Festival del film di Berlino 2014: Schamus presidente di giuria e Waltz ‘membro onorario’

festival di berlino 2011 (11)

Si avvicina sempre di più il celebre Festival di Berlino. Quest’anno, a dirigere la giuria, ci sarà James Shamus. Schamus, noto produttore tedesco, ha all’attivo film del calibro de “I segreti di Brokeback Mountain“, uscito nel 2005 e ormai famosissimo in tutto il mondo.

Toccherà dunque a questo pluripremiato produttore ‘premiare’ ed erigersi a capo della giuria della prossima edizione della prestigiosa kermesse del cinema.

In Germania, gli addetti ai lavori non aspettano altro che l’inizio della stessa. Bisognerà attendere ancora molto poco. Il Festival di Berlino avrà inizio il 6 febbraio 2014 e si protrarrà fino al 16 dello stesso mese.

Ad annunciare la presidenza di James Schamus sono stato gli stessi organizzatori della prestigiosa manifestazione cinematografica.

Schamus sarà a capo di una giuria di otto membri che dovrà decidere il film vincitore dell’Orso d’Oro. Un premio, a dir poco, ambitissimo.

Non a caso, James Schamus sarà in buona compagnia. Con lui, come membro (d’onore, oseremmo dire) della giuria ci sarà Cristoph Waltz.

Waltz, uno dei protagonisti di “Django Unchained” (nonché di “Unglorious Bastards“) di Quentin Tarantino, ha vinto il Premio Oscar come Miglior Attore Non protagonista nel 2013.

Schamus e Waltz saranno coadiuvati dall’attrice e regista americana Greta Gerwing e da Michel Gondry, regista francese di “Se mi lasci ti cancello“. Inoltre al banco di giuria si accomoderanno anche la produttrice di ‘James Bond’ Barbara Broccoli e il regista iraniano Mitra Farahani, l’attore di Hong Kong Tony Leung e l’attrice danese Trine Dyrholm.

Un ottimo team, per un premio prestigiosissimo che celebra una kermesse che tiene incollati gli appassionati di tutto il mondo alle sue vicissitudini.

Vincitori Berlinale 2013

Si conclude l’edizione 2013 del Festival del Cinema di Berlino, senza grandi exploit ma con ottime opere in concorso. Così, per la giuria, capitanata dal Presidente Wong Kar-Wai, è arrivato il momento di decretare i vincitori e assegnare i premi.

Il tutto è stato fatto tramite un criterio prettamente estetico. In altri termini, come assicurano i membri, più che con un giudizio o con una critica sui film, la commissione ha votato per le opere che più le piacevano

Osservando nel complesso i film premiati, abbiamo la conferma di ciò. Una conferma che si evince dall’assegnazione dei due riconoscimenti più significativi: quelli a “Layla Fourie” e a “Promised Land“. Le pellicole in questione hanno un ottimo risvolto sociale, sebbene non siano destinate a ‘sconvolgere’ la storia del cinema per chissà quale struttura e compiutezza.

Va da sè, dunque, che i film premiati alla Berlinale 2013, siano stati sostenuti in virtù di altri valori e non tanto per la loro caratura cinematografica. La giuria non ha seguito lo stesso metro di valutazione in tutti i casi. Prova ne è l’assegnazione del Premio per la miglior regia, ascritto a David Gordon Green per il suo “Prince Avalanche”, ottimo remake di una commedia islandese.

Meritatissimo il riconoscimento a Jafar Panahi, al quale è andato il premio per una sceneggiatura. Che siano i valori cinematografici a primeggiare rispetto alla mera tecnica lo si capisce anche dall’assegnazione del Premio consegnato al direttore della fotografia di Harmony Lessons, film kazako che verte su una storia di povertà e disagio.

La Berlinale premia dunque il cuore, la capacita che i film hanno nello scatenare sensazioni altalenanti nell’anima di ognuno. Vincono le storie di dolore, le pellicole che mettono la lente di ingrandimento sull’umanità e in particolare su coloro che spesso sono relegati nel retropalco della vita.

E i singoli? La miglior interpretazione femminile va a Paulina Garcia, eccellente in “Gloria” nei panni di un personaggio dotato di tutte le debolezze ma anche del coraggio di una donna non più giovane che affronta la società che ci rende vecchi anagraficamente anche se dentro non lo siamo.

PREMI BERLINALE 2013

Orso d’oro: “Child’s Pose” di Calin Netzer

Gran premio della giuria: “An Episode in the Life of an Iron Picker” di Danis Tanovic

Orso d’argento per la miglior regia: David Gordon Green per “Prince Avalanche”

Orso d’argento per il miglior attore: Nazif Mujic per “An Episode in the Life of an Iron Picker”

Orso d’argento per la miglior attrice: Paulina Garcìa per “Gloria”

Orso d’argento per la miglior sceneggiatura: Jafar Panahi per “Closed Curtain”

Orso d’argento per il contributo artistico: Aziz Zhambakiyev per “Harmony Lessons”

Premio Alfred Bauer: Denis Côté per “Vic+Flo Saw a Bear”