Sono passati trenta anni dal suo arresto e venticinque anni dalla sua morte per cancro. Una malattia che se l’è portato via dopo le pene giudiziare subite ingiustamente e pagate, dunque, con la vita. Il tempo passa ma nessuno dimentica la storia del giornalista Enzo Tortora. Eppure, il cinema non premia questo simbolo di giustizia e di lotta nei confronti delle oppressioni che talvolta un uomo può subire dallo Stato.




