Killer Bean Forever, recensione in anteprima

di Pietro Ferraro Commenta

Beantown potrebbe essere una qualsiasi metropoli americana assediata da gang criminali che terrorizzano la cittadinanza e mandano in tilt le autorità trafficando in armi e stupefacenti, solo che Beantown è popolata di milioni di chicchi di caffè, molti dei quali si danno al crimine e tra questi ci sono gli uomini del boss Cappuccino sempre più preocuppato per una consistente flessione degli introiti sugli stupefacenti.

I problemi di Cappuccino però subiranno una repentina escalation quando un killer prezzolato conosciuto come Killer Bean non gli fa fuori un plotone di spacciatori che stava dando una festa all’interno di un garage, rei di aver disturbato il sonno del killer con musica a tutto volume.

Sulle tracce di Killer Bean, che si scoprirà inviato in città da un misterioso committente, si metterà il detective Cromwell che stanco dei troppi legacci burocratici a cui è sottoposta la legge finirà per simpatizzare per lui e le cose si scalderanno ulteriormente quando il cinese Jet Bean, altro killer professionista esperto di arti marziali approderà in città, anche lui assoldato da qualcuno e anche lui con un lavoro da portare a termine.

Operazione piuttosto bizzarra quella allestita dall’eperto in effetti visivi Jeff Lew che amplia un paio di corti che su You Tube hanno fatto faville e debutta come regista con un lungometraggio d’animazione che vince sul piano della messinscena che omaggia i generi action, crime e poliziesco, da inquadrature, dialoghi, trama e sequenze d’azione si capisce che Lew ne deve aver macinato di cinema di genere, infatti ci sono omaggi a Tarantino, John Woo e addirittura uno dei protagonisti ha nome e caratteristiche che richiamano il campione di arti marziali ed attore Jet Li.

La qualità dell’animazione non raggiunge certo l’eccelso, ci sono picchi qualitativi ad esempio nel design delle vetture piuttosto che delle armi, notevole la fluidità delle sequenze in cui si lotta e si spara e in cui si sfrutta un esasperato ed intrigante rallenti  alla John Woo, il problema e che in qualsiasi filmato d’intermezzo di videogames di ultima generazione c’è molta più consistenza visiva di quella sfoggiata dal film di Lew e di certo non aiuta il fatto di vedere in azione dei personaggi che sembrano una via di mezzo tra il Mr. Potato di Toy Story e le M&M’s del famoso spot pubblicitario.

Senza dubbio l’idea in formato cortometraggio aveva una sua valenza, ma ampliarla per tentare di approdare su grande schermo ci sembra una mossa un tantinello azzardata anche perchè Killer Bean Forever fa alcuni passi falsi non da sottovalutare, come il tendere a prendersi troppo sul serio, peccare nella parte più importante di operazioni di questo tipo, cioè la caratterizzazione dei vari personaggi e non puntare ad un target il più ampio possibile rimanendo un ibrido, da un lato troppo ricercato e dai contenuti adulti per essere adatto i più piccini, dall’altro con protagonisti troppo pupazzosi per avere il giusto appeal sul pubblico più adulto.

Nelle sale a partire dal 10 giugno 2011

Note di produzione: il regista Jeff Lew era nel team degli effetti visivi di blockbuster come Transformers 2, Matrix Reloaded e Tron Legacy, Il film è preceduto dai due cortometraggi per il web Killer Bean: The Interrogation e Killer Bean 2: The Party, il film ha richiesto cinque anni di lavorazione, tra cui oltre un anno e mezzo di pre-produzione e tre anni per l’animazione.

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