Comic-Con 2012, il panel di Django Unchained con Quentin Tarantino

di Pietro Ferraro 1

Anche Quentin Tarantino non si è perso il Comic-Con 2012 dove ha presentato in un panel il suo western Django Unchained (nelle sale italiane dal 18 gennaio 2013). Al panel oltre a Tarantino erano presenti Jamie Foxx, Christoph Waltz, Kerry Washington, Walton Goggins e Don Johnson.

Le domande del moderatore:

Tarantino ha raccontato che l’idea di Django Unchained ha girato nella sua testa per 13 anni. Ha sempre voluto fare un western, ma amava molto gli spaghetti-western e se fosse riuscito a realizzare un western l’avrebbe realizzato solo in quello stile. La primissima idea che ha avuto era “uno schiavo che diventa un cacciatore di taglie e poi dà la caccia agli uomini bianchi“.

Foxx pensa che il film farà discutere, ma aggiunge che il pubblico è maturo per questo tipo di approccio al genere. Quando hanno iniziato a girare, tutte le cose controverse sono passate in secondo piano di fronte all’abilità di Tarantino di “mettere insieme un film fantastico con persone fantastiche, è stato come svegliarsi ogni mattina e andare a giocare in una squadra di superstar

Foxx ha paragonato la sua esperienza con il personaggio di Django ad un viaggio. Quando hanno iniziato le prove Tarantino ha detto che era preoccupato che Foxx non potesse entrare nella mentalità di uno schiavo. Era preoccupato che l’attore non potesse uscire dal suo status di celebrità. Voleva che Foxx buttasse via il suo ego spogliandosene “e che ricominciasse tutto daccapo“.

Il film si apre con Django in catene, Django è il sesto di una fila di sette schiavi. E’ anonimo come il resto degli schiavi. Foxx ha commentato: “Questo è esattamente come vedo questo ragazzo“. Quando incontrò la prima volta Tarantino, Foxx gli parlò del fatto di essere cresciuto in Texas e che questo gli permetteva di cogliere ciò che era nel copione perché in qualche misura lo aveva subito anche lui. Foxx ha aggiunto che un progetto diventa speciale per un attore quando si affianca alla propria storia personale.

Waltz dice che il Dr. King Schultz incontra Django e lo libera così “il loro diventa un rapporto unico e favoloso che viene forgiato nel corso di fantastiche avventure“. Waltz ha trovato sensazionale il fatto di vedere film italiani ispirati a film americani rielaborati da un regista americano che li riporta in America. Django e Schultz sono una squadra, ma i loro cambiamenti sono dinamici, quindi lui non è solo un padre o un insegnante. Schultz è in grado di rendere saldo il legame “perché non si preoccupa degli altri uomini bianchi“.

Tarantino dice che in realtà non ha voluto fare un film su uno schiavo, voleva usare uno schiavo come escamotage narrativo per raccontare un’epoca brutale, ma una delle cose divertenti ed emozionanti è stato quello di prendere un western e inserirne la storia in un Sud anteguerra e mettere un personaggio di colore al centro della storia.

Schultz è il pistolero esperto che insegna al principiante che non sa nulla, perché questa è una metafora del genere, ma Schultz non ha visto faccia a faccia la reale crudeltà del Sud e quando arrivano nel bel mezzo del Mississippi è Schultz a trovarsi fuori dal suo elemento, mentre Django sa esattamente cosa sta succedendo. In questo modo la dinamica si capovolge.

Il titolo “dottore” di Schultz si riferisce al fatto che lui è un dentista. Tarantino dice che la connessione con Doc Holliday si ferma li, perchè Holliday era un vero dentista,, mentre Schultz si limita ad usare un carro da dentista come copertura e per nascondersi in piena vista.

Tarantino da il via al filmato di 8 minuti che contiene molte scene inedite, ma c’è molto poco di Kerry Washington e di Samuel L. Jackson, perché loro appaiono a film inoltrato, mentre la clip proiettata contiene quasi tutte sequenze tratte dalla prima metà del film.

Vediamo la parte del trailer in cui Schultz libera Django dalla banda di schiavisti. Quando Schultz e Django arrivano in città, Schultz si chiede perché la gente stia fissando Django e lui risponde che non hanno mai visto “uno nero a cavallo

Come abbiamo visto nel trailer Schultz stringe un accordo con Django: Django aiuterà Schultz di piantagione in piantagione a dare la caccia ai Fratelli Brickle e in cambio Schultz aiuterà Django a salvare sua moglie Broomhilda.

