Sacro GRA, recensione

di Cinemaniaco Commenta

Il Grande Raccordo Anulare finisce sotto l'occhio della macchina da presa, in quella che è un'opera di non finzione. Poesia e catrame si mescolano nel magma filmico di Gianfranco Rosi, capace di raccontare le vite di chi sta ai margini e di vincere il "Leone d'Oro" a Venezia.

Tra i monumenti di Roma c’è il Grande Raccordo Anulare. Antonello Venditti lo menziona in una delle sue canzoni di maggior successo, Gianfranco Rosi ha deciso di percorrerlo in lungo e in largo con un mini-van per girarci un film. Un film che facesse scoprire al pubblico i mondi invisibili e i futuri possibili che tale luogo nasconde dietro il muro del suo continuo rumore.

Sacro GRA

Il Grande Raccordo Anulare, infatti, non è un’autostrada come le altre. Non fosse altro per il fatto che ‘protegge’ Roma. La Roma dei ‘romani’, del disordine, del caos, della tradizione mischiata alle nuove influenze. La Roma di Gianfranco Rosi è una Roma dove i personaggi che entrano nel film devono interpretare loro stessi. Così, durante questo tour sul GRA durato ben 24 mesi, ecco che il regista incontra un nobile piemontese e sua figlia laureanda, assegnatari di un monolocale in un moderno condominio ai bordi del Raccordo; un botanico armato di sonde sonore e pozioni chimiche che prova a trovare il rimedio per liberare le palme della sua oasi dalle larve divoratrici.

Volti umani

E poi, nel film di Rosi, c’è un uomo con un sigaro in bocca che fa ginnastica sul tetto del suo castello assediato dalle palazzine della periferia informe a un’uscita del Raccordo, un barelliere in servizio sull’autoambulanza del 118 dà soccorso e conforto girando notte e giorno sull’anello autostradale. Gente vera, storie vere, su una strada vera.

Il giudizio del CineManiaco

La forza di “Sacro GRA” è quella di saper documentare il paesaggio. Obiettivo del film raggiunto in pieno. Sullo sfondo di questo anello che circonda e protegge Roma, vivono figure che sembrano essere uscite da un film ma che in realtà stanno vestendo i panni di loro stesse e recitano senza dialoghi scritti a tavolino. Dialoghi spesso e volentieri brillanti. Le loro sono storie di tutti i giorni, in un film che vanta una regia ottima e mai invasiva.
Voto: 7,5

Scheda del film

USCITA CINEMA: 26/09/2013
GENERE: Documentario
REGIA: Gianfranco Rosi
SCENEGGIATURA: Gianfranco Rosi
FOTOGRAFIA: Gianfranco Rosi

Trailer

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