominciare da “La donna che visse due volte” di Hitckcock (anche in quel caso la matassa si dipana in un faro), ma Scorsese rende omaggio ad altri maestri, senza imitare nessuno.
    Una grande prova d’autore..

  35. Ciao a tutti…io e la mia famiglia ieri sera abbiamo visto questo film…ma non ci è chiara la fine…non abbiamo capito se lui si è inventato tutto perchè era pazzo…o se noin si era inventato niente e poi i dottori l’hanno fatto diventare pazzo….

    Rispondete per favore!
    Grazie mille!

  36. @&lI
    Benvenuti. Il quesito che proponete è stato il punto centrale delle discussioni di questo post. Esistono due correnti di pensiero. Tra i tanti commenti vi consiglio il 256 di DIEFFE (versione complottista: Di Caprio vero agente ingannato dai dottori) e il 44 di IPERCRITICO (Di Caprio già paziente).

    Saluti

  37. Il finale e’ aperto e si possono ricavare varie interpretazioni.
    Quella piu’ verosimile e’ che Dicaprio fosse un paziente dell’ospedale psichiatrico in cura per aver ucciso la moglie che a sua volta aveva ucciso i suoi figli. La cura funziona e Dicaprio torna a ricordare tutta la verita’ e nel finale preferisce far credere di essere ancora matto ,in modo da farsi lobotomizzare e dimenticare cosi’ l’orrore della morte dei suoi figli e di sua moglie ( preferisce cioe’ non vivere da mostro , nella consapevolezza )@ &lI:

    Altra intepretazione ( piu’ inverosimile, ma anche piu’ affascinante ) sarebbe quella del mega complotto teso dai medici ed infermieri in modo da indurlo alla pazzia e a ricordare cose non vere, in modo da internarlo e lobotomizzarlo. Questa intepretazione giustificherebbe alcuni punti oscuri ( il finale, nel quale il suo collega lo chiama con il nome sbagliato…..Teddy , il biglietto con scritto RUN fatto da una paziente, l’incontro con la vera paziente scomparsa nella grotta etc…).

    In ogni caso un film bellissimo, solo il colloquio finale tra Dicaprio e Mark Ruffalo vale il prezzo del biglietto ……

  38. Ragazi…..non avete capito un cxxx….chi mi spiega perchè lui arriva con una nave???se fosse stato pazzo nn l avrebbero mai fatto uscire da li’……

  39. X Claudio: Infatti NON arriva con una nave e NON lo fanno uscire da lì. Erano tutte allucinazioni che lui aveva creato nella sua testa per nascondere la realtà di aver ucciso la moglie che a sua volta aveva annegato i figli.

    In ogni caso non concordo con chi dice che si tratti di un brutto film perchè è scontato. Sarò io particolarmente arguto, ma i film che mi hanno veramente sorpreso si contano sulla punta delle dita di una mano.
    Sarà che ho visto migliaia di film e letto migliaia di romanzi, ma a me i cosiddetti “colpi di scena” sembrano quasi sempre scontati. Ho capito la trama di The Prestige, per menzionare un film i cui colpi di scena vengono usualmente considerati geniali, dopo 10 minuti. Pertanto non giudico il valore di un film da quanto sia scontato o meno, ma dalla qualità della recitazione, la solidità della trama e dalle emozioni che trasmette. A me Shutter Island in alcune scene ha saputo trasmettere profonda inquietudine. Chi dice che il film non sa confondere lo spettatore non ha capito una mazza. Il film non VUOLE confondere lo spettatore. Non è quello lo scopo del regista. Quello che vuole fare è trasmettere il concetto di quanto sia semplice scivolare nella follia e nella paranoia e di quanto sia sottile il confine tra la follia e la lucidità. E a mio avviso riesce perfettamente. Ottimo film.

