Feisbum: recensione

di Pietro Ferraro 3

Otto episodi per raccontare il fenomeno tutto internettiano di Facebook, Social Network  in crescita esponenziale, in tutto il mondo si sono toccati i duecento milioni di iscritti.

Feisbum ha il sapore indipendente di un cinema giovane che si discosta dal filone romantico-adolescenziale per esplorare un fenomeno attuale incredibilmente vivo e vitale che ha coinvolto già otto milioni di italiani in una grande e caotica comunità virtuale.

Istant-movie pronto all’uso, girato in tempi record, dal ritmo accelerato come il web richiede, tutto è virtuale, la dipendenza, il sesso, i rapporti d’amicizia e le fantasie, ma non solo anche gli alter ego virtuali che ci mostrano e raccontano come vorremmo essere e perchè no anche le truffe che anche se virtuali sempre truffe rimangono.

Il film è sfizioso, colorato e dal linguaggio moderno ed efficace, tutto fila liscio senza chissà quali guizzi, tra episodi meno riusciti, ed altri che avrebbero meritato un approfondimento come ad esempio Angelo azzurro reloaded.

Alla fine della visione si rimane interdetti, ma divertiti, da una parte queste pillole di realtà virtuale ci intrigano, dall’altra non si è ben certi di aver assistito ad un canonico lungometraggio adatto alla sala cinematografica, forse il cinema è altrove, qui si assiste ad un intrigante linguaggio altro, che unisce la sintesi del cortometraggio, il montaggio televisivo figlio del reality ed il linguaggio fast-forward del web.

Se questo rappresenti uno spaccato del futuro linguaggio cinematografico o solo un istantanea del presente non è ben chiaro, però alla fine si riesce ad ironizzare su di  un fenomeno palese ed in crescita che non si può snobbare o minimizzare.

Consigliato a chi fa parte di questo mondo per averne una divertente visione super partes e per chi è curioso e vuole saperne di più sul feniomeno di questa popolosa e colorata tribù virtuale. ALTERNATIVO

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