Cannes 2012: oggi The Paperboy di Lee Daniels, ieri On the Road divide

di Pietro Ferraro Commenta

Il Festival di Cannes 2012 inaugura la sua nona giornata di proiezioni e red carpet, ieri sotto i riflettori On the Road, primo adattamento del celebre romanzo di culto del poeta e scrittore Jack Kerouac rimasto in fase di sviluppo per circa trent’anni prima che il regista brasiliano Walter Salles (I diari della motocicletta) riuscisse nell’ìmpresa. Il risultato come era da prevedersi ha diviso i cultori del libro e puristi dalle nuove generazioni che invece hanno colto l’occasione per rivivere il mito della beat generation attraverso gli occhi di un volenteroso cast di giovani talenti che include la diva Kristen Stewart che ieri ha catalizzato l’attenzione di fan e fotografi.

 

Ora veniamo al programma odierno con le due proiezioni in concorso, l’americano The Paperboy di Lee Daniels (Precious) e il messicano Post Tenebras Lux di Carlos Reygadas.

THE PAPERBOY:

La storia di un giovane che torna nella sua piccola città natale in Florida per aiutare suo fratello giornalista a scoprire la verità su un uomo detenuto nel braccio della morte, che potrebbe essere stato ingiustamente condannato. Durante le indagini il ragazzo si innamora dell’amante del condannato. Ne deriveranno conflitto, pericolo, inganno, seduzione e tradimento.

Note: Al regista nel 2009 venne tributata una standing ovation per il suo Precious presentato nella sezione Un certain Regard. Cast stellare per il nuovo film che include Nicole kidman, John Cusack, Matthew McConaughey e Zac Efron. Il film è basato sull’omonimo racconto dello scrittore Pete Dexter che ha curato anche la sceneggiatura del film.

POST TENEBRAS LUX:

Juan e la sua famiglia vivono nella campagna messicana, dove godono e soffrono di un mondo a parte e nessuno sa realmente se questi due mondi sono complementari o se si sforzano di eliminarsi l’un l’altro.

Note: nel 2007 il regista ha presentato al festival Stellet licht con il quale ha vinto il premio speciale della giuria ex-aequo con il francese Persepolis.

Per le proiezioni speciali fuori concorso oggi è il turno del documentario The Central Park Five diretto da Ken Burns, Sarah Burns e David McMahon:

Nel 1989 cinque giovani neri e latini di Harlem furono arrestati e in seguito condannati per aver violentato una donna bianca nel Central Park di New York City. Hanno trascorso tra i 6 ei 13 anni in prigione prima che uno stupratore seriale confessasse che solo lui aveva commesso il delitto, portando ad un ribaltamento delle loro sentenze di condanna. Situato sullo sfondo di una città decadente afflitta da violenze e tensioni razziali, il film racconta la storia di quel crimine orrendo, del pregiudizio da parte della polizia che supportò il sensazionalismo della storia e un’opinione pubblica indignata che chiedeva a gran voce un colpevole e le cinque vite sconvolte da questo aborto spontaneo di giustizia.

Chiudiamo con la sezione Un certain regard e il lungometraggio giaapponese 11/25 The Day Mishima Chose His Own Fate di Kôji Wakamatsu che raccconta agli ultimi giorni di Yukio Mishima e il suo tentato colpo di stato del 1970:

“Se diamo tanto valore alla dignità della vita, non possiamo non apprezzare anche la dignità della morte. Nessuna morte può essere definita inutile” – Yukio Mishima

Il 25 novembre 1970, un uomo mise in atto un suicidio rituale all’interno della sede di Tokyo del Ministero della Difesa giapponese, lasciando dietro di sé un’eredità di capolavori e una polemica che fa ancora eco in questi giorni. L’uomo era Yukio Mishima, uno dei romanzieri più grandi e più celebri del Giappone. Con quattro membri del suo esercito privato – il Tatenokai – Mishima aveva preso in ostaggio il comandante e invitato i militari riuniti davanti al Ministero a rovesciare la loro società e ripristinare i poteri dell’Imperatore. Quando i soldati beffarono e schernirono Mishima, lui tagliò corto con il suo discorso e si ritirò nell’ufficio del comandante, dove fese seppuku, la morte del guerriero samurai cche consiste nello squarciarsi il ventre con un coltello cerimoniale, prima di essere decapitato da uno dei suoi colleghi.

Cosa stava cercando di esprimere Mishima attraverso le sue azioni? E chi lo ha assistito durante i suoi ultimi momenti?

 

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