Jonah Hill e James Franco nel drammatico True Story

di Pietro Ferraro Commenta

Collider riporta che l’attore specialista in comedy Jonah Hill dopo la sua solida performance drammatica ne L’arte di vincere (Moneyball), che gli è valsa una candidatura agli Oscar 2012 come Miglior attore non protagonista, ha in programma un’ulteriore ruolo drammatico, che stavolta lo vedrà protagonista. Hill reciterà al fianco di James Franco in un adattamento del libro di memorie dello scrittore e giornalista Michael Finkel.

Il film diretto da Rupert Goold racconta la storia del rapporto tra Michael Finkel (Hill), un giornalista del New York Times caduto in disgrazia e Christian Longo (Franco) un uomo accusato di omicidio plurimo.

La sceneggiatura è basata sul libro True Story: Murder, Memoir, Mea Culpa di cui di seguito vi forniamo una sinossi via Amazon:

La storia inizia nel febbraio del 2002, quando un giornalista in Oregon contatta lo scrittore Michael Finkel del New York Times Magazine con una notizia sorprendente. Un giovane uomo di nome Christian Longo, inserito nella lista dell’FBI dei 10 ricercati più pericolosi per aver ucciso tutta la sua famiglia, è stato recentemente catturato in Messico dove aveva assunto una nuova identità: Michael Finkel del New York Times.

Il giorno dopo, a pagina 3 del Times, arriva un’altra notizia preoccupante: in una nota, scritta dalla redazione del giornale, si spiega che Finkel ha falsificato le parti di un articolo investigativo ed è stato licenziato. Questa improbabile confluenza di eventi getterà le basi per un rapporto bizzarro ed intenso. Dopo l’arresto di Longo, l’unico giornalista con cui l’assassino parlerà è il vero Michael Finkel e nei mesi successivi fino al processo i due uomini parleranno per decine di ore al telefono, si incontreranno nella sala visite della prigione e si scambieranno quasi mille pagine di lettere scritte a mano.

Con Longo che insiste sul fatto che possa provare la sua innocenza, Finkel si sforza di scoprire ciò che realmente è accaduto alla famiglia dell’uomo e la sua ricerca diventa un gioco psicologico portato avanti  talvolta con onestà, altre volte con malizia manipolatoria. L’ostinazione di Finkel pagherà solo alla fine quando Longo, dopo una vita di inganni, gli confesserà ciò che non ammetterebbe mai in tribunale, nel complesso una storia vera o almeno così sembra…

(Photo Credits | Getty Images)

 

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