One Day, recensione

di Pietro Ferraro 1

E’ il 15 luglio 1988, dopo una nottata di baldoria post-laurea, di quelle in cui abbacinati dai fumi dell’alcol e dalla gioventù si progetta la conquista del mondo, Emma (Anne Hathaway) e Dexter (Jim Sturgess) si ritrovano a letto brilli e pronti a passare qualche ora di relax tra le lenzuola, ma l’impaccio di lei e la titubanza di lui finiscono per mandare tutto a monte. Così a partire da quella notte mancata seguiremo l’evoluzione di questa amicizia vissuta dai due protagonisti in maniera antitetica. Dexter che è ricco, affascinante e abituato ad avere tutto ciò che desidera accetterebbe che con Emma si andasse oltre, ma senza alcun impegno. Emma invece, che dal canto suo è un’inguarabile sognatrice e non lascia che le difficoltà fiacchino il suo sogno di diventare una scrittrice, cerca l’amore romantico e amando in cuor suo l’amico di sempre gli resterà accanto negli anni, sempre pronta a confortarlo anche quando la vita li separerà e il destino costruirà per loro percorsi sentimentali e lavorativi diversi.

Attraverso una sorta di finestra temporale, da cui sbirciare ogni 15 luglio ci verrà mostrata, in un’evoluzione che attraverserà oltre vent’anni, quest’amorosa amicizia che, tra alti e bassi si trasformerà in qualcosa d’altro e che sarà vissuta sia a distanza che in brevi, ma significativi momenti condivisi, momenti che culmineranno in una storia d’amore cercata, desiderata, respinta e sognata tante di quelle volte da sembrare che il destino, in qualche modo dotato di volontà propria, vi abbia opposto resistenza con tutte le sue forze.

Dopo le tre nomination agli Oscar per il suo An education, torna la regista danese Lone Scherfig che stavolta decide di adattare per il grande schermo il best seller One Day di David Nichols. Il risultato nel suo complesso, pur soffrendo delle fisiologiche limitazioni imposte del formato, che come di consueto sacrifica l’ampio respiro dela pagina scritta, nelle sapienti mani della Scherfig si dimostra una più che dignitosa riduzione cinematografica, narrata in maniera tanto garbata e sobria da superare indenne l’inevitabile frammentazione dell’escamotage narrativo del romanzo originale, parliamo naturalmente del ricorrente 15 luglio che nel film apre e chiude ogni finestra temporale.

One Day fruisce di due attori giovani e talentuosi, su cui spicca una Anne Hathaway sempre più brava, una regia di pregio, una matrice letteraria che nobilita l’operazione e una storia che miscela romance e dramma in maniera impeccabile e con un taglio squisitamente europeo, senza dubbio il film è da consigliare soprattutto a chi non ha letto il libro, che ne potrà fruire in maniera migliore, senza notare l’inevitabile ed incolmabile distanza che separa i due formati.

Note di produzione:  Nel cast figura anche l’attrice Patricia Clarkson (Shutter island) nel ruolo della madre del protagonista. In origine la regista Lone Scherfig non cercava un’attrice americana per la parte principale, ma la Hathaway reperito il copione volò a Londra e riuscì, non senza difficoltà ad ottenere il ruolo. Le riprese del film, costato 15 milioni di dollari, hanno fruito di location inglesi (Londra), scozzezi (Edimburgo) e francesi (Dinard).

Commenti (1)

  1. “One Day”, storia di un amore senza tempo

    “One day”, tratto dall’omonimo best-seller di David Nicholls pubblicato in Italia da Neri Pozza editore, racconta la storia di Emma e Dexter. Un rapporto di amore-amicizia che nasce il 15 luglio 1988, per snodarsi lungo venti anni e completarsi con un (im)prevedibile epilogo. L’analisi di un percorso sentimentale di crescita, tortuoso e accidentato, nel quale le sorprese non mancheranno. I quattro lustri della storia sono ben incasellati all’interno di un racconto cinematografico che riesce a trasmettere, con rara intensità, la sublime alchimia dell’amore. Il 15 luglio è la finestra temporale che anno dopo anno servirà a fare il punto sullo stato della incespicante relazione tra i due protagonisti. La sintesi filmica non rappresenta un limite rispetto alla profondità del libro. Lo spettatore è chiamato, anzi, a riempire i vuoti temporali e riflettere sui percorsi contorti che gli umani imboccano quasi sempre nel corso della vita. “One day” è tutto fuorchè una mielosa commedia sentimentale di stampo hollywoodiano. E’, viceversa, una storia che si trascina dietro un scia di durevoli emozioni. Merito della impeccabile regia di Lone Scherfig, che ritroviamo dopo il notevole “An education”. La cineasta danese conferma anche in questa occasione di saper guidare con mano sapiente protagonisti e comprimari. La straordinaria Anne Hathaway e il convincente Jim Sturgess (già visto in “Across the universe”) danno vita con grande varietà di sfaccettature alla simbiosi di Emma e Dexter. La toccante e mai intrusiva colonna sonora di Rachel Portman (premio Oscar per “Emma”), accompagna la vicenda con levità. La fotografia crepuscolare di Benoit Delhomme aggiunge un tocco di raffinata eleganza a questa produzione inglese la cui confezione è, decisamente, di alto livello tecnico. Il film inizia a Edimburgo, all’alba del 15 luglio. Si chiude sempre a Edimburgo, al crepuscolo della stessa giornata. La scena finale, che precede i titoli di coda, rimarrà scolpita nel cuore. Nel momento in cui scende il buio e i lampioni si accendono, le strade di Em e Dex sembrano dividersi. Il loro tenero arrivederci sarà, invece, il punto di partenza di un amore senza tempo.

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