  40. Ho appena visto questo film…
    Beh, ne avrei veramente tante di cose da dire, anche avendo letto qua e là un po’ di commenti, ma non mi va di dilungarmi; non conosco la regia di Scorsese quindi su questo non mi esprimo a parte per ciò che ho visto, quindi una regia decisamente molto apprezzabile e una fotografia STRE-PI-TO-SA.
    Rispetto la posizione di chi lo stronca, perchè in effetti anch’io avevo già valutato l’ipotesi del complotto o quella che lui fosse un paziente, il paziente 67… PERO’: il fatto che comunque non se ne esca e ci siano posizioni diverse, dà atto al fatto che il film è riuscito nello scopo!
    Questo film è fatto ed opera fondamentalmente su tre livelli (che non è per niente facile!)… 1) la realtà dei fatti così com’è (più che altro all’inizio del film) 2) trama del complotto 3) Laeddis paziente da sempre.
    E il fatto è che queste tre versioni, pur sì svelandosi tutte praticamente subito, sono la stessa forza del film, perchè ti si impalla il cervello non capendo quale è quella reale, sono tutte plausibili se lo si sa guardare… il regista mescola continuamente le carte! E onestamente a me il dubbio è rimasto anche dopo la fine…

    Per me, quindi, oltre ad essere un film godibilissimo e ben realizzato, molto positivo anche sotto quel punto di vista.

    C’è differenza tra vedere e guardare 🙂

    PS grazie per i commenti perchè mi avete fatto notare anche magari dettagli che mi erano sfuggiti, e avvalorano la mia ipotesi 😉

  41. questo film è stupendo.
    forse il più bello che abbia mai visto. rispetto chi la pensa diversamente.
    non conoscevo il finale ed è stato davvero drammatico.
    rivederlo la seconda volta sembra un altro film e si capisce quando un dolore nell’anima possa annullare ogni realtà.
    bellissimo

  42. Ho visto questo film 2 volte, mi piacevano tantissimo le fotografie e i colori.Questo film è un cinema stupendo,spettacolare!Il film è molto profondo,ti fa riflettere,il reale si confonda con il immaginare.Il senso del film,anche del libro è di presentare una storia poliziesca che piano ,piano arriva al soggetto,meglio dire alla persona.Forse non è molto chiara la storia,forse neanche non ha bisogno di spiegazioni perché qualche volta la vita non presenta sempre la verità.L’autore manda un messaggio potente,quello di riflettere se veramente siamo così di innocenti( per esempio se pensiamo alle vittime della seconda guerra mondiale,fino un paio di anni fa abbiamo detto e cosi ci hanno insegnato di accusare come i criminali solo i fascisti….ma poi si è scoperto che le vittime del comunismo nei tanti paesi è arrivato ai numeri pazzeschi…oppure pensando a tante bugie americane riguardo alla guerra in Iraq e le teorie del terrorismo….Scorsese parla di q cose in un intervista.
    Se Teddy è un mostro, non è di più di tanti altri….pensate che non è facile convivere con l’idea di essere un criminale,oppure con l’idea di essere colpevole….parlando dei regimi dittatoriali oppure di guerre!
    è un film che merita visto per le fotografie stupende,per le grande interpretazioni e anche perché è un film interessante! Di Caprio diceva che è stato il suo ruolo più difficile…era molto, molto stanco perché non sapeva più quello che era reale nel film oppure no! questa è la magia del film!

