Resident Evil: Retribution, recensione in anteprima

di Pietro Ferraro 3

Dopo una breve introduzione alla serie e uno sguardo all’epilogo del quarto capitolo ritroviamo Alice (Milla Jovovich) prigioniera in uno dei molti siti segreti della Umbrella Corporation, ad interrogarla l’ex-amica Jill Valentine (Sienna Guillory) ormai sotto il controllo della tentacolare società biotecnologica, creatrice del letale T-virus e responsabile della devastazione dell’intero pianeta, che dopo una prima zombificazione globale, a causa di successive mutazioni ora è popolato da un orripilante e letale bestiario da incubo geneticamente modificato.

Alice, nonostante la situazione disperata e l’incombente apocalisse, resta ancora l’ultima speranza per l’umanità ormai a rischio estinzione, così una squadra di soccorso capeggiata da Leon Kennedy (Johann Urb) viene inviata a prelevarla. Recuperate le armi e uscita dalla sua cella, l’obiettivo di Alice è di raggiungere in fretta il punto del rendezvous con la squadra, ma per farlo dovrà prima attraversare l’immensa struttura della Umbrella, una ex-base sotterranea sovietica per sottomarini, schivando zombie, soldati, cloni e ogni sorta di creatura mutagena che si aggira libera nei meandri della base e che si frapporrà tra lei e la libertà.

Tutto ebbe inizio dieci anni or sono quando il primo capitolo della saga diretto da Paul WS Anderson  approdò nei cinema dimostrandosi un godibile e claustrofobico action-horror con un cast azzeccato, una regia dinamica ed effetti visivi all’altezza della situazione. Dal secondo capitolo Anderson abbandona la regia e si limita a sceneggiare e produrre, Resident Evil: Apocalypse si rivela così meno efficace del suo predecessore, ma sempre godibile e molto aderente alla serie di videogames della Capcom con una adrenalinica scorrazzata in quel di Raccoon City ormai invasa da famelici zombie e mostruose creature mutanti.

Il terzo capitolo Extinction vede alla regia il Russell Mulcahy di Highlander-l’ultimo immortale, il film vira sul post-apocalittico citando Mad Max e porta il personaggio di Alice ad un nuovo livello con lo sviluppo di poteri psichici di grande potenza. Arriva poi il quarto capitolo Afterlife, il debutto in 3D del franchise torna in toto nelle mani di Anderson, ma la troppa foga di sfruttare al massimo il formato stereoscopico trasforma il film in un rutilante giocattolone con davvero poche frecce al suo arco e una serie di persoanggi della controparte videoludica inseriti piuttosto a casaccio.

Dopo quattro film la saga sembra davvero aver fatto il suo tempo, ma gli incassi del quarto capitolo, si parla di quasi 300 milioni di dollari, sono una tentazione troppo forte per Anderson che confeziona un quinto capitolo, anticipando che potrebbe essercene un sesto e rivelando anche che in quel caso sarà l’ultimo.

Arriviamo così a Resident Evil: Retribution, una sorta di capitolo celebrativo della saga, al suo interno c’è di tutto e di più, tornano attori e personaggi che hanno transitato o sono dipartiti durante la serie, tra questi Michelle RodriguezOded Fehr, a cui se ne aggiungono di nuovi come Ada Wong e Leon Kennedy, per non parlare di zombie che guidano moto e vetture, il ritorno dei possenti Majini e l’utilizzo dell’agente mutageno noto come Las Plagas capace di potenziare e controllare orde di esseri umani.

Questo nuovo capitolo è talmente iperdinamico che sfiora il caotico, così veloce nella sua evoluzione che sembra durare davvero un’inezia. Anderson torna alle origini della serie quasi confessando la bontà dei primi due capitoli e l’inadeguatezza dei successivi.

Il film torna a svolgersi quasi interamente in interni con qualche trucco alla Matrix per rendere variegate le location, con tanto di sessioni mappa, schermate d’intermezzo e l’inquietante Regina rossa a dare il via ad ogni nuovo livello. Narrativamente questo nuovo capitolo non ha una vera e propria  storia, ma un esile canovaccio che si dipana come una forsennata sessione di gioco in cui l’interattività è data dal formato 3D, la trama si evolve con i crismi di uno sparatutto, i dialoghi sono un optional e dove si spara e si combatte senza paura di un repentino game over, visto che è palese che la protagonista fruisce di vite infinite.

Resident Evil: Retribution tecnicamente e visivamente è davvero una gioia per gli occhi, coreografie mozzafiato, ambientazioni sofisticate, una protagonista credibile, peccato che giunti ai titoli di coda resti davvero poco di cotanta adrenalinica messinscena, certo per molti questo non sarà un difetto, ma nonostante la notevole fruibilità puramente ludica dell’operazione, bisogna dire che il cinema in questo caso è davvero altrove, anche se va precisato che il divertimento per i patiti del genere è assicurato.

Nelle sale a partire dal 28 settembre 2012

Film correlati: Resident Evil / Resident Evil: Apocalypse / Resident Evil: Extinction / Resident Evil: Afterlife / Resident Evil Degeneration / Ultraviolet / Sucker Punch

Note di produzione: nel cast figurano anche Kevin Durand (Barry Burton), Li Bingbing (Ada Wong), Boris Kodjoe (Luther West), Colin Salmon  (James “One” Shade), Shawn Roberts (Albert Wesker); il film ha fruito di un 3D nativo e di un budget di 65 milioni di dollari; la colonna sonora è stata composta dal gruppo Tomandandy già autore dello score di Resident Evil: Afterlife.

Commenti (3)

  1. Mi auguro che con il sesto capitolo riusciremo a vedere la fine del tunnel …
    Basta mortificare i primi due capitoli, gli unici capaci di rappresentare l’essenza di Resident Evil.
    Se non fosse per la Jovovich, la Rodriguez e Li Bingbing, il film sarebbe stato più che modesto.
    Ip

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