L’arrivo dell’infermiera Alessia Bonari a Venezia 77 scatena l’odio: per i negazionisti è una farsa

di Kino Commenta

Foto: DiLei.it

In effetti vedere Alessia Bonari a Venezia 77, sul red carpet e con quel vestito, quel sorriso e quella bellezza potrebbe far pensare che ci troviamo di fronte a una diva del cinema, perché di cinema parla il contesto. Al contrario, invece, Alessia è l’infermiera che a marzo si mostrò con il viso provato dalle tante ore trascorse con la mascherina in piena emergenza COVID-19 e con gli ospedali presi d’assalto da persone infette.

In quei giorni Alessia ci mostrò quanto fosse importante usare il cervello anziché la pancia, e con quello scatto social-friendly diventò il simbolo, una rappresentanza di tutto il personale sanitario in prima linea nella lotta alla pandemia. Per questo la presenza di Alessia Bonari a Venezia 77 non ci stupisce: l’infermiera simbolo della lotta contro il Coronavirus è arrivata sulla città lagunare per ritirare il premio “personaggio dell’anno”, un riconoscimento che probabilmente nemmeno lei si aspettava, visto che quella volta, sui social, aveva semplicemente incoraggiato il suo lavoro.

Ai negazionisti, ai complottisti e agli odiatori seriali, però, la sua presenza a Venezia non piace. Per questo circolano post in cui Alessia Bonari viene spacciata per “attrice che interpreta un’infermiera”, un modo per screditarla e farla passare per un falso comparso in rete per sensibilizzare su una “pandemia che non c’è”. La strategia è tipica della parte più cattiva dei social: negare tutto sempre, tutto ciò che non è in linea con il sentimento complottaro di chi vede una finzione ovunque, anche quando si tratta di morti a seguito di una malattia.

Per fortuna della verità i negazionisti sbagliano anche questa volta: Alessia Bonari è regolarmente iscritta all’Ordine Professioni Infermieristiche di Milano, Monza e Brianza con tanto di data dell’iscrizione e numero di matricola. Sarebbe sufficiente fare un giro sul suo profilo social per notare che indossava la sua divisa anche nel 2017, anni prima che la pandemia colpisse il mondo.

L’arrivo di Alessia Bonari a Venezia 77 fa arrabbiare i complottisti, che nella loro vita sono stati incapaci di raggiungere un risultato, di fare qualcosa di buono per il mondo e di vivere in pace con loro stessi e con il prossimo.

 

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