  43. Un film assolutamente straordinario, da vedere e rivedere secondo me.
    L’idea più semplice è che Di Caprio alla fine sia un paziente dell’isola da due anni e che sia stato tutto architettato per permettergli di tornare alla realtà in maniera graduale ed accettabile, prima di intervenire con la soluzione finale e decisamente più invasiva della lobotomizzazione..a supporto di questa tesi ci sarebbero vari indizi sparsi qua e là per tutta la pellicola, a partire proprio dalla poco riuscita interpretazione del suo psichiatra come agente federale che non riesce nemmeno a slacciarsi il cinturino della pistola (potrebbe anche essere maldestro di suo però), arrivando ai medici interrogati da lui, che si comportano come se fossero seccati e impauriti allo stesso tempo da questa farsa (potrebbero esserlo anche se non fosse una farsa), alla sua camera con scarpe da uomo ed un biglietto con la Legge dei 4 e il numero 67 (scarpe e biglietto potrebbero essere stati messi lì apposta per fargli credere al momento rivelatorio che quella sia la sua stanza), il fatto che George gli parli come se fosse Laeddis e non Daniels, la spiegazione finale di Cauley che convincerebbe chiunque…PERO’………
    Senza dubbio sono più deboli gli indizi a supporto della tesi che lui sia un vero agente federale sbarcato sull’isola per scoprire la verità sugli esperimenti ai quali vengono sottoposti i pazienti e che venga, infine, fatto impazzire con l’innesto di ricordi non suoi (a supporto ci sono gli orrori di guerra che ha vissuto e la morte della moglie in un incendio) per impedirgli di rivelare tutto, ma non penso sia una cosa così campata per aria..e se l’intento di Scorsese fosse proprio quello di far passare per colpo di scena ciò che invece dovrebbe essere scontato?.. Cioè che lui è un agente federale, che è stato ingannato, che gli sono stati innestati ricordi che alla fine percepisce come suoi (e che piano piano si sovrappongono ai suoi ricordi reali, come quando la moglie nel sonno brucia e perde sangue allo stesso tempo o la bambina che vede nel campo di concentramento e che poi diventerà sua figlia) e che soprattutto il suo collega lo ha tradito, fingendo di essere il suo medico da due anni, quando invece lo conosce da poco (va bene soffrire di allucinazioni, però non riconoscere il tuo psichiatra che ti tiene in cura tutto il giorno da due anni, appare un po’ eccessivo, secondo il mio modesto parere), ma SOPRATTUTTO che gli indizi sparsi dovunque fungono proprio da supporto alla tesi di Cauley che lui sia veramente pazzo?
    Finora si è quasi sempre ipotizzato che la frase finale che lui rivolge al collega, sia effettivamente rivolta a se stesso..e se invece la sta rivolgendo PROPRIO a lui perchè lo ha tradito?…
    La scena della grotta viene definita un’allucinazione, però un conto è vedere qualcosa che non c’è, un conto è parlarci per un bel po’, dormirci di fianco ed esserne addirittura svegliati..del resto la Solando glielo dice….che sfrutteranno il suo trauma passato sostenendo che ha perso la sanità mentale per quella ragione, così quando i suoi amici e colleghi lo verranno a trovare diranno…naturale che è crollato. La Solando, inoltre, non ha scelta..o fugge per l’isola oppure finisce male se la trovano (ha fatto troppe domande), quindi il fatto che si sposti di qua e di là per l’isola ci può anche stare (del resto è fuggita da qualche giorno, non da mesi, il che renderebbe la cosa meno credibile e ,ad ogni modo, non ha molte speranze di salvarsi, però cerca di sopravvivere finchè può..).
    All’inizio la guardia gli dice di non andare alla grotta perchè pensa che sia VERAMENTE pericoloso (se sapessero che la Solando è lì andrebbero certamente a prenderla, ma non lo sanno anche perchè lei continua a spostarsi).
    Di Caprio inoltre può andare in giro liberamente per tutta l’isola perchè è un agente federale e nessuno glielo può impedire, del resto se lo volessero morto, lo potrebbero uccidere in qualsiasi momento..ma la questio è logicamente un po’ più delicata e così mettono in moto tutto questa sceneggiata (improbabile, a mio avviso, sia per farlo rinsavire se pazzo che per farlo impazzire se normale però va ammesso che appare più logica se serve ad evitare di essere sputtanati che non per assecondare le follie di un paziente) per portarlo alla decisione finale di compiere un atto di lobotomizzazione volontaria.
    In conclusione, se lui fosse veramente pazzo non potrebbe godere della libertà che gli viene concessa, anche se di fianco c’è quasi sempre il suo psichiatra, ma non sempre…quando va al faro e stordisce la guardia sulle rocce..potrebbe ucciderla..e il viaggio all’inizio?..e la pistola che consegna all’inizio è diversa da quella che gli si sgretola in mano nel faro..insomma, magari la tesi che lui sia un agente federale è più pionieristica di quella che sia un matto, però gli indizi a supporto non sono pochi nemmeno per questa, poi dipende anche da come si interpreta il film…bellissima, per esempio, la visione dell’isola come la mente del protagonista, la bipolarità, l’inconscio, la tempesta e la quiete finale con la definitiva presa di coscienza..
    Comunque è un film strepitoso e se fa parlare così tanto di sè un motivo ci sarà..credo che Scorsese sia un regista incredibile.
    Bellissimo topic.
    Un abbraccio

