Lanterna Verde, recensione in anteprima

di Pietro Ferraro 4

Esiste a guardia della pace intergalattica dalla notte dei tempi un corpo di sentinelle dotate di incredibili superpoteri che sorveglia l’universo conosciuto suddiviso in settori, questo corpo è conosciuto come le Lanterne Verdi e sotto la guida dei saggi ed immortali Guardiani osserva e bilancia lo scorrere della vita nell’universo dalla loro base operativa situata sul pianeta Oa.

Purtroppo una minaccia che supera ogni immaginazione sta per abbattersi sul pianeta delle Lanterne Verdi, minacciando l’intero universo conosciuto, è il malvagio Parallax una gigantesca entità maligna che si ciba di paura e capace di annientare interi pianeti e Abin Sur (Temuera Morrison), una delle Lanterne Verdi avrà purtroppo l’occasione di provare la sua nefasta potenza restando ucciso, ma prima di spirare avrà il tempo di passare l’anello e la Lanterna del potere al pilota e collaudatore di jet Hal Jordan (Ryan Reynolds), che si ritroverà così ad essere il primo essere umano arruolato nel corpo delle Lanterne verdi e dovrà dimostrare più di tutti di esserne all’altezza.

Altro giro altro cinecomic, bisogna ammettere che ultimamente il filone non brilla particolarmente, se il recente X-Men: L’inizio ci ha oltremodo convinto, il Thor di Kenneth Branagh presentava invece una dimensione umana dei personaggi senza il minimo sindacale di spessore e ora in attesa di Captain America: Il primo vendicatore eccoci pronti a recensire l’atteso debutto di Lanterna Verde che se da un lato prettamente tecnico non delude, il look fumettoso dato dall’uso massiccio di CGI è piuttosto funzionale, sembra però mancare di spessore epico, che vada oltre il rutilante e il divertente e in cui il filone supereroistico di ultima generazione non può e non deve latitare.

Se come abbiamo accennato il comparto visivo messo in campo dal regista Martin Campbell è di altissimo profilo e non stona con il contesto, purtroppo anche in questo caso è la dimensione umana dei personaggi, Ryan Reynolds in testa a lasciare perplessi, personaggi dotati di un carisma naturale come Sinestro perdono in espressività e anche Reynolds che ha dimostrato di saper recitare in più di un’occasione è monocorde, non aiutato certo da maschera e artefatto sguardo vacuo, tutto ciò fa spiccare oltremodo la performance di Peter Sargaard, efficace e tormentato scienziato mutante con figura paterna prevaricatrice.

Intendiamoci lo spettacolo non manca, gli effetti speciali fanno il loro dovere e sia il pubblico di appassionati che neofiti avrà di che lustrarsi gli occhi, sembra però che come in Thor manchi qualcosa, quel qualcosa che renda giustizia ad un fumetto che ha fatto storia, ma d’altro canto siamo anche consapevoli che non si possono avere sempre a disposizione registi come Nolan, Burton, Singer o Raimi ad omaggiare con estro creativo e passione icone immaginifiche di questa portata.

Nelle sale a partire dal 31 agosto 2011.

Note di produzione: nel cast anche Tim Robbins e Geoffrey Rush, la colonna sonora è di James Newton Howard, insieme al film sono stati rilasciati due lungometraggi d’animazione, un videogame e una serie di action figures.

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