La clip prosegue con Schultz che insegna a sparare a Django utilizzando un pupazzo di neve come bersaglio, una sequenza nella piantagione di Big Daddy (Don Johnson) con Django in posa come domestico di Schultz (i due si presentano alla tenuta con la scusa di voler acquistare uno degli schiavi di Big Daddy) e ancora Django che prima umilia un uomo bianco che ha frustato uno schiavo e poi scopre uno dei fratelli Brickle nella piantagione di Big Daddy che si appresta a torturare uno schiavo che ha rotto alcune uova. Nel mix ci sono anche alcune sequenze con il Calvin Candie di Leonardo DiCaprio, ma è quasi tutto materiale già visto nei trailer.

Il moderatore torna a parlare con il cast:

Goggins che interpreta Billy Crash, l’uomo al soldo di Candie che allena alla lotta gli schiavi mandingo, dice che non c’è alcun riscatto per il suo personaggio che viene ritratto alla stregua di un operaio.

Tarantino parla di Steven, il personaggio di Jackson, descrivendolo come lo schiavo di casa. Il rapporto tra Candie, Steven e Crash si riferisce alle moderne corporazioni, salvo che le piantagioni erano a conduzione famigliare. Famiglie che potevano monopolizzare il mercato perché sfruttavano il lavoro degli schiavi. Steven e Billy Crash sono come i due amministratori delegati della società con Steven che gestisce la piantagione e gli aspetti commerciali e Crash che si occupa dei Mandingo.

Steven può essere uno schiavo, ma non ha alcuna empatia ed è ben poco amichevole, così tutti gli altri schiavi sono terrorizzati da lui. Steven è fondamentalmente una figura paterna per Candie perchè è lui che lo ha cresciuto ed è lui l’unica persona che Candie ascolta.

Johnson descrive il suo Big Daddy come un amabile proprietario di piantagioni “divertente e cattivo“. Per quanto riguarda l’inflessione della voce del personaggio, l’attore ha studiato Foghorn Leghorn, il vanesio gallo dei Looney Tunes.

La Washington interpreta Broomhilda von Shaft, il suo nome deriva dai precedenti proprietari, una famiglia tedesca che l’ha venduta ad una piantagione dove Broomhilda ha incontrato Django. Il suo personaggio deve parlare tedesco e per questo durante le riprese ha fruito del supporto di Christoph Waltz. L’attrice ha studiato tedesco per quattro ore al giorno e l’equitazione l’ha aiutata a superare la brutalità della storia.

Il viaggio di Django e il salvataggio di Broomhilda rispecchiano il viaggio di Sigfrido nelle celebra opera tedesca. E’ una leggenda che significa qualcosa per Von Shaft. Non tanto perchè i proprietari di schiavi non volevano matrimoni e Django e Broomhilda si sono sposati in segreto, ma perché sono stati separati e venduti singolarmente e probabilmente non si sarebbero mai più rivisti anche se avessero ottenuto la libertà, ma Django è pronto a tornare in quell’inferno pur di salvare il suo amore.

Jonah Hill ha finito di girare le sue scene la scorsa settimana. Tarantino ha raccontato che i predecessori del Ku Klux Klan erano noti come i “mediatori” e il personaggio di Hill è un mediatore al soldo di Big Daddy. Tarantino pensa che la loro scena insieme sia “una delle cose più divertenti che io abbia mai scritto“, non può entrare nei dettagli, ma rivela che si tratta di qualcosa riguardo al Ku Klux Klan che non è mai stato rivelato in precedenza.

Per quanto riguarda omaggi e citazioni c’è un personaggio nel film che richiama un altro personaggio di un film precedente di Tarantino, il regista mantiene il segreto e vuole lasciare che siano i fan capire quale sia.

Il panel si chiude con le domande del pubblico:

Tarantino chiama un fan vestita in tuta gialla come la sposa di Kill Bill, ed è un momento molto divertente e carino. Lei ricorda come Tarantino scriva forti personaggi femminili e chiede quale consiglio darebbe ad altri scrittori. Lui risponde che non ha inventato nulla, che è tutto nella storia del cinema di genere, ci sono state un bel po’ di donne eroine e guerriere, non tanto nel cinema americano, ma nel mondo del cinema in generale. Tarantino ritiene che Django Unchained e Kill Bill siano le sue due più grandi avventure come filmmaker.

(Fonte Collider – Photo Credits | Getty Images)

Commenti (1)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>