  44. Ho dimenticato di sottolineare che l’unica cosa che non mi ha convinto della tesi vero agente federale è che lui alla fine decide di farsi lobotomizzare, consegnandosi alle mani dei suoi nemici, invece di fare di tutto per salvarsi, comunque a prescindere dalla veridicità di una o dell’altra tesi resta un film splendido, visionario, indimenticabile, sono rimasto veramente colpito, non mi era mai capitato di partecipare ad un forum di discussione cinematografica e di scrivere tutto sto polpettone.:)

  45. @ Ipercritico:
    Ciao.. Ho appena finito di guardare il film con il mio ragazzo… Abbiamo girato su internet per vedere chi aveva ragione sulla fine del film.. Io avevo capito che lui era pazzo mentre lui pensava che era tutto calcolato per farlo diventare pazzo ed era tutta una cosa governativa dato che hanno fatto vedere il molo alla fine del film.. Vabbè… Cmq ti ho scritto per dirti che in realtà ho visto film molto più brutti di questo! Ci ha contorto la mente fino alla fine.. Non è stato ovviamente uno dei migliori ma non si può dire che fa pena! Anzi… Era lungo ma il tempo è passato senza noia… Secondo me hai TROPPO esagerato… Anche sui personaggi! Hanno recitato molto bene… Vabbè scusami per la critica ma volevo specificare che nn e una schifezza come hai detto… Ciao Bacio

  46. e un gran film ma con un unico finale… Di Caprio e sempre stato li… hanno cercato di curarlo con il metodo soft per capirsi… assecondando il paziente invece di usare altri metodi piu cruenti. non capisco perche la gente continua a vedere doppie o triple interpretazioni… il film e pieno… e dico pieno di momenti dove ti fanno capire che di caprio non e un agente ma e sempre stato li… posso elencarne almeno 20… se qualcuno vuole essere illuminato me lo dica che inizio a scrivere.

  47. @ Marco:
    Io la penso esattamente come te!!!!!! Ma molte persone che l’hanno visto pensano che il finale e lasciato alla libera interpretazione xD Comunque gran bel film! 🙂

  48. @ Kiky:
    Mai detto che è una schifezza, ho semplicemente criticato quelli che per me sono punti di forte debolezza, grazie comunque di aver condiviso con me la tua idea.
    Onestamente dopo tutto questo tempo non sono nemmeno più sul tema.
    Ciao!
    Ip

  49. Ipercritico dice:

    Caro Pietro,
    direi che la tua recensione coglie a pieno tutti i difetti del film anche se, in alcuni tratti sei stato fin troppo buono con questa pessima pellicola.
    Da spettatore e non certo da critico cinematografico ti dico che a me 138 minuti sono sembrati 2 mesi, il film è scontatissimo e il fatto che lo abbia girato Sorsese è ancora più grave visto che anche tu hai citato pellicole che io ritengo monumenti alla cinematografia come Taxi Driver, The Departed o comunque un ottimo lavoro com Al di là della vita.
    Scorsese tratta la schizofrenia come fosse un optional plasmabile per poterla circoscrivere alla trama del film (commettendo errori grossolani che non voglio nemmeno accennare) e questo non va assolutamente in uno pseudo trhiller psicologico (non mi ha mai dato la sensazione di esserlo e non mi ha trasmesso alcuna tensione necessaria in questo genere di film).
    Credo che quando il regista decide di cavalcare l’onda della malattia mentale deve essere molto attento a far girare il film intorno ad essa e non intorno ad uno pseudo intrigo, frasi e eventi detti o immaginati ecc ecc.
    Non commento i pessimi personaggio perchè avrei bisogno di due pagine .
    Senza prendere troppo spazio, reputo questa la peggiore pellicola in assoluto che io abbia visto di Scorsese, il film mi ha annoiato e non ci ho trovato nulla di eccezionale.
    Grazie dello spazio!!!
    Ip

    Io stra quoto ciò che dice Ip perché sto film è veramente…una delusione

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