Dream House, recensione in anteprima

di Pietro Ferraro 2

Will Atenton (Daniel Craig) è un editore di successo che decide di abbandonare la città e il suo lavoro per trascorrere più tempo con sua moglie Libby (Rachel Weistz) e le sue due bambine Dee Dee e Trish, per questo ha acquistato una deliziosa villetta dove finalmente può raggiungere e restare con la sua famiglia che l’attende con ansia. Già dai primi giorni successivi al suo arrivo intorno alla casa comincia ad aggirarsi uno strano tipo che Will, per quanto si sforzi, non riesce ad identificare, poi la scoperta una sera, per puro caso che proprio la casa che ha scelto per crescere le sue due bambine è stato teatro dell’omicidio di un’intera famiglia. L’ex-proprietario, un certo Peter Ward una notte ha ucciso a colpi di pistola la moglie e le sue due bambine. Will in seguito scoprirà che l’uomo è ancora vivo e deciderà di saperne di più su di lui e sugli eventi di quella tragica notte.

Il regista irlandese Jim Sheridan (Il mio piede sinistro), a due anni dal drammatico Brothers si cimenta per la prima volta con un thriller a sfondo psicologico, un genere piuttosto inflazionato e irto di ostacoli, che se non trattato con la giusta perizia può regalare brutte sorprese, come purtroppo è accaduto almeno in parte in questo particolare caso, in cui tutte le buone premesse dello script di David Loucka vanno in gran parte sprecate.

Dream House sulla carta e per almeno l’intera prima parte, più precisamente fino al colpo di scena piazzato in maniera piuttosto ardita a metà film, tiene piuttosto bene, bravissimi i due protagonisti con Craig che svetta e dimostra di essere un attore di razza, ma proprio lo svelamento troppo anticipato e una seconda parte priva della tensione necessaria, senza contare un finale oltremodo sbrigativo, finiscono per inficiare tutto il buon lavoro svolto nell’incipit, portando il film ad una lenta ed inesorabile involuzione all’insegna del prevedibile.

Guardando il film di Sheridan sembra che non sia capito bene in quale direzione voler portare il film che resta in bilico tra thriller-psicologico e thriller a sfondo sovrannaturale, un’indecisione che neanche alcune svolte narrative e il finale definiscono con la giusta chiarezza, il che non aiuta certo un evolversi degli eventi piuttosto sonnolento e incapace materialmente di regalare un minimo sindacale di brividi, che come si sa sono il sale di operazioni di questo genere.

Chiudiamo con un suggerimento, se non avete ancora visto il trailer del film, che vi proponiamo in coda al post, evitate di guardarlo perchè svela in maniera grossolana l’intera trama, rovinando di fatto l’unico elemento che rende il film interessante.

Nelle sale a partire dal 3 agosto 2012

Note di produzione: nel film figurano anche Naomi Watts ed Elias Koteas. La colonna sonora è stata affidata al veterano John Debney. Il regista Jim Sheridan durante la fase di post-produzione del film è entrato in conflitto con la casa di produzione arrivando a chiedere che il suo nome fosse rimosso dai crediti, mentre gli attori Daniel Craig e Rachel Weisz a cui non è piaciuto il taglio finale del film si sono rifiutati di partecipare al tour promozionale della pellicola.

ATTENZIONE IL TRAILER DEL FILM CONTIENE SPOILER!!!

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